CIGS – DECRETO MINISTRO LAVORO 2-5-00 – NUOVI CRITERI CONCESSIONE CIGS PER CRISI AZIENDALE

Roma, 14 Luglio 2000

-Camere del Lavoro
-CGIL Regionali
-Federazioni Nazionali di Categoria
-Dipartimenti CGIL Nazionale

Oggetto: Decreto Ministro del Lavoro 2.5.2000/ Nuovi criteri
concessione CIGS per crisi aziendale

Cari Compagni,
nella G.U. n° 160 dell’11 luglio u.s. è stato pubblicato il decreto in oggetto, che trasmettiamo in allegato.

Questo provvedimento, che sostituisce integralmente la Delibera CIPE 18.10.1994, fissa e modifica parzialmente i criteri in base ai quali vengono emanati i decreti di concessione della CIGS per crisi aziendale.

Nell’attesa che la Direzione Previdenza del Ministero del Lavoro emani la circolare applicativa, Vi segnaliamo le principali novità contenute nel provvedimento.

Punto 1
Nella precedente Delibera del CIPE, agli effetti del riconoscimento dello stato di crisi aziendale, era richiesta l’esistenza di una condizione di tipo "involutivo" dell’andamento dei cosidetti indicatori economico-finanziari dell’impresa (risultato operativo, fatturato, indebitamento, ecc.). Adesso con il nuovo Decreto tale condizione non è più indispensabile, in quanto può sussistere anche solamente un andamento di carattere "negativo", seppur non accompagnato, quantomeno nell’immediato, da un aggravamento della condizione economico-produttiva dell’azienda.
Sul piano pratico questa modifica permette l’utilizzo della CIGS in modo più tempestivo e precoce nei processi di crisi, allorché sia ancora possibile governare la situazione mediante la predisposizione del piano di risanamento aziendale, con contenuti non fittizi, che l’azienda deve accompagnare con una dettagliata relazione tecnica.
Così come già indicato nella precedente Delibera del CIPE, l’aggravarsi ovvero il permanere dello stato di crisi aziendale (risultato operativo, fatturato, indebitamento, ecc.), resta quello rilevato al momento della presentazione dell’istanza di CIGS e commisurato con le variazioni intervenute rispetto alla media del biennio precedente.

Punto 2
Viene confermato in linea generale che l’organico dell’impresa che richiede il riconoscimento dello stato di crisi, deve avere subito un ridimensionamento o quantomeno essere rimasto stabile mentre nel biennio precedente non devono essere riscontrate nuove assunzioni, soprattutto quelle "assistite da agevolazioni contributive o finanziarie". Per tali si intendono soprattutto quelle avvenute attraverso i C.F.L., mentre dovrebbero non essere considerate quelle provenienti dalla lista di mobilità, purchè giustificate da esigenze oggettive, quali: il ripristino del turnover, l’acquisizione di professionalità non presenti nell’organico aziendale ovvero le assunzioni destinate a settori di attività aziendale che non risultino in crisi.

Punto 3
Questa parte del Decreto riconferma l’obbligo per l’impresa di accompagnare l’istanza di CIGS con il piano di risanamento, nel quale siano puntualmente presenti le azioni da intraprendere, che devono essere dettagliate per tutti i settori di attività e, nel caso di gruppi industriali, per tutte le unità produttive interessate dall’intervento della CIGS.

Punto 4
Per quanto riguarda gli eventuali esuberi strutturali, previsti dal piano di risanamento richiamato al Punto 3, viene confermato l’obbligo di predisporre un piano di gestione degli stessi.
Dal Decreto è considerata determinante la presenza contestuale delle condizioni indicate nei succitati 4 punti, al fine del riconoscimento dello stato di crisi per la concessione della CIGS.
Il medesimo Decreto tratta poi la condizione, che è spesso presente in molte PMI che lavorano nel campo della subfornitura, in conto terzi o in genere in attività decentrate da parte di imprese maggiori.
Per queste aziende la perdita improvvisa o imprevista della commessa per cause esterne alla stessa, se essa costituisce in modo esclusivo e documentabile l’unica opportunità di lavoro, è possibile avere riconosciuta la CIGS per crisi, anche se non sussistono le condizioni richiamate ai Punti 1 e 2 e purché siano presenti quelle richiamate ai Punti 3 e 4 (predisposizione del piano di risanamento e gestione degli esuberi).

Nel nuovo Decreto vengono riconfermati alcuni casi di esclusione dall’intervento della CIGS per crisi e già presenti nella Delibera CIPE del 18 ottobre 1994, e cioè:

Øl’inizio dell’attività nel biennio precedente la richiesta di CIGS;
Ønon avere mai avviato l’attività produttiva;
Øavere subito significative trasformazioni societarie nel biennio precedente, fatta eccezione di quelle avvenute nell’ambito di imprese che presentano gli stessi assetti proprietari.

Una significativa e positiva modifica, rispetto a quanto contenuto nella precedente Delibera del CIPE, riguarda l’abolizione della norma che richiedeva l’esistenza di non meno di 100 dipendenti in organico, nella concessione della CIGS per crisi alle aziende che cessano l’attività.

Con l’eliminazione di questa immotivata discriminante, ne consegue che la CIGS per cessata attività può ora essere riconosciuta anche alle imprese industriali minori con più di 15 dipendenti e quelle commerciali con più di 50. Viene però rafforzato il vincolo relativo la gestione delle eccedenze e la certezza della loro ricollocazione, che può avvenire anche nei 12 mesi successivi la scadenza del periodo di CIGS.

Per quanto riguarda la fase transitoria, la situazione presente con l’entrata in vigore della nuova normativa, è la seguente:

ØLe istanze di CIGS per crisi presentate successivamente la data di pubblicazione del presente Decreto e cioè l’11 luglio 2000, verranno istruite sulla base della nuova normativa.
ØLe istanze presentate prima dell’11 luglio 2000 vengono ancora istruite con la normativa contenuta nella Delibera CIPE del 18 ottobre 1994.
ØLe istanze di riesame con Decreti di reiezione emanati dal Ministero del Lavoro successivamente il 6 Agosto 1999 (data di pubblicazione sulla G.U. della Delibera CIPE che trasferisce al Ministro del Lavoro il compito di fissare o modificare i criteri per la concessione dei trattamenti di CIGS), verranno esaminate in base alla nuova normativa, mentre quelle relative a Decreti di reiezione emanati prima di questa data verranno esaminate ancora con le norme contenute nella Delibera CIPE del 18 ottobre 1994.

Per rendere possibile un confronto comparativo tra la vecchia e la nuova normativa, Vi segnaliamo che la Delibera CIPE 18 ottobre 1994, è presente nel dischetto n° 2 della raccolta contenente tutta la normativa sulla CIGS, che abbiamo inviato alle strutture in indirizzo lo scorso mese settembre. Le strutture che non ne siano più in possesso sono pregate di richiederle.

Nel frattempo invitiamo le strutture in indirizzo ad estendere con la massima sollecitudine la presente nota informativa nonché il testo del Decreto alle proprie strutture territoriali soprattutto a quelle che in questo momento si trovino impegnate in vertenze aziendali nelle quali sia probabile richiedere l’intervento della CIGS con questa causale.

Fraterni saluti.

p.il Dipartimento Settori Produttivi e Reti
(Renato Rollino)

Allegato:

MINISTERO DEL LAVORO
E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

DECRETO 2 maggio 2000

Modificazione e integrazione dei criteri per la valutazione dei programmi delle aziende che richiedono l’intervento straordinario della cassa integrazione guadagni per crisi aziendale

IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

Vista la legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive modificazioni ed integrazioni;

Visto l’art. 3 della legge 14 gennaio 1994, n. 20;

Visto l’art. 1, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito, con modificazioni, nella legge 19 luglio 1994, n. 451, che ha demandato al Comitato interministeriale per la politica economica – CIPE il compito di dettare i criteri generali per la gestione degli interventi di trattamento straordinario di integrazione salariale;

Vista la deliberazione n. 141 del 6 agosto 1999 dei suddetto Comitato, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 2 novembre 1999, che reca il regolamento concernente il riordino delle competenze del CIPE (art. 3 della legge n. 144/1999);

Visto l’art. 9 del sopra indicato regolamento, con il quale è attribuita al Ministro del lavoro e della previdenza sociale la determinazione dei criteri per l’individuazione dei casi di crisi aziendale e di crisi occupazionale ai sensi dell’art. 1, comma 6, della richiamata legge n. 223/1991, in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale;

Vista la delibera dello stesso CIPE del 18 ottobre 1994, pubblicata nella Gazzetta Uffìciale n. 305 dei 31 dicembre 1994, concernente i criteri per la valutazione dei piani delle aziende che richiedono l’intervento straordinario della cassa integrazione guadagni per crisi aziendale;

Considerato che, negli anni trascorsi dall’adozione della predetta delibera, si è constatato, in fase di istruttoria tecnica selettiva delle istanze di CIOS, che i criteri dalla stessa recati escludono dalla tutela dell’integrazione salariale straordinaria per crisi aziendale, talune fattispecie, che presentano peculiari caratteristiche connesse alle diverse e innovativi forme e modalità di gestione dell’attività di impresa;

Ritenuto, pertanto, necessario procedere alla modificazione ed all’aggiornamento della delibera dei 18 ottobre 1994;

Decreta:

Sono adottati i seguenti criteri per l’approvazione di un programma di crisi aziendale, ai sensi dell’art. 1, comma 5, della legge 23 luglio 1991, n. 223:

1)dagli indicatori economico finanziari (risultato di impresa; fatturato; risultato operativo; indebita- mento), complessivamente, considerati e riguardanti il biennio precedente, dovrà emergere un andamento a carattere negativo ovvero involutivo: l’impresa dovrà presentare – unitamente ai documenti contabili relativi al suddetto biennio – specifica relazione tecnica, recante le motivazioni a supporto della propria critica situazione economico finanziaria;

2)dovrà essere verificato, in via generale, il ridimensionamento – o, quantomeno, la stabilità – del- l’organico aziendale, e nel biennio precedente all’intervento CIGS, e nel corso di tale intervento; dovrà, altresì, riscontrarsi, di norma, l’assenza di nuove assunzioni con particolare riguardo a quelle assistite da agevolazioni contributive c/o finanziarie. Nel caso in cui l’impresa abbia proceduto ad assumere personale, ovvero intenda assumere durante il periodo di fruizione del beneficio della cassa integrazione guadagni straordinaria, l’impresa stessa motiverà la necessità delle suddette assunzioni, nonché la loro compatibilità con la disciplina normativa e le finalità dell’istituto della CIGS;

3)dovrà essere presentato, da parte dell’impresa, un piano di risanamento che, sul presupposto delle cause che hanno determinato la situazione di crisi aziendale, definisca puntualmente le azioni intraprese, o da intraprendere, per il superamento delle difficoltà dell’impresa, dettagliate per ciascun settore di attività dell’impresa stessa, nonché per ciascuna unità aziendale, interessata dall’intervento straordinario di integrazione salariale;

4)qualora l’impresa, nel corso dell’intervento CIGS, ovvero al termine dello stesso, preveda esuberi strutturali, dovrà presentare un dettagliato piano di gestione degli stessi.

Ai fini dell’accertamento della crisi deve riscontrarsi la ricorrenza delle condizioni da 1. a 4.

Qualora la situazione di crisi aziendale sia conseguente ad un evento improvviso ed imprevisto, esterno alla gestione aziendale, la fattispecie potrà essere valutata, pur in assenza delle condizioni di cui ai punti 1) e 2), sempre che siano soddisfatti i requisiti di cui ai punti 3) e 4). L’impresa dovrà, in tal caso, documentare l’imprevedibilità dell’evento causa della crisi, la rapidità con la quale l’evento ha prodotto gli effetti negativi, la completa autonomia dell’evento rispetto alle politiche di gestione aziendale.

Casi di esclusione.
Non verranno presi in esame, in via generale, i pro- grammi per crisi aziendale presentati da imprese che:

abbiano iniziato l’attività produttiva nel biennio antecedente alla richiesta di CIGS;

non abbiano effettivamente avviato l’attività produttiva;

abbiano subito significative trasformazioni societarie nel biennio antecedente alla richiesta di CIGS, salvo che tali trasformazioni siano avvenute tra imprese che presentano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti, con la preminente finalità dei contenimento dei costi di gestione;

abbiano cessato l’attività produttiva, ad eccezione di quei casi in cui le imprese presentino concreti piani di gestione dei lavoratori in esubero, che, mediante specifici strumenti, siano tesi a ridurre, in tutto o in parte, il ricorso alla mobilità, salvo che tale ricorso non assuma nel corso del periodo dell’intervento straordinario di integrazione salariale richiesto, ovvero nell’arco dei dodici mesi successivi al termine dell’intervento strumento certo di ricollocazione dei suddetti lavoratori.

Istanze di riesame avverso provvedimenti di reiezione delle richieste di intervento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale, adottati successivamente alla data di entrata in vigore della deliberazione CIPE dei 6 agosto 1999, saranno valutate secondo i criteri individuati dal presente decreto.

Il presente decreto sostituisce integralmente la deliberazione adottata dal CIPE nella seduta dei 18 ottobre 1994, che cessa, pertanto, di avere efficacia dalla data di pubblicazione del presente provvedimento.

Il presente decreto verrà trasmesso alla Corte dei conti per il visto e la registrazione e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 2 maggio 2000

                                    Il Ministro: SALVI