«Ci pensi l’Authority a contare gli iscritti»

30/03/2006

      di luned� 27 marzo 2006

    pagina 10 – Diario sindacale

      a cura di Enrico Marr
      emarro@corriere.it

        �Ci pensi l’Authority a contare gli iscritti�

          Il sottosegretario Sacconi indica la via per certificare il numero degli aderenti alle organizzazioni

            Per �garantire il monitoraggio e la certificazione della rappresentanza sindacale serve un’Autorit� di settore sia nel pubblico che nel privato, magari allargando i poteri di quella gi� esistente sul diritto di sciopero�. Insomma, l’Authority guidata da Antonio Martone , dovrebbe non solo vigilare sul rispetto delle regole sugli scioperi, ma fare anche chiarezza su quanti iscritti hanno i sindacati.

            La proposta viene dal sottosegretario al Lavoro, Maurizio Sacconi , che risponde cos� alla denuncia del segretario della confederazione dei sindacati autonomi Confsal, Marco Paolo Nigi , che nel precedente numero del Diario sindacale aveva sostenuto che per i sindacati � molto semplice gonfiare i numeri degli iscritti. E per dimostrarlo non aveva esitato a dichiarare che rispetto al milione 700 mila iscritti dichiarati dalla Confsal quelli reali sarebbero un po’ pi� di un milione 300 mila. Aveva per� anche messo in dubbio i numeri delle altre organizzazioni, in particolare dell’Ugl, che dichiara 2,3 milioni di aderenti pur avendo, aveva aggiunto Nigi, solo 9 mila deleghe circa tra i dipendenti pubblici (qui i dati sono verificabili presso l’Aran, l’agenzia governativa per la contrattazione) e 65 mila deleghe tra i pensionati Inps.

              Durissima la replica di Renata Polverini , segretario generale dell’Ugl: �Nigi parli per i suoi. E qui ci ha detto che la Confsal non ha, appunto, gli iscritti che dichiara. Quanto all’Ugl, ripeto, i nostri 2,3 milioni di iscritti sono tutti veri�. Come si concilia questa affermazione con i numeri risultanti all’Aran e all’Inps? Polverini sostiene che l’Ugl ha �molte iscrizioni fatte direttamente, senza delega�, un retaggio di quando, aggiunge, aderire al sindacato della destra (allora Cisnal), non era proprio una passeggiata.

                Spiegazioni che non convincono gli altri sindacati, a cominciare dalla Uil, che con i suoi quasi due milioni di iscritti dichiarati, si vedrebbe superata nel terzo posto in classifica dopo Cgil e Cisl. �Terzi siamo noi e non si discute – dice Carmelo Barbagallo , segretario organizzativo della Uil -. Con le tessere brevi manu l’Ugl non pu� colmare la grande differenza rispetto alle deleghe accertate presso Aran e Inps. Ma ce li vedete voi decine di migliaia di pensionati che vanno ogni mese nelle sedi sindacali a pagare la quota? La Uil nelle elezioni per le Rsu nel pubblico impiego ha ottenuto circa il 23% dei voti, l’Ugl non ha raggiunto la soglia del 5%. Noi abbiamo centinaia di sedi sul territorio, loro no e sono molto distanziati anche per numero di pratiche svolte dai patronati e dai caf�.

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                  Scambio di doni a Genova, al congresso della Fabi, tra il segretario Cristina Attuati e il leader della Cisl, Savino Pezzotta , che ha convinto il sindacato dei bancari della sua confederazione, la Fiba, a stringere un patto di unit� d’azione con la sigla autonoma che dichiara ben 95 mila iscritti su un totale di circa 300 mila bancari. Attuati ha regalato al cattolico leader della Cisl un’icona Russa raffigurante il Cristo Pantocratico, dicendo: �Hai parlato al nostro cuore e ci hai convinto�. Pezzotta ha ricambiato con un’antica mappa di Genova, la citt� da cui � partita, 56 anni fa, la storia della Fabi. Al congresso era stata annunciata la partecipazione anche del leader della Cgil, Guglielmo Epifani . Che per� ha dato forfait. Si dice che a mettersi di traverso sia stata Nicoletta Rocchi , segretario confederale Cgil, e per lungo tempo leader dei bancari Cgil che, in seguito alla nuova alleanza, temono di veder messo in ombra il ruolo da protagonisti finora avuto nel settore.