CIGS: Limite massimo di durata

Per ciascuna unità produttiva, i trattamenti di CIGS non possono avere una durata complessiva superiore a 36 mesi nell’arco di un quinquennio, indipendentemente dalle cause per le quali sono stati concessi. Si computano a tal fine, anche i periodi di cassa integrazione ordinaria concessi per contrazioni o sospensioni dell’attività produttiva determinate da situazioni temporanee di mercato.
Il quinquennio, si calcola per limiti temporali fissi consecutivi, a partire dall’11 agosto 1990 (L. n. 223/91 art. 22 c.5). Di conseguenza, il primo quinquennio è scaduto il 10 agosto 1995, il secondo il 10 agosto 2000, il terzo il 10 agosto 2005, il quarto il 10 agosto 2010 il quinto si concluderà il 10 agosto 2015 (Nota Min: Lav. N. 14/3779 del 30 marzo 2006)

DEROGHE: per quanto attiene il limite dei 36 mesi nel quinquennio, si precisa che l’art. 1 c. 9 L. 223/91 ha previsto deroghe al limite stesso demandando al CIPI la determinazione delle condizioni e modalità per l’ammissione a tali deroghe. Infatti il CIPI ha adottato la delibera 13 luglio 1993 (pubblicata sulla G.U. n. 216 del 14/09/93), con la quale sono stati fissati i criteri per la concessione delle deroghe nelle situazioni di seguito elencate:

·Procedure concorsuali (le deroghe riguardano il trattamento concesso ai sensi dell’art. 3 L. 223/91);
·Ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione aziendale (la deroga riguarda le proroghe oltre i 24 mesi ove i programmi presentino una particolare complessità in ragione delle caratteristiche tecniche dei processi produttivi delle aziende;
·Trasformazione dell’assetto proprietario (la deroga si sostanzia nella neutralizzazione dei periodi di concessione antecedenti la trasformazione societaria Circ. INPS n. 103/11.4.95.

Per i periodi durante i quali una azienda usufruisce dei contratti di solidarietà può essere richiesta una deroga al limite di cui all’art. 1 c. 9 L. 223/91 sulla base di quanto disposto dall’art. 7 del D.M. n. 31445 del 20.8.2002 e cioè quando il ricorso al CDS abbia la finalità di strumento alternativo alla procedura di mobilità (art. 4 L. 223/91)

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