Chiude l`autogrill di Torre Annunziata

26/07/2013


La grande crisi mette in ginocchio anche i punti di ristoro delle autostrade. Accade all`Autogrill di Torre Annunziata Est, sulla carreggiata nord della Napoli-Pompei-Salerno, la carreggiata che da Salerno porta a Napoli. L`edificio, bar, rosticceria e market, dovrà chiudere entro lunedì 29 luglio. L`ordine è della società Autogrill, la storica azienda che gestisce la maggior parte dei punti di sosta delle autostrade nazionali. I quindici lavoratori dell`Autogrill, con il sostegno dei sindacati di categoria, Filcams e Uiltucs, sono scesi sul piede di guerra. Stanno scioperando da alcuni giorni tenendo in scacco l`intera struttura, chiusa da martedi, una grande costruzione moderna, archi e vetrate, realizzata alla fine degli anni Ottanta. Accanto c`è un distributore di benzina che offre prezzi scontati. La pompa non è in discussione. Lo è, però, il punto di ristoro, l`unico di questa tratta autostradale dopo quello di Nocera. Pendolari e turisti, dunque, fermi al palo a causa dell`impianto off limits. L`azienda, in una lettera, ha specificato che l`edificio dovrà essere abbattuto per far posto ad altre opere. «Sciopereremo è a oltranza spiega Luana Di Tuoro, della segretaria regionale Filcams Cgil – Stiamo chiedendo alla prefettura un incontro urgente». Oltre ai quindici posti di lavoro da tagliare, ci sono anche altri lavoratori dell`indotto collegato che stanno rischiando. «Abbiamo ricevuto una lettera – dicono le maestranze – che ci annuncia la chiusura dell` autogrill per costruzione di nuove opere. La proprietà – continuano i dipendenti non ci ha fornito ulteriori spiegazioni, tantomeno speranza di ricollocazione in altre strutture del gruppo nel raggio di 40 chilometri, come avevamo chiesto. Ma questo ci suona strano visti i 660 locali di cui dispone il gruppo. Inoltre – aggiungono i lavoratori in sciopero – la procedura prevede 75 giorni di tempo, dopodiché rischiamo anche di non vederci pagata la mobilità. A fine agosto abbiamo un altro incontro con l`azienda». Incertezze che stanno facendo aumentare la tensione. «Di punto in bianco aggiunge Roberto D`Onofrio, della Uil – ci siamo ritrovati in mezzo alla strada senza un perché. Vogliamo sapere perché siamo stati licenziati visto che parliamo di una multinazionale in attivo che non può fallire. Loro continuano a dire che non ci sono al momento possibilità di ricollocazione: la nostra protesta andrà avanti fino a quando non avremo risposte».