CIGS: Crisi aziendale

Durata: non può superare i 12 mesi consecutivi. Una nuova domanda per il medesimo motivo, non può essere concessa prima che sia decorso un periodo pari a due terzi di quello relativo alla precedente concessione (L. 223/91 art. 1 c.5).

Il D.M. n. 31826/02, così come modificato dal D.M. 35302/04, ha stabilito i criteri per l’approvazione dei programmi di crisi aziendale e per la concessione della CIGS nei casi di cessazione di attività le aziende, per accedere a questo ammortizzatore sociale devono dimostrare:

a) indicatori economici/finanziari (margine operativo, fatturato, indebitamento, risultato d’impresa). Dalla loro valutazione complessiva, che deve essere effettuata nel biennio precedente l’istanza di CIGS, deve emergere un andamento a carattere negativo, involutivo;

b) ridimensionamento dell’organico o quanto meno, la stabilità dell’organico nel biennio precedente. Tale criterio, va considerato tenendo presenti alcuni aspetti. L’organico non dovrebbe essere aumentato e, comunque, nel caso in cui lo fosse stato, occorre fornire specifiche motivazioni, soprattutto se le assunzioni sono state fatte facendo ricorso ad agevolazioni contributive o fiscali (es. lavoratori in mobilità, credito d’imposta, ecc.). La Legge non sembra escludere in toto le assunzioni di altro personale neanche durante il periodo per il quale è stato richiesto l’intervento integrativo, ma di ciò va fornita adeguata motivazione sempreché sia compatibile con le finalità della CIGS (es. assunzioni di personale specializzato non presente in azienda, ecc.);

c) l’impresa deve presentare un piano di risanamento che, sulla base dell’andamento involutivo, definisca le azioni da intraprendere per superare la crisi, distinte per ciascun settore d’attività, nonché per ciascuna unità produttiva interessata alla CIGS;

d) esuberi strutturali , se l’azienda nel corso dell’intervento della CIGS o al termine di essa, ritenga di non essere in grado di reimpiegare tutto i lavoratori sospesi e di non poter ricorrere a misure alternative, deve presentare un piano di gestione degli esuberi che può passare attraverso procedure di mobilità, ricollocamento in altre aziende, pensionamenti, ecc.;

e) evento improvviso ed imprevisto esterno alla gestione aziendale. E’ questa un’ipotesi che fa discendere l’intervento integrativo dalla imprevedibilità dell’evento che ha causato la crisi. Le aziende, per poter accedere a questo ammortizzatore sociale, devono comunque dimostrare l’imprevedibilità dell’evento che ha causato la crisi, la rapidità con la quale l’evento ha prodotto gli effetti negativi, la completa autonomia rispetto alle politiche di gestione aziendale.

Ai fini dell’approvazione del programma di crisi aziendale, devono ricorrere le condizioni di cui sopra dalle lettere a) alla d).
Ai fini dell’approvazione del programma aziendale per evento improvviso ed imprevisto di cui alla lettera e) , la domanda viene valutata anche in assenza delle condizioni previste dalle lettere a) e b), sempre però che vi siano i requisiti di cui alle lettere c) e d).
il Governo ha emanato il D.M. N. 46863 il 29 giugno 2009 il quale prevede, per gli anni 2009, 2010 e 2011, che la domanda, venga valutata anche in assenza del piano di risanamento. Il D.M. in questione ha precisato che, per evento improvviso ed imprevisto, s’intendono anche le riduzioni delle commesse, perdita di quote di mercato, contrazione delle esportazioni, difficoltà di accesso al credito che, prolungandosi nel tempo, comportino ricadute negative sui volumi produttivi e sui livelli occupazionali rientrando nelle previsioni dell’art. 1, comma 5 L. 223/91.
Formazione "on the job "
Al fine di incentivare la conservazione e la valorizzazione del capitale umano nelle imprese, in via sperimentale per gli anni 2009 e 2010, 2011 prorogata soltanto sino al 31 dicembre 2012, i lavoratori percettori di trattamenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, possono essere utilizzati dall’impresa di appartenenza in progetti di formazione o riqualificazione che possono includere attività produttiva connessa con l’apprendimento. (art. 1, c. 1, D.L. 78/2009, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102).

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