“Cgil” Via al Congressone

02/03/2006
    mercoled� 1 marzo 2006

    Pagina 6 – CAPITALE/LAVORO

      A Rimini si apre con la relazione di Guglielmo Epifani. Al centro il nodo dei contratti

        Il patto del 1993 va semplicemente riaggiustato o la revisione non � attuale? Si scontrano i punti di vista di Epifani e Gianni Rinaldini. Ma emerge anche la linea �riformista�, che guarda a Cisl e Uil e simpatizza con le tesi Ichino: bisogna decentrare

          Loris Campetti
          inviato a Rimini

            Questa mattina alle 10,30 il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani aprir� il quindicesimo congresso nazionale della Cgil con una relazione introduttiva a cui in molti presteranno orecchio. Ovviamente, i 1.222 delegati e delegate a Rimini eletti nei congressi regionali e delle 13 categorie che compongono la confederazione, e con loro gli stati maggiori della Cisl e della Uil che chiedono da tempo, insieme alla Confindustria, l’apertura di un tavolo per riscrivere il sistema di regole contrattuali che sostituisca quello defunto del luglio `93. Ed � questo uno dei temi caldi nell’agenda riminese dove sono presenti due posizioni: una � sostenuta dalla segreteria, che da tempo ripete che la precondizione per avviare una trattativa – che pure viene ritenuta necessaria – con la controparte � il raggiungimento di una posizione comune tra i sindacati. Una seconda posizione, che ha tra i suoi sostenitori il segretario della Fiom Gianni Rinaldini, archivia la riforma contrattuale e la colloca tra le questioni non prioritarie. Poi c’� chi, anche dentro la Cgil, sostiene con Pietro Ichino che � giunta l’ora di mandare in pensione i contratti nazionali. Ma anche i partiti dell’Unione, presenti con delegazioni al massimo livello, aspettano con ansia la relazione di Epifani per capire qual � l’indice di gradimento del loro elefantiaco programma in casa Cgil. Cosa chieder� Epifani a chi si candida a governare il paese al posto di Berlusconi? La legge 30, con il suo portato di precarizzazione e mercificazione del lavoro; l’odiosa legge Bossi-Fini sull’immigrazione; la controriforma scolastica della Moratti; la legge sulla democrazia nei posti di lavoro e sulla rappresentanza sindacale, e quale legge, e se conterr� o non conterr� il diritto dei lavoratori a dire l’ultima parola sugli accordi e i contratti che li riguadano. E ancora: � una priorit� della Cgil la tassazione delle rendite, e di conseguenza sar� nell’agenda che il segretario generale della Cgil presenter� al candidato premier dell’Unione, Romano Prodi?

              Una volta terminata la relazione di Epifani e ascoltati i primi interventi – di Angeletti e Pezzotta, dei delegati, dei segretari dei sindacati europei e mondiali – non bisogner� aspettare molto tempo per capire le reazioni della politica, e in particolare quella di Prodi che prender� la parola al termine della mattinata di venerd�. Da questo insieme di passaggi si delineer� meglio la collocazione futura della Cgil e l’eventuale inossidabilit� della sua autonomia dopo il 10 aprile.

                Oggi, finalmente, si dovrebbero conoscere dei dati pi� precisi sulla composizione della platea congressuale. Intanto, qual � la percentuale esatta delle delegate, e poi come sono rappresentate le tesi alternative su democrazia e contrattazione discusse e votate nei 54.817 congressi di base: le due presentate da Gianni Rinaldini e quella di Gian Paolo Patta di Lavoro-Societ�, cambiare rotta (a questo proposito, ieri la componente guidata da Patta e che aveva aderito alla maggioranza di Epifani si � formalmente ricostituita con lo stesso nome ed � stata ribadita la sua collocazione nella maggioranza. Ma come componente organizzata, che secondo un impegno siglato dai 12 segretari nazionali dovrebbe pesare per il 20% negli organismi dirigenti, la percentuale che Patta aveva quando rappresentava la minoranza della Cgil). La Fiom, invece, non intende costituire componenti per non ossificare il confronto e la dialettica interna, che devono svilupparsi sui contenuti, senza bandierine d’appartenenza precostituita, come ha tenuto a ribadire il segretario Rinaldini nel congresso dei metalmeccanici.

                  Ieri sera a Rimini Guglielmo Epifani, accompagnato dalla segreteria nazionale al completo, ha inaugurato una splendida mostra sul lavoro a Castel Sismondo, nella rocca malatestiana di Rimini: �I Costruttori/ Il lavoro in cento anni d’arte italiana�, curata da Mariastella Margozzi, Luigi Martini e Antonello Negri. E’ un corpo orgoglioso e sofferente al tempo stesso, quello dei lavoratori dipinti e scolpiti su cui si � soffermato lo sguardo attento dei dirigenti della Cgil. Leggendo quei volti, osservando la fatica di corpi compressi, tornano alla mente i tanti passaggi in cui la Cgil, nella sua storia secolare, � riuscita a comprendere i cambiamenti della societ�, e del lavoro. E una volta capiti, a organizzare le battaglie per agire dentro i cambiamenti stessi, e a migliorare le condizioni dei lavoratori.

                    Al di l� dei conflitti interni, al di l� di chi ci governer� dopo il 10 aprile, sar� ancora in grado, questa Cgil, di essere lettore e motore del cambiamento? Dalla politica, anche da quella presunta amica, non vengono validi aiuti. Non baster� un congresso a rispondere a questi duri interrogativi, ma forse sar� possibile capire, almeno, la direzione di marcia e l’intenzionalit�.