Cgil verso lo sciopero generale il 18 ottobre

17/09/2002




17 settembre 2002

Cgil verso lo sciopero generale il 18 ottobre

In programma un blocco di otto ore. Venerdì l’addio di Cofferati e l’elezione di Epifani alla segreteria

      ROMA – Sarà uno sciopero generale di otto ore con manifestazioni articolate a livello territoriale quello che la Cgil proclamerà venerdì. La data che la segreteria proporrà all’approvazione (scontata) del comitato direttivo della confederazione è quella di venerdì 18 ottobre, anche se resta una possibilità sul venerdì successivo, 25 ottobre (le ultime valutazioni sono in corso in queste ore). Nonostante non sia prevista una manifestazione nazionale a Roma, sarà comunque uno sciopero impegnativo per la Cgil, che lo affronterà da sola (senza Cisl e Uil), chiedendo a tutti i lavoratori di perdere l’intera giornata per protestare contro la politica del governo Berlusconi. Nel mirino, infatti, non ci sono solo i provvedimenti sul mercato del lavoro (modifiche all’articolo 18 sui licenziamenti), ma anche quelli sulle pensioni, sulla sanità, sulla scuola. La Cgil, infine, conta sul malcontento che c’è tra i lavoratori alle prese col rinnovo dei contratti, dai dipendenti pubblici ai metalmeccanici.
      Sempre venerdì il direttivo eleggerà segretario generale Guglielmo Epifani (attuale vice), il cui primo impegno sarà appunto la gestione dello sciopero generale separato. Epifani succederà a Sergio Cofferati che, dopo otto anni, ha terminato il mandato alla guida del più grande sindacato italiano e, per il momento, tornerà a lavorare alla Pirelli («sciopererò da impiegato», ha detto ieri). Sabato 21 settembre, il giorno dopo l’elezione del nuovo segretario, ci sarà il passaggio di consegne davanti a 2.500 delegati Cgil che si riuniranno nel Palazzetto dello Sport di viale Tiziano. Sono previsti due soli discorsi: quello d’investitura di Epifani e quello d’addio di Cofferati.
      Ieri il segretario uscente e quello entrante, insieme con altri dirigenti della Cgil, hanno incontrato i gruppi parlamentari dell’Ulivo, che nelle scorse settimane avevano già visto la Uil e la Cisl. Al termine della riunione di ieri il presidente dei deputati Ds, Luciano Violante, ha detto che la Cgil e il centrosinistra danno una valutazione «del tutto coincidente» della «gravità della situazione economica» e ha aggiunto che l’Ulivo ritiene «necessaria un’operazione verità sui conti pubblici. Nell’opposizione restano però sensibilità diverse rispetto alla divisione del sindacato sul Patto per l’Italia: la sinistra è schierata a fianco della Cgil che ha rifiutato, a luglio, di firmare l’accordo col governo Berlusconi; la Margherita vuole salvare i tradizionali legami con la Cisl, che invece ha sottoscritto l’intesa. Non a caso, l’argomento del Patto non è stato toccato né dalla Cgil né dai partiti dell’Ulivo.
      Al centro della discussione, invece, la prossima Finanziaria. «Si impone una svolta radicale nella politica economica che sia in condizione di rimettere in carreggiata il Paese – ha detto Epifani -. Gli errori del governo e i rallentamenti della congiuntura internazionale stanno portando l’Italia verso la situazione peggiore da sette anni a questa parte». Il prossimo segretario della Cgil ha anche accusato la Confindustria per aver «sostenuto e appoggiato molte delle scelte del governo».
      L’imminente uscita di Cofferati ridà intanto la carica alla minoranza dei Ds. Il «correntone» oggi incontrerà il segretario del partito, Piero Fassino, e lo incalzerà sul no alla guerra all’Iraq e sulla richiesta di una conferenza programmatica: due iniziative di ispirazione cofferatiana, che sono una sfida alle posizioni del gruppo dirigente diessino.
Enrico Marro


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