CIG in deroga: Presupposti per l’erogazione

Sono destinatarie dei trattamenti in deroga le aziende non rientranti nella normativa sulla CIGS o, anche, quelle aziende che, pur avendo diritto alla CIGS, ne hanno già fruito superando i limiti di durata. Inoltre, tali trattamenti possono essere concessi con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, compresi, a differenza di quanto previsto dalla normativa sulla CIGS, i contratti di apprendistato e di somministrazione (art. 19, comma 8, D.L. n. 185/2008; INPS mess. n. 8255/2010). Pertanto, è ammissibile per un’azienda presentare la domanda di CIG in deroga a favore degli apprendisti contestualmente a quella volta ad ottenere, sussistendone i presupposti di legge, la CIGO o la CIGS (ML interpello n. 52/2009). Anche i lavoratori a domicilio, possono essere compresi tra i beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale in deroga (ML nota n. 26278/2009).
Sulla base di accordi governativi, per periodi non superiori a 12 mesi, in deroga alla vigente normativa e nel limite delle risorse stanziate, possono essere prorogati anche senza soluzione di continuità per periodi non superiori a 12 mesi.
L’art. 4, D.L. n. 54/2013, ha previsto, ferme restando le risorse già destinate dall’art. 2, comma 65, L. n. 92/2012, e dall’art. 1, comma 253, L. n. 228/2012, il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga di cui all’art. 2, commi 64, 65 e 66 L. n. 92/2012, ulteriormente rifinanziati per l’anno 2013 dall’art. 10 del D.L. n. 102/2013 e per l’anno 2014 dall’art. 1, comma 183 della legge n. 147/2013.
Con il decreto 1º agosto 2014, n. 83473,il Ministero del lavoro, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, individua i nuovi criteri per la concessione della Cassa integrazione guadagni e della mobilità in deroga.

I requisiti soggettivi di cui il lavoratore deve essere in possesso per l’accesso alla cassa integrazione in deroga sono:
·anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro di almeno 90 gg (art. 8, c. 3, D.L. n. 86/1988)
·ai fini del calcolo del requisito 90 gg. di anzianità lavorativa valgono anche eventuali mensilità accreditate dalla medesima impresa C/° la Gestione separata, (soggetti che hanno operato in regime di monocommittenza e percepito un reddito superiore a € 5.000 riferito a dette mensilità) art. 7-ter, c. 6, D.L. n. 5/2009; INPS circ. n. 75/2009; art. 1, c. 31, L. n. 220/2010; art. 33, c. 22, L. n. 183/2011)

Il decreto M.L. 1º agosto 2014, n. 83473, ha modificato i criteri per riconoscimento del diritto alla CIGD e prevede che il trattamento può essere concesso o prorogato ai lavoratori subordinati, con qualifica di operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti, i lavoratori somministrati e i lavoratori a domicilio, sia nel caso di sospensione dal lavoro sia in caso di lavoro a orario ridotto e la contrazione o sospensione dell’attività produttiva è determinata dalle seguenti causali:

·situazioni aziendali dovute ad eventi transitori e non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori;

·situazioni aziendali determinate da situazioni temporanee di mercato;

·crisi aziendali;

·ristrutturazione o riorganizzazione;

·in nessun caso il trattamento può essere concesso in caso di cessazione dell’attività dell’impresa o di parte della stessa. E’ possibile la richiesta del trattamento solo da parte delle imprese di cui all’art. 2082 cod. civ (per i nostri settori ne sono esclusi gli studi professionali)

·in caso di trasferimento d’azienda, ai sensi dell’art. 2112, cod. civ., ai fini del raggiungimento dell’anzianità necessaria per accedere alla prestazione, si deve prendere in considerazione anche l’anzianità maturata presso l’azienda di provenienza (ML interpello n. 9/2012)

·in caso di successione di appalti l’INPS specifica che per il calcolo delle prestazioni di integrazione salariale e di mobilità anche in deroga, possono essere cumulati i periodi di lavoro prestato alle dipendenze delle diverse imprese appaltatrici (INPS circ. n. 30/2012; mess. n. 6214/2014; mess. n. 6533/2014).

Il diritto alla CIGD è riconosciuto solo se il lavoratore alla data di inizio dell’intervento,

·ha un’anzianità lavorativa aziendale di almeno 12 mesi

·l’anzianità aziendale deve essere di 8 mesi per l’anno 2014, per effetto della disposizione transitoria

Il lavoratore decade dal trattamento di Cassa integrazione guadagni in deroga:

·qualora rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione o di riqualificazione o non lo frequenti regolarmente (art. 4, comma 40, L. n. 92/2012; INPS circ. n. 1/2013) il lavoratore è tenuto alla frequenza nella misura minima dell’80% della durata complessiva salvo i casi di documentata forza maggiore o di assenze collegate alla tutela della maternità

·o rifiuta una offerta di un lavoro inquadrato in un livello retributivo superiore almeno del 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui ha diritto queste disposizioni (art. 4, comma 40 L. 92/2012) si applicano quando le attività lavorative o di formazione o di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore, o comunque che è raggiungibile mediamente in 80 minuti con i mezzi di trasporto (art. 4, comma 42, L. 92/2012).

·il lavoratore perde il diritto a qualsiasi erogazione di carattere retributivo e previdenziale a carico del datore di lavoro, fatti salvi i diritti già maturati (art. 19, comma 10, D.L. n. 185/2008; INPS circ. n. 75/2009; mess. n. 13613/2009; mess. n. 16358/2009; INPS circ. n. 133/2010; ML circ. n. 39/2010)

Con il decreto 1º agosto 2014, n. 83473,il Ministero del lavoro, individua i nuovi criteri per la concessione della Cassa integrazione guadagni e della mobilità in deroga.

Per le imprese non soggette alla disciplina in materia di CIGO o CIGS e alla disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterali (all’art. 3, commi da 4a 41 della legge n. 92/2012), in relazione a ciascuna unità produttiva il trattamento di CIGD può essere concesso:

·2014 per un periodo non superiore a 11 mesi nell’arco dell’anno (1/1 al 31/12)

·2015 per un periodo non superiore a 5 mesi nell’arco dell’ anno

·(1/1 al 31/12)

Per le imprese soggette alla disciplina in materia di CIGO o CIGS e alla disciplina dei Fondi di solidarietà bilaterali, il superamento dei limiti temporali disposti dalla legge (art. 6 della legge n. 164/1975 e dall’art. 1 della legge n. 223/1991) può essere disposto unicamente in caso di eccezionalità della situazione, legata alla necessità di salvaguardare i livelli occupazionali, ed in presenza di concrete prospettive di ripresa dell’attività produttiva la CIGD può essere concessa nel rispetto dei seguenti limiti:

·2014 per un periodo non superiore a 11 mesi nell’arco dell’ anno (1/1 al 31/12)

·2015 per un periodo non superiore a 5 mesi nell’arco dell’anno

·(1/1 al 31/12)

·Nel computo dei periodi sopra indicati si considerano tutti i periodi di fruizione di integrazione salariale in deroga, anche afferenti a diversi provvedimenti di concessione o proroga (art. 2, commi 9, 10, 11, D.M. n. 83473/2014).

I requisiti soggettivi di cui il lavoratore deve essere in possesso per l’accesso alla mobilità in deroga
l’art. 2, comma 67, L. n. 92/2012 dispone che al fine di garantire criteri omogenei di accesso a tutte le forme di integrazione del reddito anche ai lavoratori destinatari della mobilità in deroga si applica il requisito di una anzianità aziendale di almeno 12 mesi (art. 16, comma 1, della legge n. 223/1991) di cui almeno 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per maternità (Sentenza Corte Costituzionale n. 423/95 circ.n. 255 del 14.12.96 ) in rapporti non a termine. Ai fini del calcolo del requisito dei 12 mesi di anzianità aziendale, devono essere prese in considerazione anche eventuali mensilità accreditate dalla medesima impresa presso la Gestione separata, in favore dei soggetti che hanno operato in regime di monocommittenza con un reddito superiore a 5.000 euro complessivamente riferito a dette mensilità (art. 7-ter, comma 6, D.L. n. 5/2009; INPS circ. n. 75/2009; art. 1, comma 31, L. n. 220/2010; art. 33, comma 22, L. n. 183/2011).
Nel corso dell’anno 2014, il trattamento di mobilità in deroga può essere concesso:

·per i lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi, per un periodo temporale che, unitamente ai periodi già concessi per effetto di accordi stipulati prima del 1º agosto 2014 (data di entrata in vigore del decreto interministeriale n. 83473/2014), non superi complessivamente 5 mesi nell’anno 2014, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 3 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno;

·per i lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento abbiano beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per un periodo inferiore a 3 anni, il trattamento può essere concesso per ulteriori 7 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 3 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno. Per tali lavoratori il periodo di fruizione complessivo non può comunque eccedere il periodo massimo di 3 anni e 5 mesi, più ulteriori 3 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno.
A decorrere dal 1º gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2016, il trattamento di mobilità in deroga:

·non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno 3 anni, anche non continuativi;

·per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di 6 mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori 2 mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno. Per tali lavoratori il periodo di fruizione complessivo non può comunque eccedere il limite massimo di 3 anni e 4 mesi.
A decorrere dal 1º gennaio 2017 il trattamento di mobilità in deroga non può essere concesso (art. 3, commi 4 e 5, D.M. n. 83473/2014).

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