Chef Express punta sull’Ue

16/12/2004


             
            giovedì 16 dicembre 2004
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            Chef Express punta sull’Ue
             
            Risultati positivi anche all’estero per la società di ristorazione (Cremonini).
            Fatturato 2004 di 300 mln e 600 treni serviti
            Antonio Ranalli
            L’Europa che viaggia in treno sceglie i servizi gastronomici italiani. Chef Express, società del gruppo Cremonini, si conferma infatti ai vertici nel settore della ristorazione in treno. Con un fatturato che nel 2004 si aggira intorno ai 300 milioni di euro, la società opera ogni giorni su 600 treni e serve in un anno oltre 100 milioni di clienti (di cui la metà soltanto in Italia). Ottimi apprezzamenti arrivano dall’Europa, dove i servizi della società italiana sono presenti su 30 treni in Svizzera, oltre 40 in Francia (tra Tav e Intercity), ma anche in Inghilterra, Belgio, Germania e Spagna (su alcuni treni in partnership con la società inglese Compass).

            ´Il fatto che gli stranieri scelgano noi per la loro ristorazione’, ha spiegato l’amministratore delegato di Chef Express, Valentino Fabbiani, ´non è tanto legato alla qualità dei prodotti offerti, ma al servizio che altri operatori non hanno. Abbiamo solo 15 anni di vita, ma siamo in una fase di grande crescita, e ci siamo affermati come primo operatore europeo integrato di questo tipo di servizi anche a terra’. Chef Express, che rappresenta il 13% del fatturato del gruppo Cremonini (per il 2004 è previsto un incremento di circa il 2%), è presente con il proprio marchio anche in 13 stazioni ferroviarie, quattro aeroporti italiani e sulle autostrade, attestandosi in quest’ultimo caso come il secondo operatore dopo Autogrill. ´È un mercato che sta entrando in crisi’, ha proseguito Fabbiani, ´ma se sei in grado di rinnovarti e soprattutto di offrire al pubblico i prodotti e i servizi che desidera allora puoi registrare importanti risultati. Per esempio noi siamo stati gli unici ad aver calmierato i prezzi. Da due anni non solo non abbiamo mai aumentato il prezzo dei nostri prodotti, ma soprattutto abbiamo sempre migliorato la qualità dei prodotti e servizi offerti. Da noi un vassoio completo costa 26 euro. Mentre all’estero ci sono operatori che arrivano a 35 euro’. Risultati che sono stati premiati anche dall’indice di gradimento dei consumatori, che viene rilevato periodicamente dalle reti ferroviarie. ´Siamo passati dal 65 al 95% in pochi anni’, ha commentato l’a.d. di Chef Express, ´noi siamo pagati proprio in base all’indice Csi, unico modo per misurare le nostre performance’.

            Sul fronte occupazionale Chef Express impiega in tutto il comparto oltre 5 mila persone, di cui 1.500 soltanto in Italia. Per la società le sfide del futuro sono tante. ´Bisogna investire e migliorare sempre nella qualità’, ha spiegato Fabbiani, ´ma soprattutto bisogna cerca di differenziare il prodotto per ogni categoria. Ora anche in Italia, con l’iniziativa Treno Ok, c’è il low cost sugli Eurostar: in questo caso dobbiamo offrire prodotti mirati per quel tipo di pubblico, senza però mai trascurare la qualità. Abbiamo iniziato l’esperienza vendendo anche i gadget di Trenitalia dedicati a Treno Ok. Ma vogliamo arrivare a offrire, accanto ai prodotti di gastronomia, anche libri e cd a basso costo, oppure i quotidiani. È un esperimento che potremmo estendere anche ai treni Intercity. Poi invece c’è l’alta velocità, che tra un po’ arriverà anche da noi: in questo caso bisogna puntare su offerte di classe. Abbiamo anche realizzato iniziative mirate a percorsi del cioccolato, dell’olio e di altri prodotti tipici, dove abbiamo proposto nel corso di particolari itinerari degustazioni di prodotto tipici italiani’.

            Dal caffè espresso alla pasta fresca cucinata direttamente in treno, il gruppo sta introducendo in Europa i prodotti dell’area mediterranea, riscontrando un notevole successo, mentre tra le prossime iniziative ci sarà quella di portare i barman sul treno, per realizzare cocktail in diretta. ´Noi siamo sempre andati in controtendenza’, ha concluso Fabbiani, ´Non imponiamo il prodotto, ma ce lo facciamo richiedere. Cerchiamo di sperimentare tutto quello che c’è di nuovo: dai mini bar con caffè espresso, che è stato un punto di debolezza del passato, alla varietà dei prodotti. L’importante è specializzarsi e non omologarsi’. (riproduzione riservata)