Ciampi invita il governo a rispettare l´opposizione

27/03/2002


La Stampa web







(Del 27/3/2002 Sezione: Interni Pag. 2)
IL PRESIDENTE A ISERNIA: «SERVE CONCORDIA PER BATTERE LA VIOLENZA»
Ciampi invita il governo a rispettare l´opposizione
Pera: la manifestazione della Cgil un evento utile per la democrazia

Aldo Cazzullo
inviato a ISERNIA

L´Italia è unita contro il terrorismo, non ci sono collusi o contigui, anche i sindacati faranno la loro parte, com´è già accaduto venticinque anni fa. Carlo Azeglio Ciampi ribadisce la sua fiducia nella fermezza della politica e della società italiana nei confronti della violenza, in tutte le sue componenti, nessuna esclusa. E, parlando a braccio, ripete da Isernia il richiamo espresso il giorno prima a Campobasso, con parole che se possibile pesano ancora di più per due motivi: perché immediate, dirette, esplicite; e perché ripetute dopo una giornata difficile, che ha visto la rottura tra governo e sindacati, tra maggioranza e opposizione. Ciampi non infrange la regola che si è dato di non rivolgersi mai direttamente a una sola persona, ma sempre erga omnes, nei confronti di tutti i suoi interlocutori istituzionali. Ma è impossibile non pensare anche al presidente del Consiglio, quando raccomanda «la concordia nelle istituzioni e nella dialettica interna alle istituzioni, necessaria in quanto forza, essenza della democrazia»; quando ricorda che «chi ha la maggioranza deve governare, deve mostrare quel che sa fare, ma sempre nella dialettica e nel rispetto delle forze d´opposizione»; quando invita a evitare «situazioni politiche di blocco»; quando sostiene che «chiunque ha accettato di essere eletto diventa un uomo politico e un uomo che deve quindi ragionare in questo modo», suscitando l´applauso della platea dei sindaci della provincia di Isernia. Ciampi rende omaggio alla figura di Marco Biagi, «un uomo buono, saggio, che aveva in mente solo il bene di tutti, che dialogava con tutti». Negli Anni Settanta, ricorda il capo dello Stato, il terrorismo «fu sconfitto dalla risposta forte e unitaria data da tutte le istituzioni, da tutte le rappresentanze politiche e sociali. Quella fermezza è tuttora presente e viva nel popolo italiano» dice Ciampi, che così da una parte riconosce il ruolo storico svolto dal sindacato nella lotta alle Brigate rosse, e dall´altra richiama tutte le parti in causa a non sottrarsi alle proprie responsabilità, a essere conseguenti con le proprie preoccupazioni, a evitare contrapposizioni sterili e accuse reciproche. Un concetto analogo a quello espresso nel pomeriggio dal comunicato del presidente del Senato Marcello Pera e del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, che hanno riconosciuto come l´impegno contro il terrorismo sia «patrimonio comune delle formazioni sociali e dei partiti politici». Il terrorismo – hanno spiegato i presidenti delle Camere – «è in primo luogo un attacco allo Stato, alla democrazia, alle nostre istituzioni, che siamo tutti fermamente impegnati a difendere». Intervenendo a un convegno su Ugo La Malfa, Pera ha anche definito la manifestazione della Cgil «composta, serena, pacifica, e anche utile per la democrazia. Il governo deve rispettare l´opposizione sindacale e sociale. E´ doveroso che il governo, se ritiene di avere una posizione, la persegua sino in fondo». Quindi ha chiaro il suo pensiero, quella opposizione, «sociale e sindacale», «non solo è legittima, ma direi che è anche utile per la democrazia». Ciampi è tornato ieri a esprimere la sua fiducia nell´Europa e nella necessità di una nuova messa in comune di sovranità, che non significa cedere poteri e quindi indebolirsi, ma rafforzarsi. Ha parlato a braccio di formazione, di infrastrutture, dei modelli locali di sviluppo, della forza della provincia italiana. Poi, a proposito della concordia nelle istituzioni e del dialogo, la frase chiave: «Non si deve arrivare a situazioni politiche di blocco». Governare, secondo il capo dello Stato, significa questo: rispettare l´avversario, ascoltarne le ragioni, anche decidere da soli se del caso, ma mai pretendere di imporre a priori la propria decisione come fosse l´unica soluzione possibile. Ciampi non è mai entrato nel merito dell´articolo 18, né intende farlo. Nelle parole pronunciate in morte di Marco Biagi si poteva leggere una valutazione favorevole alla riforma del mercato del lavoro (anche se ogni volta che il capo dello Stato ha parlato pubblicamente di flessibilità ha fatto riferimento alla formazione permanente e a forme di flessibilità in entrata). Ma quel che interessa soprattutto al Quirinale è evitare una contrapposizione preconcetta, che cancelli non solo la prassi della concertazione introdotta dal governo Ciampi del ´93, ma anche quello spirito di dialogo che ha portato alla sua elezione sul Colle.