“Cgil” «Va bene Romano, facciamo ‘sto patto»

04/03/2006
    sabato 4 marzo 2006

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    �Va bene Romano, facciamo ’sto patto�

      I delegati Cgil chiedono una politica di rottura rispetto alla destra. �Nessuna cambiale in bianco
      Vigileremo sull’attuazione degli impegni presi�. Le donne: si � dimenticato la laicit�…

        di Felicia Masocco
        inviata a Rimini

          IL MANDATO – Nel linguaggio che parlano i sindacalisti quando si ritrovano tra loro, il �mandato a chiudere� � il via libera a fare qualcosa, a firmare un accordo, a realizzare un programma. Ieri il popolo della Cgil ha dato il suo mandato a Romano Prodi che parlando a Rimini ha restituito centralit� al lavoro e ai diritti.

            E se Berlusconi ha firmato il contratto con gli italiani da Bruno Vespa, il delegato di Bologna Luca Petrucci si � fatto firmare dal candidato premier una copia del programma dell’Unione, il suo personalissimo "contratto" . Qualcosa di pi� dell’autografo chiesto da Paola Buccianti, delegata di Milano, che ha ottenuto una dedica sull’agenda. Seduto in prima fila Prodi non si � fatto pregare. Aveva gi� avuto la prima ovazione entrando in sala, tutti in piedi. L’altro applauso, di tre minuti, arriver� quando la segretaria confederale Carla Cantone lo chiama al palco.

              Il leader del centrosinistra ha in mano 21 cartelle, le legger� con pochissime variazioni, ha scelto gli argomenti e le parole per rivolgersi a una platea esigente poco incline a lasciarsi incantare dalla propaganda. L’assenza di retorica, la scelta di parlar chiaro riconoscendo al lavoro la sua centralit� e al sindacato il suo ruolo, saranno alla fine molto apprezzati dal popolo cigiellino che non ne pu� pi� di "parole in libert�", dei diritti scambiati con i "bisogni", logica secondo cui – e Prodi lo ha detto- -"le dame di carit� sono pi� utili del sindacato". Forte applauso anche in questo passaggio. Ma il primo ha sottolineato il riferimento al "salario medio degli operai" che non basta ad arrivare a fine mese. Ancora: la politica dei due tempi non � possibile, e il no ai condoni, agli arricchimenti facili, all’evasione fiscale.

                Una a una i delegati riconoscono le loro parole d’ordine e le estrapolano col battimani, alla fine la soddisfazione prevarr� di gran lunga sulle riserve. "Sono soddisfatto perch� ha detto molte cose in sintonia con quello che � scritto nelle nostre tesi – dice Daniele Quiriconi delegato di Pistoia -. E’stato equilibrato, non ha fatto un discorso da campagna elettorale". "E’ stato pacato ma determinato", sintetizza Franca di Gennaro del Slc, "serio e schietto" . Bene cos� anche per Piero Burchi dello Spi "ci ha dato molte risposte. E’importante quello che ha detto sulla mia categoria (i pensionati, ndr), si � impegnato per la legge sulla non autosufficienza, � un problema enorme".

                  Ognuno riconosce il proprio, ma la proposta del diritto di cittadinanza ai figli degli immigrati � patrimonio comune. Come gi� era accaduto con la relazione di Epifani quando ha proposto lo "ius soli" anche Prodi ha ottenuto su questo un fortissimo applauso. Non � poco in tempi di Cpt-lager e di immigrati picchiati. "E’un passo avanti straordinario", dice Enrico Moroni dell’ufficio vertenze dell’Inca. "Certo, se il centrosinistra vince dovr� vedere in che stato verr� lasciato il paese". Gi�. Sar� allora che si vedranno i fatti "Noi li misureremo", dice Federico Libertino delegato della Filt. "Prodi ha dato risposte importanti sulle questioni sollecitate da Epifani. Sulla politica fiscale ha preso un impegno concreto. Ha parlato di difesa dei diritti e della loro estensione . E dopo cinque anni con il sindacato tenuto fuori dalla porta lui qui ne ha riconosciuto il ruolo".

                    Se sul migrante-cittadino l’apprezzamento � stato corale, in molti hanno notato che Prodi non ha parlato della guerra, della pace, del ritiro delle truppe dall’Iraq "non ha affrontato questi temi -afferma Ermes Riva delegato della Lombardia – ha fatto un discorso tutto centrato sull’economia e il lavoro. Io sono soddisfatto". "Per me la pace � una questione fondamentale – aggiunge Alessandro d’Amore, di Chieti – ma so che il programma � frutto di mediazioni". Pi� severe le donne. Filomena Mangieri e Maria Itria Argiolas sono entrambe delegate della Sardegna, a loro il bonus per i figli non piace "� assistenza", dicono, "preferiamo avere casa e lavoro, poi i nostri figli li cresciamo noi". Elena Lattuada, lombarda, avrebbe apprezzato un accenno alla laicit� dello Stato, "un nodo a cui non si pu� fuggire".