Ciampi a Cgil, Cisl e Uil: riprendere il dialogo sulla disoccupazione

25/07/2002

25 luglio 2002



Ciampi a Cgil, Cisl e Uil: riprendere il dialogo sulla disoccupazione
D.Pes.
ROMA – Il metodo del dialogo tra le parti sociali è sempre valido. Carlo Azeglio Ciampi, da sempre convinto che il confronto sia lo strumento indispensabile per ricucire i contrasti, anche nelle fasi più acute di tensione sociale, ieri è tornato sull’argomento nel corso della sua visita a Verona. In mattinata, incontrando i sindacati locali, li ha invitati a continuare a difendere «con senso della misura» i diritti dei lavoratori. La ripresa di un civile confronto tra le parti è condizione essenziale perché il tema della disoccupazione, soprattutto giovanile, non sia alibi per un nuovo dualismo tutto italiano. A testimoniare questa convinzione, ha posto la sua firma con dedica su una copia dell’accordo del ’93. Riprendendo poi un tema più volte evocato nel corso del suo viaggio nelle «mille realtà locali» italiane, Ciampi ha ricordato che la via italiana alla devoluzione è il federalismo solidale, perché «è sempre più inaccettabile una disoccupazione giovanile con tassi da terzo mondo nel Mezzogiorno. Quella del decentramento amministrativo è «una straordinaria esperienza che stiamo conducendo in base al principio di sussidiarietà». Devoluzione è una parola di origine latina, «quindi non stiamo a mutuarla dall’inglese». È un processo difficile «che richiede una grande disponibilità al dialogo e alla collaborazione tra le varie sedi», perché «è innaturale» che vi siano zone del Paese in cui vi è perfino carenza di manodopera, e altre in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto «livelli drammatici». Ecco perché occorre accrescere il flusso di investimenti e di iniziative produttive dalle regioni più ricche verso quelle meno sviluppate «che offrono oggi condizioni crescentemente favorevoli a nuovi insediamenti». Appello subito condiviso da Massimo D’Alema e da Confindustria. Richiamandosi poi al recente messaggio alle Camere, Ciampi – nel corso della sua visita all’Arena di Verona – ha ricordato come in questa fase sia indispensabile che i media locali, i giornali, le televisioni operino per accrescere «il senso di responsabilità di tutte le autorità comunali, provinciali e regionali. La forza del senso di identità locale è il necessario fondamento su cui costruire il nuovo Stato ispirato al federalismo solidale». Infine un’osservazione sui temi europei: sulle decisioni finali per la riforma delle istituzioni «dovranno essere consultati tutti gli Stati e i cittadini europei». Senza l’euro – ha aggiunto – l’Italia «sarebbe andata alla deriva».