Cigs e mobilità: circolare ministeriale sui criteri nuovi di concessione

Roma, 6 Ottobre 2000

-Alle Segreterie delle Federazioni Nazionali di Categoria
-Alle Segreterie delle CGIL Regionali
-Alle Segreterie delle Camere del Lavoro Territoriali

Oggetto: Competenze del Ministero del Lavoro in materia di procedura di mobilità

Cari Compagni,
nella circolare 64/2000 a firma del Sottosegretario Morese (vedi allegato), emanata lo scorso 20 Settembre dal Ministero del Lavoro e relativa la nuova procedura con le quale vengono istruite le istanze di CIGS (vedi nostre circolari del 4 e 21 settembre u.s.), sono altresì affrontati i problemi connessi le procedure di mobilità ed in modo specifico quelli riguardanti l’intervento del Ministero del Lavoro, per le aziende la cui la procedura di mobilità riguardi unità produttive presenti in più Regioni.

A tale proposito viene precisato da parte del Ministero del Lavoro che la convocazione delle parti, in caso di mancato accordo nella prima fase della procedura (art. 4, commi 7 e 15 della legge 223/91), la convocazione dell’incontro previsto nell’ambito della seconda fase, verrà inviata, per la parte sindacale, alle sole Organizzazioni Nazionali di Categoria, facendo carico alle medesime di ritrasmettere la convocazione alle proprie strutture territoriali e aziendali, a differenza del passato dove tale comunicazione era spesso inviata direttamente dal Ministero del Lavoro.

In considerazione che l’art. 4 della legge 223/91 prevede il coinvolgimento delle Rsa e delle strutture territoriali di categoria, sin nella fase iniziale di apertura formale della procedura, è indispensabile che le Federazioni Nazionali di Categoria provvedano con il massimo scrupolo al tempestivo invio alle strutture interessate della predetta comunicazione.

Quanto sopra anche allo scopo di evitare (come peraltro è successo in qualche caso) che il mancato invio della convocazione dell’incontro a qualche struttura territoriale o aziendale, possa essere impugnata per invalidare la procedura stessa, addossando poi la responsabilità al Sindacato.

Fraterni saluti.

p.il Dipartimento Settori Produttivi e Reti
(R.Rollino)

Allegato:

omissis

LICENZIAMENTI COLLETTIVI E RELATIVE PROCEDURE.
L’art. 3, comma 2, del d.lgs.vo n. 469/97 ha stabilito che presso le Regioni si svolga l’esame congiunto previsto nelle procedure per la dichiarazione della mobilità del personale.

Come è noto, le procedure concernenti la determinazione delle eccedenze strutturali di personale – come già rilevato nella precedente circolare n. 155/91 – sono caratterizzate da un alto grado di omogeneità.
In effetti, quale sia la procedura di licenziamento collettivo, in concreto, avviata – il cui discrimine è costituito dall’intervento o meno dell’integrazione salariale straordinaria – la fase di consultazione tanto nelle sedi sindacali quanto in quelle pubbliche è identica.

Anche dopo le modifiche apportate a talune norme della legge n. 223/91 dal d.lgs.vo n. 151/97 – che ha attuato la direttiva n. 92/56/CEE, concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai licenziamenti collettivi – sussiste una perfetta simmetria procedurale tra il collocamento in mobilità ex art. 4 ed il licenziamento per riduzione di personale di cui al successivo art. 24 della legge n. 223/91.

Conseguentemente, la mediazione pubblica non può che essere accentrata presso il medesimo organo in entrambi i casi di licenziamento collettivo.

L’individuazione della sede presso la quale si svolgerà la fase di mediazione pubblica, quale si desume dal sopra richiamato art. 3 del d.lgs.vo n. 469, determina l’individuazione di una differente sede pubblica, in vista della conclusione dell’accordo gestionale tra le parti sociali, nel caso in cui sia stata vanamente esperita la fase sindacale della procedura.

Per effetto del combinato disposto degli articoli 1, comma 3, lett. c) e 3 del d.lgs.vo n. 469, ora, nel caso in cui l’eccedenza strutturale di personale riguardi unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione, sarà presso l’amministrazione regionale – e non più presso l’organo periferico del Ministero del lavoro – la sede nella quale sarà svolto l’esame congiunto.

Resta confermata la competenza di questo Ministero nel caso in cui l’eccedenza riguardi, invece, unità aziendali in più Regioni.

Anche in tale ipotesi – al fine di assicurare che il procedimento si svolga secondo criteri di snellezza e di celerità, come ritenuto per l’esame congiunto finalizzato alla richiesta di CIGS – questo Ministero provvederà a convocare sollecitamente l’imprenditore e, per la parte sindacale, le organizzazioni nazionali o di vertice, le quali cureranno il coinvolgimento ed il coordinamento delle rappresentanze sindacali territoriali, aziendali e/o unitarie.

Gli Uffici, le Organizzazioni e gli Enti in indirizzo, oltre ad adoperarsi per la massima diffusione delle disposizioni di cui alla presente circolare – in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale – si atterranno alle stesse per quel che concerne le istanze intese ad ottenere la concessione dei trattamenti di CIGS e di solidarietà.
IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
(RAFFAELE MORESE)