Chi dice no alle conciliazioni

19/10/2010

Rimane vasto però lo schieramento degli irriducibili avversari dell’arbitrato e molti di loro continuano a sbandierare il concreto rischio che tutto vada a schiantarsi con un problema di incostituzionalità. «L’arbitrato mette a rischio il rispetto dell’articolo 3 della Costituzione — conferma Emanuele Spata, membro del direttivo dell’Associazione nazionale forense — qui si rischia di favorire, anziché eliminare, condizioni di disuguaglianza tra datore di lavoro e lavoratore. La verità è che questa riforma finirà per confermare tutele a chi le ha già e toglierle a chi ne aveva poche. Infatti è vero che la clausola compromissoria non è utilizzabile per i licenziamenti, ma solo per i rapporti garantiti dall’articolo 18. Per i dipendenti di aziende con meno di 15 addetti le tutele sono molto deboli. Inoltre ci sarà una grave limitazione a impugnare i licenziamenti se il lavoratore non ricorre al giudice entro sei mesi, cosa che penalizzerà precari, cococo e contratti a progetto». Insomma, la riforma è in porto ma anche lì non sarà al sicuro da tempeste.