«Ci sono gravi lacune nel Dpef»

24/07/2001
La Stampa web


 


Martedì 24 Luglio 2001

L’ISAE INSISTE: LE PREVISIONI DI CRESCITA SONO SOVRASTIMATE. TREMONTI VEDE I SINDACATI SUI «100 GIORNI»
«Ci sono gravi lacune nel Dpef»
La Corte dei Conti: difficile valutare l’impatto reale

ROMA

Un fuoco di fila di critiche, quello subito dal Dpef del governo Berlusconi ieri in Parlamento. A sparare a zero – con motivazioni diverse – durante le audizioni dinanzi le Commissioni Bilancio Riunite di Camera e Senato, sono stati i responsabili della Corte dei Conti, dell’Isae, dell’Istat. Chi esprime perplessità sull’«autocopertura» degli sgravi fiscali della Tremonti Bis o sull’«aleatorietà» dei conti, chi sull’eccessivo ottimismo sulle stime di crescita, chi ha dubbi sulle possibili perdite di gettito legate ai bonus o suggerisce mano più pesante con le pensioni.
La Corte dei Conti è fortemente critica sull’impianto del Dpef: in particolare giudica gravemente lacunoso il rinvio da una nota di aggiornamento al documento per la revisione del quadro di finanza pubblica per il 2001 e le conseguenti correzioni delle proiezioni 2002-2006. «Si tratta di una grave lacuna – afferma il presidente della Corte Francesco Staderini – che riduce il documento ad un esercizio di proiezione tendenziale, per di più dichiaratamente provvisorio, e ad una illustrazione meramente qualitativa degli indirizzi di politica economica e finanziaria per il quinquennio di riferimento». Insomma, non è possibile giudicare l’impatto delle misure contenute nel Dpef, in particolare «per le implicazioni di tali interventi sulle grandezze di finanza pubblica». Tanto più che vi sono due grandi elementi di incertezza: le proiezioni sul 2001 dell’andamento del fabbisogno, e il raccordo tra dati di cassa e dati di competenza. Ma la Corte dei Conti esprime forti perplessità sull’autocopertura dell’onere relativo al 2003 della nuova legge Tremonti, che dovrebbe arrivare mediante l’utilizzazione di una quota delle maggiori entrate previste per i due esercizi precedenti. Per la magistratura contabile, «il rispetto dell’obbligo di copertura è legato a stime e non a dati certi».
Le banche aderenti all’Abi, oltre a chiedere una più rapida riduzione del prelievo fiscale, suggeriscono all’Esecutivo «determinazione nel portare avanti la vasta azione di riforme strutturali che è stata annunciata». Ma non si annunciano tempi facili per l’esecutivo, se avrà ragione il presidente dell’Istat Luigi Biggeri: nel secondo trimestre del 2001 ci sarà, molto probabilmente, un netto indebolimento della crescita. «Ciò implica – sottolinea Biggeri – che per raggiungere l’obiettivo di incremento del Pil stabilito nel Dpef per quest’anno (2,4%) sarà necessario un pronto recupero di dinamismo dell’attività economica nella seconda metà dell’anno». Che potrebbe non esserci, se è vero che «dai primi dati disponibili per il secondo trimestre emergono segnali di indebolimento della crescita».
Parla apertamente di «stime di crescita sovrastimate» anche il presidente dell’Isae, Fiorella Kostoris. Tremonti promette per il 2002 un Pil in aumento del 3,1%, ma i congiunturalisti Isae indicano un più modesto 2,7%. Per Kostoris, per centrare l’obiettivo dello 0,5% nel rapporto fra deficit e pil nel 2002 «sarebbe necessario ampliare la manovra sin qui disposta di circa ulteriori 6.000 miliardi» mentre l’eliminazione delle pensioni di anzianità «frutterebbe già dal primo anno 3.500 miliardi di lire». Infine, la Tremonti Bis secondo l’Isae comporterà «minori entrate pari a circa 1.000 miliardi nel 2001 e intorno ai 4.000 nel 2002». Il governo, nella relazione tecnica depositata in Parlamento al contrario prevede maggiori incassi (rispettivamente 1.915 e 5.129 miliardi), ma per l’Isae bisogna considerare «i meccanismi saldo/acconto dell’autotassazione e la presenza di precedenti sistemi incentivanti, come per esempio la legge Visco e il regime della Dit».
E ieri sera al ministero dell’Economia Giulio Tremonti ha incontrato i rappresentanti di Cgil-Cisl-Uil per discutere di possibili emendamenti da introdurre al pacchetto dei cento giorni. Al centro dell’incontro, oltre ai temi del lavoro sommerso e del Mezzogiorno ci sarà anche la richiesta di norme antielusive o di un’estensione dei benefici della Tremonti-bis anche ai lavoratori dipendenti. Per i sindacalisti, l’allargamento della Tremonti al lavoro autonomo ed alle libere professioni può creare una intollerabile discriminazione tra cittadini. Quindi, il sindacato chiede una specifica norma antielusione per i beni ad uso promiscuo (autovetture, imbarcazioni, investimenti immobiliari) oppure, che siano incentivati anche l’acquisto di autovetture ad uso familiare o immobili ad uso abitativo da parte dei lavoratori dipendenti». Intanto, una nota del Tesoro informa che le Regioni a statuto ordinario hanno centrato nell’anno 2000 l’obiettivo di riduzione del disavanzo, in conformità con il Patto di stabilità interno. Il dato positivo esclude però le entrate e le spese relative all’assistenza sanitaria, che come noto sono andate malissimo.
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