Chef Express, esito incontro 13/01/2012

Roma, 17 gennaio 2012

Testo Unitario

il 13 gennaio si è svolto a Roma il previsto incontro con la Chef Express in ordine al rinnovo del contratto integrativo aziendale in cui l’azienda ha fornito alcune prime risposte alle tematiche presenti nella piattaforma rivendicativa a suo tempo presentata, nonché alcune proprie considerazioni e osservazioni relativamente alle prospettive dell’azienda.
L’azienda ci ha comunicato l’apertura del punto vendita autostradale di Arno (AR) avvenuto con marchio McDonalds che ha richiesto 4milioni d’investimento. Ad esso seguiranno le ristrutturazioni di altri sei locali, il primo dei quali nell’area di servizio di La Pioppa (BO), con un format che prevede il tradizionale bar/ristorante abbinato a un McDonalds e a un Rosso Sapore (pizzeria). Inoltre dove è possibile sarà presente un market però affidato in gestione a terzi. Tali ristrutturazioni comporteranno l’assunzione di ulteriori 60 persone circa.
Sul piano economico il 2011 si è chiuso con una diminuzione del fatturato del 2% rispetto al 2010 e anche l’anno in corso è iniziato sulla stessa falsariga, dal che si prevede la possibilità di un calo del fatturato nell’anno vicina al 5% a meno che ci sia una ripresa consistente nei prossimi mesi.
L’organico attuale dei punti vendita stradali e autostradali, coperti dal contratto integrativo aziendale, assomma a 770 unità, di cui 410 full-time (185 donne) e 360 part-time (270 donne). I part-time hanno quasi tutti un contratto di part-time orizzontale a 24 ore settimanali, unica eccezione alcuni lavoratori acquisiti da aziende unitamente ai rispettivi punti vendita che già avevano contratti di tipo verticale, che non sono stati modificati. Il ricorso ai contratti a termine è limitato alle sole sostituzioni e alla copertura degli incrementi straordinari di attività produttiva in connessione con i periodi feriali e festivi.
Venendo ai temi oggetto della trattativa, l’Azienda ha evidenziato la disponibilità a realizzare una serie d’interventi sul versante dell’organizzazione del lavoro dei punti vendita che dovrebbero trovare una loro definizione di massima a livello di contratto integrativo, demandandone altresì la definizione operativa puntuale al confronto decentrato di punto vendita, con l’obiettivo di coniugare le esigenze dei dipendenti di conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro con le esigenze organizzative dell’attività lavorativa. In tale ambito dovrebbe essere definita una banca delle ore che – fermo restando il pagamento delle maggiorazioni previste per l’orario di lavoro eccedente il normale orario settimanale – si sostanzi nella definizione di regimi di orario flessibili plurisettimanali. In tale contesto l’Azienda si è dichiarata disponibile a passare dalla pubblicazione dei turni di servizio con un preavviso di 2 settimane prevista dall’attuale CIA a un preavviso di 3 settimane nel futuro.
A tale riguardo l’Azienda ha segnalato che le modificazioni di turno successive alla pubblicazione si rendono necessarie essenzialmente per due motivi: richieste individuali del personale per esigenze subentrate in seguito, oppure necessità di provvedere alla copertura delle assenze improvvise dovute a brevi malattie. Pur lamentando la circostanza che delle 62.000 ore annue di assenza per malattia circa un terzo risulta dovuto a malattie di durata inferiore a 3 giorni, l’Azienda ha dichiarato che non intende mettere in discussione il pagamento a suo carico della carenza INPS prevista dall’integrativo vigente. Chiede però che venga analizzata la possibilità di procedere ad una penalizzazione in ordine ai casi di manifesto abuso nel ricorso alla malattia breve i cui risparmi vengano altresì ridistribuiti sul personale dello stesso punto vendita che manifesti un comportamento virtuoso, in sostanza secondo quanto già previsto da altri contratti integrativi aziendali.
In ordine ai lavoratori pluriservizio, l’Azienda si è dichiarata disponibile alla definizione contrattuale di una nuova declaratoria. Attualmente l’inquadramento nettamente prevalente è il V° livello. Al VI livello rimarrebbero esclusivamente alcuni lavoratori che svolgono solo mansioni accessorie (lavaggio, pulizia, sgombero), nonché il personale avventizio (essenzialmente i contratti a termine) che vengono destinati a tali medesime mansioni.
Circa i temi della sicurezza, l’Azienda ha evidenziato la circostanza che in tutti i punti vendita è presente un Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e che la Commissione nazionale per la sicurezza prevista dall’integrativo vigente non si è mai riunita. L’Azienda ha evidenziato nel contempo che la sicurezza dei punti vendita da eventi derivanti dall’esterno (atti vandalici, rapine, e simili) derivano da problematiche generali presenti in particolare su alcune tratte stradali non risolvibili a livello di singola azienda, anche tenuto conto dei vincoli in ordine all’orario di apertura che sono imposti dalle società concessionarie delle autostrade.
Le Organizzazioni Sindacali hanno in sostanza ribadito i temi presenti nella piattaforma rivendicativa, manifestando nel contempo la disponibilità a discutere e approfondire i temi sollevati dall’Azienda nel prosieguo del confronto. In particolare si è segnalata l’esigenza di prevedere per gli operatori pluriservizio – così come accade in altri contratti integrativi – la definizione di una specifica indennità economica, oltre che di una indispensabile declaratoria contrattuale.
In merito ai temi della sicurezza, pur condividendo la sottolineatura posta dall’Azienda sulla necessità di un approccio globale della problematica che coinvolga sia le altre aziende del settore sia le istituzioni e le società cointeressate (petrolifere e concessionarie), si è rimarcato che ciò vale per gli interventi strutturali generali, mentre l’Azienda non può omettere di farsi carico direttamente delle esigenze presenti a livello di singolo punto vendita quali: recinzioni protettive, impianti di illuminazione, impianti di videosorveglianza, impianti di segnalazione degli eventi che mettono in pericolo l’integrità fisica e i beni dei lavoratori. A tal fine si è ribadita la necessità urgente di avviare i lavori della Commissione sicurezza al fine di giungere ad un monitoraggio degli interventi necessari e alla definizione delle modalità e dei tempi di intervento.
Le Parti si sono aggiornate per un’ ulteriore prosecuzione del confronto già nel mese di febbraio, di cui provvederemo a comunicarVi sede e modalità non appena esse saranno definite.

p. la Filcams Cgil Nazionale
Lucia Anile