Circolare Enpals 13-05-2008, n. 10

Circolare Enpals 13-05-2008, n. 10

Art. 1, commi 45-50 della L. n. 247/2007 -Abrogazione articoli da 33 a 40 del D.Lgs. n. 276/2003 disciplinanti il contratto di lavoro intermittente


Sommario:Con la presente circolare, a seguito dell’abrogazione della figura del contratto di lavoro intermittente e dei relativi chiarimenti forniti dalla Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, si rappresenta che a far data dal 1° gennaio 2008 non è più possib ile stipulare contratti di lavoro intermittente. Si evidenzia, inoltre, che esclusivamente nel settore del turismo e dello spettacolo sono previste ipotesi di lavoro intermittente subordinatamente all’intervento della contrattazione collettiva.

1. Campo di applicazione.

L’art. 1, comma 45 della L. n. 247/2007 -pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2007 – ha abrogato gli articoli da 33 a 40 del D.Lgs. n. 276/2003 e successive modificazioni con i quali veniva disciplinato il contratto di lavoro intermittente

(c.d. lavoro a chiamata o job on call). Pertanto, a far data dal 1°gennaio 2008 non è più possibile stipulare contratti di lavoro intermittente o a chiamata.

A tal riguardo, si rammenta che mediante il contratto di lavoro a chiamata il lavoratore si poneva a disposizione del datore di lavoro per svolgere prestazioni di carattere discontinuo o intermittente secondo le linee d’indirizzo individuate dalla contrattazione collettiva nazionale o territoriale [1] ovvero per svolgere prestazioni in determinati periodi nell’arco della settimana, del mese o dell’anno. Per il predetto contratto era prescritta la forma scritta ai fini della prova di alcuni elementi quali, ad esempio, la durata, la sussistenza delle ipotesi che ne consentivano la stipulazione, il luogo, la modalità della disponibilità, eventualmente garantita dal lavoratore, e del relativo preavviso di chiamata, il trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione eseguita e la relativa indennità di disponibilità ove prevista.

In relazione ai contratti di lavoro intermittente in corso di svolgimento alla data di entrata in vigore della L. n. 247/2007 – in assenza di disposizioni di natura transitoria – la Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro ha precisato che "la norma abrogata cessa di avere effetto per il futuro ma continua a disciplinare i fatti avvenuti sotto la sua vigenza"; pertanto, i medesimi contratti "sono efficaci fino alla loro scadenza se stipulati a termine o, se a tempo indeterminato, mantengono la loro efficacia fino al verificarsi del recesso di una delle parti o per mutuo consenso" (cfr. circolare allegata n. 7 del 25 marzo 2008).

2. Prestazioni di carattere discontinuo nel settore del turismo e dello spettacolo.

Come sopra evidenziato, il lavoro intermittente è stato formalmente abrogato; tuttavia, il Legislatore ha contemplato una peculiare ipotesi di lavoro a chiamata nei settori del turismo e dello spettacolo quando il ricorso a tale specifica tipologia contrattuale sia giustificato dall’esigenza dello svolgimento di prestazioni di lavoro di carattere discontinuo durante il fine settimana, nella festività, nei periodi di vacanze scolastiche e per tutti gli ulteriori periodi previsti dai contratti collettivi.

Infatti, l’art. 1, comma 47, della L. n. 247/2007 ha disposto, a tal riguardo, che "al fine di contrastare il possibile ricorso a forme di lavoro irregolare o sommerso per sopperire ad esigenze di utilizzo di personale per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo nel settore del turismo e dello spettacolo, i relativi contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale possono prevedere la stipula di specifici rapporti di lavoro per lo svolgimento delle predette prestazioni durante il fine settimana, nelle festività, nei periodi di vacanze scolastiche e per ulteriori casi, comprese le fattispecie già individuate ai sensi dell’articolo 10, comma 3, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368".

Pertanto, la possibilità di utilizzare il contratto di lavoro intermittente nel settore del turismo e dello spettacolo non è immediatamente operativa ma risulta subordinata all’intervento della contrattazione collettiva che dovrà, in particolare, disciplinare (cfr. art. 1, comma 48, L. n. 247/2007):

- le condizioni, i requisiti e le modalità delle prestazioni connesse ad esigenze oggettive e a limiti massimi temporali;

- il trattamento economico e normativo non inferiore a quello corrisposto ad altro lavoratore per le medesime mansioni, naturalmente proporzionato alla prestazione;

- la corresponsione di una indennità di disponibilità ove sia prevista la disponibilità del lavoratore a svolgere la prestazione entro un arco temporale definito.

Si fa, inoltre, presente che una volta intervenuta la contrattazione collettiva, spetterà al Ministro del Lavoro e della previdenza sociale – sentite le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale – dettare, con apposito decreto, una specifica procedura semplificata per assolvere agli adempimenti in materia di instaurazione, trasformazione e cessazione dei rapporti di lavoro di cui si tratta, nonché regolamentare i profili previdenziali dell’eventuale indennità di disponibilità.

Si segnala, infine, che il comma 50, art. 1, della citata legge, prevede che trascorsi due anni dall’emanazione delle necessarie disposizioni da parte della contrattazione collettiva, il Ministero del Lavoro, congiuntamente alle OO.SS. firmatarie dei contratti, dovrà procedere alla verifica dei risultati ottenuti con particolare riferimento agli effetti in termini di contrasto del lavoro sommerso e di promozione del lavoro regolare nei settori interessati.

Allegato

Circolare n. 7 del 25 marzo 2008 della Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

Note:

1 Per l’elenco delle occupazioni che richiedono un lavoro discontinuo, in assenza delle regolamentazioni dei contratti collettivi, il decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 23 ottobre 2004 rimandava alle tipologie di attività indicate nella tabella di cui al R.D. n. 2657/1923.