Cinque poli turistici per il Sud

26/11/2003


      Mercoledí 26 Novembre 2003

      Turismo


      Cinque poli turistici per il Sud

      Ai privati il 49% del capitale della società Sviluppo Italia Turismo


      ROMA – Calabria, Puglia e Sicilia: sono queste le prime tre Regioni coinvolte nel progetto-turismo lanciato ieri da Sviluppo Italia e presentato a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. A disposizione ci sono circa 800 milioni di euro che dovrebbero consentire, entro l’estate 2006, di sostenere flussi turistici di oltre 2,3 milioni di visitatori l’anno, attraverso la realizzazione di 7.700 camere, nove campi da golf e un impatto occupazionale (diretto e indiretto) di 11.700 addetti. L’obiettivo – ha spiegato l’amministratore delegato di Sviluppo Italia, Massimo Caputi – è di dar vita a cinque poli turistici integrati, aperti 12 mesi l’anno in cui siano presenti contemporaneamente strutture di tipo tradizionale con alberghi di qualità elevata, villaggi, golf resort ma anche strutture ricavate riconvertendo edifici di valore storico-culturale come avviene ad esempio in Spagna, Portogallo e Francia. A gestire l’operazione sarà Sviluppo Italia turismo che, come ha anticipato Caputi ieri, cederà ai privati circa il 49% del capitale valutato attualmente in 200 milioni di euro, per poi scendere, probabilmente a seguito della quotazione in Borsa, a una partecipazione non superiore al 30 per cento. Merrill Lynch e Finnat sono gli advisor scelti per la privatizzazione che – ha spiegato Sergio Iasi, ad di Sviluppo Italia turismo – prevede un aumento di capitale «che porterà nelle casse di Sviluppo Italia Turismo risorse fresche per 100 milioni di euro». L’ingresso dei nuovi soci dovrebbe essere deciso con trattativa diretta e i nuovi partner dovrebbero essere investitori istituzionali e finanziari impegnati nel settore turistico. «Il turismo – ha sottolineato il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, intervenendo alla presentazione del progetto insieme ai presidenti delle tre Regioni – rappresenta un settore rilevante e redditizio ed è considerato dal Governo come una delle principali attività del Paese». A questo proposito Marzano ha ricordato che negli ultimi dieci anni l’Italia ha subito una pesante perdita di competitività (aggravata negli ultimi tempi anche dal rischio terrorismo) che ha retrocesso il Paese dal primo al quarto posto. Inoltre anche in questo settore, che rappresenta oltre il 5% del Pil e supera molti comparti del made in Italy come il tessile, esiste un forte squilibrio territoriale. Le Regioni del Sud, nonostante la ricchezza naturalistica e culturale che possiedono, attualmente recepiscono solo il 10% dell’intero flusso turistico. Ecco perché l’attenzione di Sviluppo Italia è rivolta principalmente al Sud (ma non solo: a breve verrà presentata un’analoga iniziativa in Veneto). I 5 poli verranno realizzati in particolare nel Salento (Otranto, Alimini, Santa Cesarea Terme), in Sicilia (Sciacca e Cefalù-Pollina) e in Calabria (Due mari Simeri-Gizzeria e Sibari). L’obiettivo di Sviluppo Italia è di consolidare il modello dei poli integrati in tutto il Paese per offrire agli operatori del settore, stranieri e non, un sistema nazionale del turismo. L’interesse – ha detto Caputi – è molto alto, come dimostra il recente accordo con il gruppo inglese di Rocco Forte che realizzerà a Sciacca, attraverso gli incentivi pubblici previsti dal contratto di localizzazione, un complesso turistico tra i più grandi del Mediterraneo. Il sostegno dello Stato – hanno però ribadito Marzano e Caputi – rappresenta solo il trampolino di lancio per un settore che può offrire immediati ritorni sia sulla crescita che sull’occupazione.

      BARBARA FIAMMERI