Chi ha chiesto i nomi degli iscritti?

29/07/2002


28 luglio 2002



Chi ha chiesto i nomi degli iscritti?
Conferenza stampa di Cgil, Cisl, Uil a Tolentino. Martedì, manifestazione


PAOLO ANDRUCCIOLI


«Quanto è accaduto è di una gravità inaudita; quindi andremo avanti unitamente per fare chiarezza su tutta la vicenda». Questa la sintesi della conferenza stampa che Cgil, Cisl, Uil hanno organizzato ieri a Tolentino come risposta alla richiesta dei nomi degli iscritti al sindacato da parte dei carabinieri. I tre sindacati hanno reagito in modo compatto e l’indignazione per quel che è accaduto è assolutamente comune. I sindacati vogliono ora sapere delle informazioni precise da parte delle autorità e pretendono che siano individuate le responsabilità. «La spiegazione ufficiale parla di un’azione autonoma del comando locale dei carabinieri, ma noi non ci accontentiamo». Franco Patrignani, segretario della Cisl di Macerata, distingue i piani. Se è stato un atto individuale illecito, allora ci dovranno essere delle sanzioni. Se invece la richiesta dei nomi degli iscritti ha una valenza più generale, allora le spiegazioni dovranno essere ancora più precise. «Perché i carabinieri – si chiede Patrignani – sono andati proprio in quelle aziende?» (Poltrona Frau, Nuova Simonelli, Nazareno Gabrielli, Laipe). Si tratta di un’inchiesta su chi ha scioperato? o si tratta di qualcosa d’altro? Se si tratta del primo caso, si tratterebbe di qualcosa di inaudito e gravissimo sia dal punto di vista politico che giuridico, dato che vengono lesi contemporaneamente alcuni diritti di fondo, come il diritto di sciopero e la privacy. Se invece l’iniziativa del ventisettenne capitano dei carabinieri di Tolentino fa parte di un’inchiesta di altro genere (magari sul terrorismo) allora i sindacati ne denunciano l’aberrazione. «Se fosse così – dice ancora Patrignani – sarebbe sempre di una gravità inaudita perché se ci fosse una minima ipotesi di terrorismo, i sindacalisti stessi sarebbero nel mirino e quindi sarebbero le parti da informare per prime, non certo da schedare.

«Tolentino è una specie di bomboniera – dice Marco Ferracuti della Fim Cisl – è un territorio molto industrializzato e tranquillo, dove la gente lavora. Certo quando ci sono stati gli scioperi le percentuali sono state molto alte, quasi sempre del 90 per cento. Ma non si fanno certo queste operazioni perché ci sono stati scioperi». Ferracuti spiega che la fabbrica Nuova Simonelli, metalmeccanica, che è stata oggetto dell’indagine dei carabinieri, è una delle tante. Non ha proprio nulla di particolare, forse è stata scelta solo perché sta nel territorio di Tolentino. «Ma il mio timore più grande – spiega Ferracuti – è che si voglia stravolgere la percezione pubblica del sindacato. Che effetto potrà avere una cosa del genere tra la gente? Sentiremo i genitori dire ai figli: non vi iscrivete ai sindacati perché sono pericolosi?». Molte perplessità anche da Stefano Mencarini, segretario provinciale dei tessili della Cisl. «E’ una iniziativa che ci preoccupa – dice – esistono libertà che sono sancite dalle leggi e che ormai sono consolidate. Se si voleva conoscere il livello di rappresentatività reale dei sindacati perché non si è andati all’Ufficio provinciale del lavoro dove ci sono tutti i dati aggiornati?».

«Il fatto che è successo a Tolentino è gravissimo – dice Marco Bentivogli, coordinatore della Fim per quattro regioni – bisogna perciò circoscriverlo e circostanziarlo, altrimenti ha troppo il sapore da anni Cinquanta, quando venivano schedati i lavoratori che scioperavano. Le autorità dovranno prendere le distanze e dare delle spiegazioni». Bentivogli spiega anche che una cosa del genere è doppiamente grave proprio ora che il sindacato sta attarversando un momento così delicato. Gli effetti di un’operazione del genere non possono che essere deleteri. Ieri Aldo Benfatto, segretario provinciale della Cgil, ha introdotto la conferenza stampa spiegando esattamente cosa era successo. Poi il prefetto di Macerata, Piero Giulio Marcellino ha fatto sapere che si era trattato di un’iniziativa autonoma del comandante dei cc, iniziativa dalla quale anche il Viminale ha preso le distanze. Ma rimangono aperte ancora tutte le domande. Sono state visitate solo quelle quattro fabbriche? Come è possibile un’iniziativa «autonoma» di un capitano dei carabinieri? Ci saranno ulteriori schedature? I sindacati vogliono sapere e nel frattempo hanno organizzato una manifestazione a Tolentino per martedì.