Chianciano scommette sui congressi

05/04/2004



sezione: TURISMO
data: 2004-04-04 – pag: 17
autore: SILVIA PIERACCINI

    In cantiere un progetto da 15 milioni di euro per rilanciare la località toscana
    Chianciano scommette sui congressi
    Gli albergatori all’attacco: la privatizzazione delle terme è ancora in alto mare
    FIRENZE • Appannata dal declino d’immagine e di presenze turistiche, Chianciano prova a ripartire con un maxicentro congressi, destinato a sposarsi con la storica attività termale che Comune e Regione Toscana hanno deciso di passare in mani private, anche se la gara per la scelta del gestore sta andando a rilento. La cittadina della Valdichiana, 7mila abitanti e 12.500 posti letto divisi in 200 alberghi, un passato da regina del turismo termale, accelera ora sul fronte del business congressuale, con l’obiettivo di recuperare i 300mila pernottamenti persi nel giro di un decennio (1,6 a 1,3 milioni). Domani sarà presentato il progetto del nuovo auditorium firmato dall’architetto Paolo Bodega (della scuola di Renzo Piano), che prevede una sala da 4.200 posti, un’altra da 1.500 posti e quattro da 300 posti ciascuna, per un investimento vicino a 15 milioni. Il progetto, donato al Comune dall’Associazione albergatori di Chianciano (Federalberghi), dalla Banca Monte dei Paschi e dalla Banca di credito cooperativo (Bcc) di Chianciano, sarà realizzato coi finanziamenti della Fondazione Monte dei Paschi, della Regione e degli enti locali. I tempi sono stretti: entro l’estate dovrebbe essere bandita la gara ed entro dicembre è prevista la partenza dei lavori che dureranno circa tre anni e mezzo. Le grandi dimensioni della struttura si spiegano con l’idea di ospitare i meeting religiosi, in grado di richiamare migliaia di fedeli. «La stagionalità dei congressi, concentrati in autunnoinverno, va a braccetto con quella delle cure termali, che invece partono in primavera — spiega Anna Duchini, presidente dell’Associazione albergatori —. Siamo convinti che il rilancio di Chianciano sia legato alla creazione di una "città della salute" animata da una infrastruttura turistica unica nel panorama nazionale».
    Sul futuro di Chianciano, del resto, gli albergatori hanno deciso di scommettere in prima persona. Sono loro infatti i soci industriali forti (hanno il 20%) della cordata — formata anche da Mps merchant (45%), Bcc di Chianciano (15%), Eudermic (10%), Terme di Montepulciano (5%) e clinica Chianciano salute (5%) — che a fine novembre ha presentato l’unica offerta per la gestione delle Terme di Chianciano (6 milioni di fatturato e un milione di perdita 2003), afflitte da una emorragia di clienti (-7,7 nel 2002) e da una flessione delle prestazioni (-8,1% sempre nel 2002) che ora si punta a fermare con l’entrata in funzione, programmata in settembre, delle prime quattro nuove piscine termali (sulle sette previste, per un investimento totale superiore a quattro milioni).
    Il cambio di gestione appare dunque urgente, anche se la commissione che da più di quattro mesi ha in mano l’offerta economica e il piano industriale non si è ancora espressa. «Ci sono ancora nodi da sciogliere — spiega Susanna Cenni, assessore toscano al Turismo — ed è bene farlo con attenzione, anche perché ormai non ci sono più i margini per far partire la stagione termale con la nuova gestione. Che i processi di privatizzazione delle terme non siano facili è dimostrato dal fatto che nessuno, in Italia, sta andando in porto».
    L’unica grande privatizzazione arrivata al traguardo, quella delle Terme di Montecatini vinta due anni fa dalla marchigiana Vitawell, ha visto solo da poco avviare gli investimenti e aprire i cantieri. A compensare il declino delle cure termali tradizionali (-5,5% gli arrivi in Toscana nel 2003 secondo il rapporto Mercury) ci hanno pensato le prestazioni legate al benessere (+20,3% gli arrivi 2003), nuova frontiera percorsa finora soprattutto dagli stabilimenti termali privati, che negli ultimi anni hanno avviato una corsa agli investimenti non ancora finita.