Chrysler, funziona la cura Marchionne

10/08/2010

TORINO – I conti di Chrysler vanno meglio del previsto e dunque «non è impossibile» immaginare un miglioramento degli obiettivi del 2010. Così Sergio Marchionne sintetizza lo stato di salute a Auburn Hills anche se, per prudenza preferisce attendere «i risultati del terzo trimestre» per alzare le previsioni di fine anno. Da aprile a giugno l´utile operativo è salito da 143 a 183 milioni di dollari, un incremento del 28% sul primo trimestre. Un balzo dovuto non solo all´aumento dei volumi ma anche a quello dei margini: i ricavi infatti sono saliti dell´8,2 per cento passando da 9,7 a 10,5 miliardi di dollari. Cifre che fanno scendere la perdita netta da 197 a 172 milioni di dollari.
Per effetto di questo bilancio la liquidità totale è salita oltre i 10 miliardi e la disponibilità di cassa è arrivata a 7,8 miliardi. Numeri importanti perché consentono a Marchionne di non utilizzare i 2,3 miliardi di linee di credito che il Tesoro americano e il governo canadese hanno reso disponibili nei mesi scorsi. Si avvicina così il momento in cui l´ad potrà restituire a Obama il denaro pubblico ricevuto per guidare la Chrysler fuori dal fallimento pilotato e salvare i posti di lavoro della casa di Detroit.
I segnali sono positivi anche se la borsa italiana si è mostrata ieri particolarmente diffidente. Il titolo Fiat che guadagnava in mattinata è girato in negativo nel pomeriggio perdendo l´1,9% e fermandosi poco oltre la soglia psicologica dei 10 euro. Gli analisti si attendevano un Marchionne meno prudente nelle previsioni e guardano con qualche perplessità alla rete di concessionari che in dicembre dovrebbe cominciare a vendere ai clienti americani la 500. La piccola di casa Fiat verrà prodotta nello stabilimento messicano di Toluca e ieri è stato annunciato un prestito di 400 milioni di dollari attivato a luglio per finanziare la produzione. Lo sbarco dell´utilitaria Oltreoceano dovrebbe essere l´inizio di una vera pioggia di nuovi prodotti. Marchionne ha annunciato:«Ci presenteremo ai clienti con il 75% della gamma rinnovata». Secondo l´ad questa dovrebbe essere la carta vincente per un 2011 che si prevede in crescita. Molte speranze sono riposte sul successo del nuovo Grand Cherokee per il quale i concessionari hanno già acquisito 70 mila ordini. Il mercato ha già dato segnali di interesse nel primo semestre quando pure la casa americana si presentava senza particolari novità. A fine 2009 i marchi Chrysler rappresentavano il 9,1% del mercato nordamericano mentre ora è arrivata al 9,4%.
Tutti elementi che fanno sperare l´ad in un successo del suo piano di ristrutturazione. Tanto da immaginare per il 2011 «l´evento del ritorno in borsa» per la casa di Detroit. Un altro passo significativo verso la completa guarigione di una casa già oggi accreditata di una produzione annua di poco inferiore al milione e settecentomila vetture. Che uniti agli oltre due milioni di Fiat fanno comunque un gruppo da quattro milioni di auto vendute all´anno.