Ciampi: dialogate, no agli estremismi

28/01/2002





Il capo dello Stato invita a continuare il confronto e frena i sindacati sullo stralcio dell’articolo 18: «È solo una questione specifica»
Ciampi: dialogate, no agli estremismi
«A una singola vertenza non deve essere attribuito un valore di giudizio estremo che coinvolge ogni altra realtà dei rapporti di lavoro»
ROMA – Il braccio di ferro tra Governo e sindacati sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori non è «la vertenza». È solo una delle questioni aperte. E Carlo Azeglio Ciampi, in visita al cantieri navali di Monfalcone, trae questa indiretta conclusione del giro di orizzonte avviato nei giorni scorsi al Quirinale con il Governo e le parti sociali: «È importante che la vertenza a cui può dar luogo il confronto fra le parti sociali sia sempre fatta avendo attinenza al tema specifico di quella vertenza, e non dando ad essa un valore di giudizio estremo che coinvolge ogni altra realtà dei rapporti di lavoro». È un invito esplicito, quello del Capo dello Stato, ad abbassare i toni della polemica, a ricercare le ragioni del dialogo e del confronto, senza che il successo o l’insuccesso della trattativa in atto sull’articolo 18 assurga al rango di giudizio inappellabile e irriversibile dello stato dei rapporti sindacali nel nostro Paese. Un messaggio che appare, dunque, in primo luogo rivolto ai sindacati impegnati in questi giorni nella mobilitazione contro l’articolo18. A Monfalcone per inaugurare la nuova nave crociera della Fincantieri, Ciampi ha incontrato le maestranze e i rappresentanti sindacali. Poi ha risposto ad alcune domande dei giornalisti. Oggi – gli è stato chiesto – i lavoratori stanno manifestando per difendere l’articolo 18, invocando proprio la funzione di alta garanzia del Capo dello Stato. «Questa – ha risposto Ciampi – è una vertenza che riguarda una specifica questione, che è appunto l’articolo 18». Dalle parole del presidente della Repubblica si ricava dunque il senso di un invito esplicito: ancora una volta, e soprattutto nei momenti in cui più aspro è il confronto, non può che prevalere la visione più generale, nell’interesse primario dell’intera collettività. Una visione che Ciampi ha fatto propria, da presidente del Consiglio, negli anni proficui della concertazione, e che ora rilancia con forza e autorevolezza nella sua attuale carica di «presidente di tutti gli italiani». Prima di salire sulla «Star Princess», Ciampi aveva incontrato brevemente un gruppo di vedove di operai morti con ogni probabilità a causa dell’amianto. Il tema del lavoro – com’è noto – e della sicurezza nei posti di lavoro è assai caro al Presidente: «Le vedove – ha osservato – mi hanno espresso i loro problemi e attendono ora una più compiuta presenza che tenga conto della sofferenza, dei dolori, dei danni morali e fisici subiti per questa calamità». Per Ciampi, la nave da crociera «Star Princess» è una «realizzazione bellissima. Qualche anno fa, si temeva che non ci fosse più futuro per l’industria cantieristica italiana. Qui si vede che quella previsione pessimistica è stata sfatata». Un cambio di rotta reso possibile dalla constatazione che la cantieristica «stava mutando, che bisognava trovare nuovi modi di produrre». Oggi, tale attività produttiva «è economicamente valida, in quanto è capace di fare sistema, in quanto riesce ad organizzare nei tempi più contenuti possibili e con il migliore risultato realizzabile l’attività di una pluralità di imprese». Il richiamo di Ciampi non pare in contraddizione con l’atteggiamento «di ascolto delle ragioni di tutti», che ha ispirato le sue "consultazioni" al Quirinale. Da arbitro, non può che richiamare le parti in causa a riprendere il confronto, abbandonando per quanto possibile i toni polemici e le crociate ideologiche. «Un messaggio ragionevole – ha subito commentato il leader della Cgil, Sergio Cofferati – «solo se è rivolto alle imprese». Le posizioni di Governo e sindacati appaiono ancora molto distanti, sia per quel che riguarda la richiesta di stralcio dalla delega dell’articolo 18, sia per l’aspetto relativo alla decontribuzione. Ma questi, com’è evidente, sono temi esclusivi del confronto tra le parti.
Dino Pesole

Sabato 26 Gennaio 2002