CIG in deroga: Domanda di intervento

·se la domanda di intervento riguarda aziende plurilocalizzate, ossia con unità produttive localizzate su più regioni l’azienda deve presentare la domanda al Ministero del Lavoro entro 25 gg. dalla fine del periodo di paga in corso nella settimana in cui ha avuto inizio la riduzione o la sospensione dell’orario di lavoro

·se la domanda di intervento riguarda aziende con unità produttive site in una sola regione, vanno presentate alla regione competente (INPS mess. n. 16358/2009)

·in caso di richiesta di cassa in deroga, con pagamento diretto ai lavoratori, la domanda va presentata entro 20 gg. dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro (art. 7-ter, comma 2, D.L. n. 5/2009)

·alla domanda devono essere allegati il programma di intervento, la scheda della causale invocata, copia del verbale di esame congiunto contenente gli esiti della consultazione sindacale

·a partire dal 1º settembre 2012, le domande di intervento dovranno essere inoltrate esclusivamente attraverso la modalità telematica (INPS circ. n. 102/2012).

·il Ministero del lavoro o la regione competente dispongono la concessione del trattamento di integrazione salariale. Quest’ultima, a sua volta, deve trasmettere all’INPS, in via telematica, le informazioni relative alle autorizzazioni concesse (art. 7-ter, comma 3, D.L. n. 5/2009; INPS circ. n. 75/2009).

·Per il riconoscimento della Cassa integrazione in deroga, il D.M. n. 83473/2014 dispone che la domanda di concessione o proroga del trattamento deve essere presentata dall’azienda, in via telematica, all’INPS e alla regione, corredata dall’accordo, entro 20 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro. In caso di presentazione tardiva della domanda, il trattamento di CIG in deroga decorre dall’inizio della settimana anteriore alla data di presentazione della domanda

·Per fruire dei trattamenti di integrazione salariale in deroga l’impresa deve avere utilizzato gli strumenti ordinari di flessibilità, inclusa la fruizione delle ferie residue (art. 2, commi 7 e 8, D.M. n. 83473/2014).

·Mobilità in deroga, le regioni e le province autonome competenti per territorio possono concedere con proprio decreto, nei limiti delle disponibilità ad esse assegnate con decreto del Ministro del lavoro di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il trattamento di mobilità in deroga alla normativa vigente ai lavoratori disoccupati ai sensi del decreto legislativo n. 181/2000, che sono in possesso dei requisiti 12 mesi di anzianità aziendale di cui almeno 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per maternità (Sentenza Corte Costituzionale n. 423/95 circ.n. 255 del 14.12.96 ) e che risultano privi di altra prestazione collegata alla cessazione del rapporto di lavoro. Per la fruizione del relativo trattamento, i lavoratori interessati, a pena di decadenza, devono presentare la specifica istanza all’INPS entro 60 giorni dalla data di licenziamento o dalla scadenza della precedente prestazione fruita, ovvero, se posteriore, dalla data del decreto di concessione della prestazione (art. 3, commi 1 e 3, D.M. n. 83473/2014).

·Nel caso in cui il provvedimento di autorizzazione della CIGS in deroga venga revocato dalla regione, l’INPS procede alla ripetizione delle somme indebitamente erogate nei confronti dell’azienda e non dei lavoratori che le hanno percepite (INPS mess. n. 7674/2011)

·Il Ministero del lavoro con interpello n. 10/2011 ritiene che i dipendenti di studi professionali, in presenza di anzianità lavorativa presso lo stesso studio di almeno dodici mesi (di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato), abbiano diritto all’indennità di mobilità in deroga.

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