Circ. Ministero 18 gennaio 1999, n. 3459/c “D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114, non applicabilità alla vendita effettuata da imprese industriali”

CIRCOLARE N. 3459 /C

Agli UU.PP.I.C.A.

DIREZIONE GENERALE DEL COMMERCIO

DELLE ASSICURAZIONI E DEI SERVIZI

DIVISIONE II

LORO SEDI

Assessorato al commercio

LORO SEDI

Alle Camere di commercio, industria,artigianato e agricoltura.

LORO SEDI

Oggetto : Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. "Riforma della disciplina relativa al settore del commercio a norma dell’art. 4, comma 4, della legge 15 marzo 1998,n. 59 – Non applicabilità alla vendita effettuata da imprese industriali".

Si fa riferimento ai quesiti pervenuti in merito alla applicabilità delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, recante la riforma della disciplina relativa al settore del commercio, nel caso di vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione propria da parte delle imprese industriali.
Al riguardo si precisa, innanzitutto, che in base alle norme vigenti la vendita in discorso è consentita nel rispetto delle condizioni di cui all’art. 2, comma 1, della legge 11.6.1971, n. 426.
Per quanto concerne le nuove disposizioni in materia di esercizio dell’attività commerciale contenute nel decreto legislativo n. 114/1998, le quali, a norma dell’art. 26, comma 1, avranno efficacia a decorrere dal 24 aprile 1999, si osserva quanto segue.
Il predetto decreto legislativo, nell’individuare l’ambito di applicazione della disciplina in esso contenuta, definisce attività di commercio al dettaglio quella "svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale".
Ciò premesso, si osserva che nel caso di soggetti titolari di attività industriali che esercitino la vendita al pubblico nei locali di produzione o in quelli ad essi adiacenti delle merci da essi prodotte non si concreta la fattispecie definita nella suddetta lettera b).
I medesimi, infatti, nel caso di specie, non vendono merci acquistate da altri soggetti, ma esclusivamente quelle da loro prodotte.
Ciò significa, ad avviso della scrivente, che non sono applicabili le disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 114.
La loro attività di vendita, peraltro, non può non ritenersi assimilabile a quella esercitata dagli artigiani "nei locali di produzione o nei locali ad essi adiacenti dei beni di produzione propria (…)" per la quale la lettera g) del comma 2 dell’articolo 4 del citato decreto prevede espressamente la non assoggettabilità alle disposizioni contenute nel provvedimento stesso.

IL DIRETTORE GENERALE
(Dr. Piero Antonio Cinti)