Ci sono troppe tasse in busta-paga

17/04/2007
    martedì 17 aprile 2007

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Ci sono troppe tasse in busta-paga

      Il governo cancella l’esenzione dell’addizionale Irpef in 159 Comuni. Da Bologna parte la protesta

        di Adriana Comaschi/ Bologna

        SORPRESA Il governo «cancella» l’esenzione Irpef decisa per i redditi più bassi da 159 Comuni italiani, con un prelievo indebito sulla busta paga di marzo. L’allarme lo lancia da Bologna la giunta Cofferati insieme a Cgil, Cisl e Uil e il caso diventa in poche ore nazionale: le segreterie confederali infatti da Roma scrivono al ministro dell’Economia Vincenzo Visco e al presidente dell’Anci Leonardo Domenici chiedendo un "incontro urgente" per affrontare la questione. Da parte sua, l’amministrazione guidata dall’ex leader Cgil – già molto critico nei confronti della Finanziaria – annuncia che si farà portavoce e capofila della protesta a tutela di decine di migliaia di bolognesi.

        I fatti li illustra l’assessore al Bilanio bolonese, la Ds Paola Bottoni. La giunta Cofferati ha deciso di avvalersi della possibilità di elevare la no tax area prevista dal governo, da 8 mila a 12 mila euro annui. Un provvedimento che sotto le due torri ha tolto il pensiero dell’addizionale comunale Irpef a ben 70 mila bolognesi e che si è rivelato determinante per far sottoscrivere il bilancio ai sindacati, dopo una precedente clamorosa mancata intesa: Cofferati ha così rinunciato a un gettito di 2,8 milioni. Arriva marzo, e su Comune e Caf piovono segnalazioni di cittadini che pur avendo diritto all’esenzione si vedono trattenere in busta paga il 30% di acconto Irpef sull’addizionale, calcolata sul reddito 2006. Succede insomma, spiega Bottoni, che i Cud fatti arrivare dal ministero non tengono conto della decisione presa dai Comuni per il 2007: "Manca un raccordo coerente tra normative", attacca l’assessore.Il ministero in realtà si è fatto vivo con una circolare, la numero 15 del 16 marzo, con cui chiede ai contribuenti interessati una dichiarazione che certifichi il diritto all’esenzione.

        I sindacati però non ne vogliono sentir parlare. Dei 70 mila esentati, la trattenuta riguarda lavoratori dipendenti e pensionati: "E’ impossibile – ragiona allora Luciano Roncarelli della Uil – che tutti, decine e decine di migliaia di persone, disagiate, vengano informate e riescano a presentare la certificazione". Non solo: secondo gli uffici tecnici del Comune, non è detto che qu anto già versato possa essere restituito a conguaglio: da qui la mossa congiunta di Comune e sindacati, che chiedono innanzitutto il rimborso – senza penali – delle "indebite trattenute" come le bollano da Roma i segretari Marigia Maulucci, Pier Paolo Baretta e Guglielmo Loy. Bottoni ne fa una questione di principio: "Se la Finanziaria, con un federalismo fiscale dell’ultimo minuto affida ai Comuni una facoltà, questi hanno il diritto di esercitarla senza ulteriori atti da parte dei cittadini". Il problema, nota Antonella Raspadori della Cgil bolognese, riguarda "soprattutto Emilia-Romagna e Toscana", ma non solo: gli acconti sono stati chiesti in 159 Comuni tra cui 14 comuni capoluogo, in testa Bologna ma anche Torino e Parma (esenzione fino a 10 mila euro), Padova, La Spezia e Terni solo per citarne alcuni. Le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil chiedono allora "modalità più nelle e meno onerose per i cittadini che hanno diritto all’esenzione, evitando che siano questi ultimi a chiedere al proprio sostituto di imposta di essere esentati". Escluso poi che "le quote di addizionale pagata e non dovuta siano recuperate solo nel 2008, sarebbe un’indubbia penalizzazione" per le fasce di reddito più deboli.