Chiesto dai vigilantes un premio di 955 euro

16/01/2002



L'Eco di Bergamo


15 gennaio 2002
Economia
Pagina 31




  



Presentata ieri la piattaforma per l’integrativo
   

Chiesto dai vigilantes
un premio di 955 euro

Le guardie giurate da qualche tempo sono chiamate a svolgere servizi sempre più complessi e ad utilizzare tecnologie sempre più avanzate e dalla stessa popolazione sono sempre più viste alla stregua di tutori dell’ordine ma la loro figura giuridica continua ad essere quella di «operai». Per questo i lavoratori chiedono di istituire l’albo professionale delle guardie giurate. Nel frattempo, i circa 600 agenti privati bergamaschi operanti nei nove istituti di vigilanza (Fidelitas, Cvb, Ispb, Mondialpol, Città di Treviglio, Polnotte, Sta, Vigilitalia, Cittadini dell’ordine) si apprestano ad avviare le trattative per il rinnovo del contratto integrativo, scaduto nell’ottobre scorso.
La piattaforma-quadro è stata presentata ieri mattina, nella sede della Cisl, dai sindacati confederali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil (Paolo Agliardi, Domenico Corona e Maurizio Regazzoni) e dai rappresentanti delle Rsu di due istituti di vigilanza (Narciso Angiolin e Arturo Bagnale) e si basa in particolare su tre punti: l’inquadramento professionale, il salario e la formazione.
«Fino ad oggi – ha spiegato Regazzoni – le guardie sono state assunte al 4° livello, mentre occorrerebbe una revisione generale dell’inquadramento anche perché le mansioni sono diverse rispetto al passato e non si limitano, come una volta, al piantonamento, al rilascio dei bigliettini dopo il controllo e al trasporto valori. Oggi le guardie utilizzano le nuove tecnologie comprese quelle informatiche e spesso ricoprono funzioni una volta svolte da polizia e carabinieri. Vanno dunque riconosciute le nuove professionalità». «Sul piano salariale – ha detto Agliardi – la richiesta è di un premio annuale 955 euro (un milione 850 mila lire), diviso in due parti: 439 euro legato all’assiduità lavorativa e 516 ai parametri della professionalità, della qualità e della redditività che ogni singolo istituto potrà individuare. La piattaforma chiede anche un aumento medio di 15 euro del ticket-mensa». «Le guardie – ha aggiunto Corona – sentono anche il bisogno di avere una sempre più adeguata formazione e per questo va concordata tra istituti e Rsu una sorta di percorso formativo che sfoci anche nella costituzione di un ente bilaterale provinciale che si occupi in particolare di questo aspetto». Le guardie giurate chiedono, infine, più controlli da parte della questura sull’effettivo rispetto, da parte degli istituti, dei regolamenti da essa rilasciati. Quanto allo sciopero generale del 29 gennaio, per i turni diurni l’astensione avverrà nelle prime 4 ore di ogni turno del 29; per i notturni le ultime 4 ore del turno del 28.