CIGS: Ristrutturazione aziendale

(art. 3 legge n. 675/77)

Per ristrutturazione aziendale, s’intendono programmi diretti alla razionalizzazione, al rinnovo, all’aggiornamento tecnologico degli impianti nell’ambito dell’occupazione aziendale eventualmente, ove richiesto da vincoli urbanistici, anche modificandone l’ubicazione. Sono altresì ricompresi in questo concetto anche gli ammodernamenti, ampliamenti e riattivazioni aziendali. Ai fini dell’approvazione dei programmi per l’intervento di CIGS per ristrutturazione aziendale, le aziende devono adottare i seguenti criteri:

-il programma deve essere caratterizzato dalla preminenza, in termini percentuali del valore corrente, delle quote di investimento per impianti fissi e attrezzature direttamente utilizzate nel processo produttivo rispetto al complesso degli investimenti previsti nell’arco temporale di esecuzione del programma aziendale. Il programma di interventi deve contenere indicazioni sull’attività di formazione e riqualificazione professionale volta a valorizzare i lavoratori occupati. Il valore medio annuo degli investimenti per immobilizzazioni materiali e immateriali previsti nel programma, relativo alle unità produttive interessate dall’intervento, inclusi i costi per la formazione e riqualificazione professionale (comprensivi di eventuali contributi pubblici nazionali e/o dell’Unione Europea) deve essere superiore, in misura significativa, al valore medio annuo degli investimenti effettuati nel biennio precedente l’avvio del programma medesimo:

-Devono essere dettagliatamente indicate le modalità di copertura finanziaria degli investimenti programmati;

-La sospensione dal lavoro deve essere ricollegata, nell’entità e nei tempi, al processo di ristrutturazione da realizzare. Il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi, non può essere inferiore al 30%. Per CIGS superiore a 12 mesi, deve essere precisato il piano di gestione delle sospensioni e degli esuberi, avendo a riguardo alle verifiche previste per i semestri successivi al primo anno (D.P.R.10 giugno 2000 n.218 art.4 c. 2).

Ai fini dell’approvazione della domanda di CGIS, devono ricorrere tutti i punti sopra elencati.

Durata: non può essere superiore a 24 mesi.

Proroghe: Il ministero può concedere due proroghe, ciascuna di durata non superiore a 12 mesi, per i programmi che presentino una particolare complessità in ragione delle caratteristiche tecniche dei processi produttivi dell’azienda, ovvero in ragione della rilevanza delle conseguenze occupazionali con riferimento alle dimensioni dell’impresa e alla sua articolazione sul territorio (L. n. 451 del 19 luglio 1994 art. 1; D.M. n. 31444 del 20 agosto 2002):
1) Si considerano complessi i processi produttivi, quando si verificano le seguenti condizioni:
● attuazione di almeno l’85% degli investimenti, relativi alle operazioni di ristrutturazione nei 24 mesi precedenti, comprensivi dei costi relativi alla formazione e riqualificazione professionale;
● dimensione occupazionale di ciascuna unità dell’impresa, non inferiore a 100 addetti, quando sia interessata una sola unità produttiva; non inferiore a 50 dipendenti, ove siano interessate più unità produttive;
● La sospensione dal lavoro deve essere ricollegata, nell’entità e nei tempi, al processo di ristrutturazione da realizzare. Il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi, non può essere inferiore al 30%;
● modifiche tecniche del processo produttivo che siano emerse successivamente al programma iniziale biennale, che determinino ulteriori investimenti nella misura di almeno il 20% rispetto al precedente programma. Il programma deve comunque contenere indicazioni sugli investimenti produttivi e l’attività di formazione e riqualificazione professionale rivolta al recupero dei dipendenti.

2) Si considerano complesse le ricadute occupazionali, quando si verificano le seguenti condizioni:
● attuazione di almeno l’85% degli investimenti, relativi alle operazioni di ristrutturazione nei 24 mesi precedenti, comprensivi dei costi relativi alla formazione e riqualificazione professionale;
● dimensione occupazionale dell’impresa nel suo complesso, non inferiore a 200 dipendenti e concorso di più unità produttive presenti sul territorio nazionale interessate a problemi occupazionali;
● esuberi al termine del pregresso programma biennale nell’unità produttiva interessata, in misura non inferiore al 25%;
● ricorso medio della CIGS nei 24 mesi precedenti per un numero di dipendenti non inferiore al 50% degli esuberi;
● devono essere esplicitate le ragioni tecniche inerenti la complessità della gestione delle sospensioni e degli esuberi. Il programma aziendale deve contenere anche indicazioni sull’attività di formazione e riqualificazione professionale volto al recupero dei dipendenti.
● La sospensione dal lavoro deve essere ricollegata, nell’entità e nei tempi, al processo di ristrutturazione da realizzare. Il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi, non può essere inferiore al 30%;

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