Cig in calo a ottobre. Sacconi: «È la ripresa». Sale la straordinaria

07/12/2010

Cassa integrazione in calo a novembre. Secondo i dati dell’Inps si tratta del primo dato positivo del 2010. A novembre, riferisce l’istituto di previdenza, le ore autorizzate di cassa integrazione sono diminuite dell’8% rispetto allo stesso mese del 2009. Ancora più sensibile è il calo rispetto a ottobre 2010 (-10%). Dato negativo tendenziale, invece, per cassa integrazione straordinaria e in deroga, che rimangono in crescita rispetto a novembre 2009 rispettivamente del 36,1% e del 56,6%. La somma con la cassa ordinaria resta però inferiore a quella del novembre dello scorso anno. A novembre sono state autorizzate 90,7 milioni di ore di Cig contro le 100,8 milioni di ottobre e contro 98,6 milioni di novembre 2009. Le ore di “ordinaria” si sono fermate a 20,8 milioni (-12,7% rispetto a ottobre). Quelle di “straordinaria” sono state 38,9 milioni (-8,6%) e le ore “in deroga” sono state poco meno di 31 milioni (-9,9%). Soddisfatto, il ministro Maurizio Sacconi ha parlato di «conferma» della ripresa economica in atto. «La ripresa sta iniziando», gli fa eco il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua. Molto più prudenti i commenti delPd e della Cgil. «Attenzione a non confondere l’ albero con la foresta – avverte Cesare Damiano (pd)- Purtroppo oltre cinquemila aziende sono coinvolte dalla crisi e per il 2010 è facile prevedere che si totalizzeranno circa 1 miliardo e 200 milioni di ore di cassa integrazione». Il calo della cassa integrazione ordinaria «è dovuto al fatto che le aziende hanno finito i periodi a disposizione e intanto cresce la cassa integrazione straordinaria e quella in deroga», è uil commento di Fulvio Fammoni, della segreteria Cgil. «A novembre si sono raggiunte un miliardo e centosedici milioni di ore di Cig autorizzate. Duecentomilioni di ore in più rispetto al dato finale dello scorso anno. Non solo, dunque, si è ampiamente abbattuto il numero del miliardo di ore, ma la qualità della richiesta, spesso forzatamente per le scelte del governo, peggiora ed arriva all’anticamera dell’espulsione dei lavoratori».