Chianciano, privatizzazione tra acque e fanghi

26/03/2003





AFFARI ITALIANI
lunedi 24 Marzo 2003
pag. 16

al via la cessione ai privati

Chianciano, privatizzazione tra acque e fanghi



Terme di Chianciano, via alla privatizzazione. Il consiglio comunale e la giunta provinciale, i due azionisti di maggioranza della spa che oggi gestisce il complesso delle terme dell’Acqua santa, di Fucoli e di Sillene, hanno messo a punto il bando di gara che verrà presentato alla stampa domani. I beni immobili restano pubblici, mentre al nuovo partner privato verrà conferita la gestione: queste le direttrici lungo le quali si svilupperà il processo di dismissione, che verrà attuato attraverso la costituzione di una NewCo.
Cade in pieno boom del settore l’offerta di Chianciano. Una località la cui storia è legata a doppio filo agli stabilimenti termali. «Un elemento che caratterizza Chianciano come anche Salsomaggiore e Montecatini è che quando si parla di terme si parla di un’intera città. Qui sono nate prima le terme e poi l’agglomerato abitativo», spiega Gianni Masoni, presidente Terme di Chianciano Spa. Le proprietà delle acque di questa zona sono state scoperte dagli Etruschi, poi utilizzate dagli imperatori romani e valorizzate nel Medioevo. Sulle Terme di Chianciano ha fatto investimenti significativi Leopoldo, Granduca di Toscana, nel ‘700. Un passato illustre e un presente nel cuore di una provincia, Siena, che vanta il maggior numero di imprese termali.
Le terme sono una delle principali ricchezze della zona. Questo spiega il percorso di dismissione, che prevede il mantenimento degli immobili, comprese le aree verdi, nelle mani dell’azionista pubblico. Come dire, la competenza urbanistica agli amministratori locali, il business delle acque al privato. Entrando nei dettagli dell’operazione, alla NewCo verranno conferiti i beni strumentali, compreso l’impianto di imbottigliamento dell’acqua. Il 20% della NewCo resterà agli attuali azionisti, e un 10% è per il cosiddetto azionariato diffuso, associazioni di categoria in primis. E l’azionista di maggioranza? Il 30 maggio si chiude il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse. E la scelta cadrà su chi presenterà il piano industriale più interessante: «Quello che conta è la capacità di ridare vigore all’economia termale della città», afferma Masoni.

(p.jad.)