Chianciano, terme ai privati

12/11/2001

Il Sole 24 ORE.com







    All’inizio del 2002 sarà pubblicato il bando di gara per cedere la gestione e il 70% del capitale

    Chianciano, terme ai privati

    Entro due anni Regione e Comune venderanno un altro 10% –
    Giro d’affari in flessione del 20%

    (NOSTRO SERVIZIO)
    FIRENZE – La gara per affidare ai privati la gestione delle Terme di Montecatini ha lasciato il segno: tempi estenuanti (quasi due anni), procedure tortuose, polemiche a non finire, sommate alla delusione di ritrovarsi con tre sole offerte (vedere articolo a parte), due delle quali provenienti da cordate di albergatori locali, senza alcun pretendente esperto del settore, né di respiro internazionale. Per Chianciano, secondo complesso termale ex statale a essere privatizzato in Toscana, l’intenzione della Regione è fare meglio e più velocemente, nonostante la partenza stentata. La procedura si è finalmente messa in moto nei giorni scorsi, con la nomina degli advisor – Cariprato (gruppo Mps) e la finanziaria regionale Fiditoscana – che avranno il compito di elaborare il bando di selezione del partner privato e di determinare il valore economico delle terme. Il percorso delineato da Regione e Comune di Chianciano, proprietari della struttura, ricalca quello seguito per Montecatini e prevede la costituzione di una nuova società destinata a gestire l’attività termale, che sarà controllata al 70% dai privati. Il restante 30% sarà detenuto da Regione e Comune, che però si impegnano, entro due anni, a cedere il 10% del capitale alle categorie economiche locali. Anche in questo caso la scelta del gestore privato avverrà in due tappe. Pubblicato il bando europeo (è atteso per l’inizio del 2002), si aprirà la fase della manifestazione di interesse da parte di imprese singole o associate, operanti nei settori termali e del benessere, bancario-finanziario o turistico-alberghiero, che abbiano un patrimonio netto di almeno 5,16 milioni di euro (10 miliardi di lire). A differenza di Montecatini, il bando non prevederà un importo minimo di investimenti, ma lascerà libertà d’azione ai partecipanti. Nella seconda fase, le imprese selezionate saranno invitate a presentare l’offerta economica e il progetto industriale. «Guardiamo con grande attenzione a soggetti esperti nel campo della salute – spiega Susanna Cenni, assessore regionale al Turismo e terme – che siano in grado di investire e che, pur puntando a rafforzare il segmento benessere, non stravolgano la realtà di Chianciano, legata alla cura idropinica e agli altri trattamenti sanitari». La scommessa è alta. In gioco, qui come a Montecatini, c’è il futuro economico della città, fondata su un turismo che dipende in larga parte dalle terme. L’obiettivo è rilanciare un complesso formato da tre stabilimenti termali e uno per l’imbottigliamento dell’acqua, che da tempo vede scendere fatturato e risultati. Quest’anno i ricavi termali si fermeranno a 5,53 milioni di euro, contro i 6,98 del 2000 (-20%), per il 90% derivanti da cure prestate in convenzione. I dipendenti fissi sono 47, gli stagionali circa 200. Nell’attesa dei soci privati, comunque, le terme non bloccheranno gli investimenti. «Chianciano può contare ancora per qualche anno sui fondi strutturali dell’Unione europea – spiega l’assessore Cenni – che saranno utilizzati per costruire la piscina termale, oggi mancante». Per contribuire a realizzare l’impianto, del valore di 5,2 milioni di euro, nel capitale della Terme di Chianciano spa è appena entrata la Finanziaria senese di sviluppo (Fises), una società pubblica (è in mano a Provincia, Comune e Camera di commercio di Siena) votata a sostenere la crescita del territorio, che ha acquisito il 17%, facendo scendere le quote di Regione e Comune al 41,5%. La prima tranche di lavori, 3,5 milioni di euro, partirà a breve. Nel frattempo i pretendenti alla gestione del complesso termale scaldano i motori: l’Associazione albergatori di Chianciano ha già costituito una società per partecipare alla gara – la Albergatori di Chianciano spa – che per adesso raggruppa una settantina di aziende locali. Non esclude di entrarne a far parte Leandro Gualtieri, proprietario delle terme Fonteverde di San Casciano Bagni (Siena) e di Grotta Giusti a Monsummano (Pistoia): «Sono disponibile a collaborare alla cordata degli albergatori – dice – ma non sono interessato a rilevare in proprio la gestione delle terme di Chianciano».
    Silvia Pieraccini
    Domenica 11 Novembre 2001
 
|
 
Tutti i diritti riservati © 24 ORE NetWeb S.p.A.