CIGS: Riorganizzazione o riconversione aziendale

(art. 8 D.P.R. N. 902/76, art. 1 D.P.R. n. 1523/67)

Per riorganizzazione o riconversione aziendale, s’intendono i mutamenti organizzativi dei fattori lavorativi allo scopo di migliorare l’efficienza produttiva e la qualità della produzione (modifica dei cicli produttivi 2/o degli impianti esistenti, ecc.).
Ai fini dell’approvazione dei programmi per l’intervento di CIGS per riorganizzazione o riconversione aziendale, le aziende devono adottare i seguenti criteri:

-l’azienda deve presentare un programma di interventi volti a fronteggiare inefficienze della struttura gestionale (squilibri tra apparato produttivo, commerciale, amministrativo). Tale programma deve essere elaborato anche nel caso sia prevista una ridefinizione dell’assetto societario e del capitale sociale (ricomposizione dell’azienda e della sua articolazione produttiva). Il programma deve contenere anche indicazioni sugli investimenti produttivi e sull’attività di formazione professionale volta a recuperare i dipendenti;
-Il valore medio degli investimenti previsti nel programma, relativo alle unità aziendali interessate all’intervento, inclusi i costi per formazione e riqualificazione professionale (comprensivi dei contributi pubblici nazionali e/o fondi dell’Unione Europea), deve essere superiore al valore medio annuo degli investimenti operati nel biennio precedente;
-La sospensione dal lavoro deve essere ricollegata, nell’entità e nei tempi, al processo di riorganizzazione da realizzare. Il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi, non può essere inferiore al 30%. Per CIGS superiore a 12 mesi, deve essere precisato il piano di gestione delle sospensioni e degli esuberi, avendo a riguardo
alle verifiche previste per i semestri successivi al primo anno (D.P.R. 10 giugno 2000 n.218 art. 4 c.2).
-Devono essere dettagliatamente indicate le modalità di copertura finanziaria degli investimenti programmati.

Ai fini dell’approvazione del programma di riorganizzazione o riconversione aziendale, devono ricorrere tutti i punti sopra elencati.

Durata: non può essere superiore a 24 mesi.

Proroghe: Il ministero può concedere due proroghe, ciascuna di durata non superiore a 12 mesi, per i programmi che presentino una particolare complessità in ragione delle caratteristiche tecniche dei processi produttivi dell’azienda, ovvero in ragione della rilevanza delle conseguenze occupazionali con riferimento alle dimensioni dell’impresa e alla sua articolazione sul territorio (L. n. 451 del 19 luglio 1994 art. 1; D.M. n. 31444 del 20 agosto 2002):

1) si considerano complessi i processi produttivi, quando si verificano le seguenti condizioni:
● attuazione di almeno l’85% degli investimenti, relativi alle operazioni di ristrutturazione nei 24 mesi precedenti, comprensivi dei costi relativi alla formazione e riqualificazione professionale;
● La sospensione dal lavoro deve essere ricollegata, nell’entità e nei tempi, al processo di ristrutturazione da realizzare. Il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi, non può essere inferiore al 30%;
● specificazione degli interventi del processo riorganizzativo emersi successivamente a quanto previsto nei 24 mesi precedenti. Tale programma deve anche indicare le attività di formazione e riqualificazione professionale rivolte al recupero dei dipendenti.

2) Si considerano complesse le ricadute occupazionali, quando si verificano le seguenti condizioni:
● attuazione di almeno l’85% degli investimenti, relativi alle operazioni di ristrutturazione nei 24 mesi precedenti, comprensivi dei costi relativi alla formazione e riqualificazione professionale;
● esuberi al termine del pregresso programma biennale nell’unità produttiva interessata, in misura non inferiore al 25%;
● ricorso medio della CIGS nei 24 mesi precedenti per un numero di dipendenti non inferiore al 50% degli esuberi;
● La sospensione dal lavoro deve essere ricollegata, nell’entità e nei tempi, al processo di ristrutturazione da realizzare. Il rapporto tra i lavoratori coinvolti nei processi formativi e quelli sospesi, non può essere inferiore al 30%;
● devono essere esplicitate le ragioni tecniche inerenti la complessità della gestione delle sospensioni e degli esuberi. Il programma aziendale deve contenere anche indicazioni sull’attività di formazione e riqualificazione professionale volto al recupero dei dipendenti.

Vai alla guida sulla CIGS