Chiusi il Primo Maggio? L’Outlet per ora dice no

14/04/2004



14 Aprile 2004

LE RICHIESTE DEI SINDACATI AD ARQUATA, SERRAVALLE, TORTONA, ACQUI
Chiusi il Primo Maggio?
L’Outlet per ora dice no
    Massimo Putzu
    NOVI LIGURE
    Sindacati in lotta contro le aperture commerciali nelle festività, in particolare il Primo maggio. Le segreterie provinciali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uil Tucs hanno avviato in questi mesi una serie di incontri con i Comuni della provincia per discutere delle aperture dei negozi e dei centri commerciali la domenica e nelle festività. «E’ ormai uso comune da parte delle aziende tenere aperte quante più domeniche possibili all’anno – dicono – e poi tutti i Comuni hanno chiesto il riconoscimento di ‘’località turistica’’ che consentirebbe alle aziende di tener aperto 365 giorni all’anno. Inoltre il settore del Commercio e della grande distribuzione è in forte espansione nella nostra provincia con un numero di addetti che supera l’industria. Così intendiamo con questi incontri convincere le amministrazioni comunali a fissare alcuni paletti nei confronti di queste aziende in merito alle aperture nelle festività, soprattutto quella del primo maggio per il suo valore storico per il mondo del lavoro».
    Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto di incontrare gli amministratori dei maggiori centri della provincia per discutere di questo tema. «Il Comune di Tortona aveva emesso un’ordinanza di apertura dei negozi per il primo maggio. Dopo la nostra richiesta questo provvedimento è stato modificato e così il primo maggio a Tortona i negozi rimarranno chiusi: sarà consentita la sola attività degli ambulanti per il consueto mercato».
    Con il Comune di Arquata Scrivia e le associazioni commercianti, i sindacati, pur non avendo ottenuto la chiusura il primo maggio in quanto giorno di fiera, hanno raggiunto un’intesa che prevede altre sette aperture domenicali, però in nessun’altra festività.
    Prosegue invece il braccio di ferro con Serravalle Scrivia e l’Outlet che ha deciso di tenere aperto il primo maggio. «Qui il problema è molto più sentito dalle lavoratrici in quanto l’attività commerciale è ormai prevalente – dicono i sindacati -. Il sindaco Emanuele Dazzi ha dimostrato sensibilità al problema e si è assunto l’impegno di verificare tutte le forme giuridiche possibili per venire incontro alle richieste. Inoltre stiamo effettuando una raccolta di firme fra i lavoratori da presentare al sindaco e alle associazioni di categoria. Le adesioni sono già molte».
    Si terrà il 20 aprile un incontro tra i sindacati, l’Ascom di Alessandria, ed il responsabile dell’Outlet Luigi Battello. Domani 15 aprile Cgil, Cil e Uil avranno una riunione con il Comune di Acqui.