“Cgil” Un patto fiscale per salvare il Paese

01/03/2006
    mercoled� 1 marzo 2006

    IL DOSSIER I

    La proposta: un patto fiscale per salvare il Paese

      di Felicia Masocco

        � il quindicesimo congresso, quello del centenario, il primo guidato da Guglielmo Epifani, della Cgil �grande meticciato� che dall’alto dei suoi cent’anni conferma e rilancia i valori della confederalit�. Di nuovo a Rimini, come quattro anni fa, ma allora si tenne alla Fiera Vecchia, oggi alla Fiera Nuova. E se allora c’era da dare �futuro ai diritti� difenderli dall’attacco della destra, oggi c’� da Riprogettare il paese, dove il �Ri� � scritto in rosso, una specie di parentesi quasi che nel progetto si debba cominciare ex novo.

          Uno slogan che � insieme necessit� e speranza quello scelto per il congresso nazionale della Cgil al via oggi. Aprendo i lavori Epifani traccer� il bilancio fallimentare di una politica che non ha creato ricchezza, che non ha fatto crescere il paese che ha fatto aumentare le diseguaglianze. L’Italia che esce da questa legislatura �si definisce per negazione�, per quello che non � pi�. E se questo � il quadro, un po’ di maquillage non pu� bastare. Serve un progetto, e lavoro, saperi, diritti e libert�, sono le fondamenta su cui costruire. Ma c’� poco da cambiare se non cambia la guida del paese.

            Tra poco pi� di un mese ci saranno le elezioni, era previsto, ma la Cgil ha deciso di tenere comunque il suo congresso alla scadenza naturale, di decidere prima e a prescindere dall’esito delle urne la rotta da tenere. Con l’impegno a tenerla in ogni caso perch� se il cambio della guardia a Palazzo Chigi � condizione necessaria per riprogettare il paese, da sola non � sufficiente. Quattro anni fa nessun politico prese la parola dal palco, venerd� alla Fiera Nuova interverr� Romano Prodi, come dire, se per molti in Cgil non esistono �governi amici�, mandare a casa Berlusconi � una priorit�.

              Si apre un congresso tutto politico, per il contesto in cui va a cadere, per i nodi al pettine a cominciare proprio dal rapporto con il centrosinistra. Se vincer� le elezioni si ritrover� sul tavolo la richiesta di un �patto fiscale con un forte connotato etico�, cuore della proposta delle tesi congressuali che, in estrema sintesi, punta all’equit� redistributiva utilizzando la leva fiscale, punta a fare in modo che la fetta di paese che in questi anni si � arricchita di pi� venga ora chiamata a fare la sua parte, contribuisca al reperimento delle risorse che servono. Epifani dir� che ai lavoratori ai pensionati, ai precari non si possono chiedere ulteriori contributi. E dir� no alla �politica dei due tempi� cio� prima risaniamo poi si vedr�. �Sono circondato da tabelle che danno sconforto�, si � lasciato scappare nei giorni scorsi mentre al quarto piano del palazzone di Corso d’Italia scriveva la relazione.

                I conti e le previsioni di quasi tutti i centri studi dicono che si � messa una ipoteca sul futuro. A furia di condoni si � mandato un messaggio ai furbi e aperto un solco tra persona e persona. Per la Cgil sono diseguaglianze che verranno proiettate sugli anni a venire segnati dalle �gerarchie sociali� consolidate con buona pace di chi vorrebbe almeno provarci a risalire la �piramide�: i giovani, ma anche gli immigrati che scontano condizioni di assoluta inferiorit�. Gli immigrati, o meglio, i migranti saranno centrali nella Cgil che uscir� da questo congresso, Epifani proporr� di introdurre nella Costituzione lo ius soli, cio� il diritto di cittadinanza acquisito con la nascita. E la sostituzione della Bossi-Fini. Da sostituire � anche la legge 30 sul mercato del lavoro e la riforma della scuola: tre leggi che in comune hanno un contenuto ideologico inaccettabile. E in proposito sar� in questa sede, quella del congresso, che Epifani dar� un giudizio sul programma dell’Unione.

                  Oggi c’� attesa, quattro anni fa si era nel pieno di uno scontro feroce con il governo, lo stesso che appena insediato aveva recepito la direttiva europea sui contratti a termine escludendo la Cgil che non era d’accordo. Fu il suo primo atto, il primo a dar seguito a quel patto siglato nel marzo 2001 con gli industriali a Parma. �Sinergie� le chiam� Sergio Cofferati. Si era nel pieno delle lotte per la difesa dell’articolo 18, per impedire la decontribuzione previdenziale per i neo assunti. Contro quelle sinergie Cofferati propose lo sciopero generale, Pezzotta e Angeletti scossero la testa. �� inopportuno�, disse il leader cislino. Ma non pass� inosservato che nel suo lungo intervento Pezzotta non cit� mai l’articolo 18. �Il metodo richiama il merito�, disse Epifani qualche giorno dopo, l’intervento di Pezzotta lasciava pensare che nella Cisl ci fosse stato un cambiamento di linea. Il Patto per l’Italia che arriv� cinque mesi dopo conferm� l’ipotesi. Al quattordicesimo congresso si consum� una clamorosa rottura tra le confederazioni, e pensare che un giorno prima – �mediatore� Gianfranco Fini – era stato raggiunto l’accordo unitario sul pubblico impiego.

                    Fu proprio Guglielmo Epifani, con un intervento fuori programma a rispondere con passione e grinta a Pezzotta e Angeletti, fu il suo discorso di investitura. La nomina ufficiale arriv� il 20 settembre. Il lavoro di ricucitura con Cisl e Uil cominci� praticamente subito. Oggi alle altre due confederazioni Epifani proporr� di lavorare insieme ad una �carta dei valori del sindacalismo confederale�. Sar� ancora un forte appello all’unit� e insieme il tentativo di uscire dalle visioni cristallizzate del �pluralismo convergente� su cui batte Savino Pezzotta e l’unit� come �valore� patrimonio della Cgil.

                      Un lavoro di ricucitura, favorito dal cambio della guardia a viale dell’Astronomia, Guglielmo Epifani l’ha fatto anche con Confindustria. La prima mano fu tesa a Luca di Montezemolo alla conferenza dei quadri e delegati a Chianciano, nel maggio 2004. A Serravalle Pistoiese, nel luglio successivo, emersero le �consonanze� dei due, soprattutto sulle preoccupazioni sui timori per l’economia. �� nato un idillio�, si disse. Si esagerava. Una settimana pi� tardi il segretario della Cgil sbatt� la porta di viale dell’Astronomia dopo il tentativo di Confindustria di metterlo davanti al fatto compiuto sulla riforma del modello contrattuale. E riaffior� la rottura con Cisl e Uil.

                        L’argomento �contratti� rimane di stretta attualit�. Oggi Epifani difender� con forza il valore del livello nazionale mettendolo anche in rapporto con l’unit� del paese. � materia sensibile: per il pressing delle imprese, che insistono col volere una riforma; per le divisioni con Cisl e Uil; e per le divergenze all’interno della stessa Cgil. Il XIVesimo congresso si chiuse con la convergenza in un documento unitario: si era svolto su due mozioni, quella della maggioranza ebbe l’82% dei consensi, quella della sinistra di �Lavoro societ�-Cambiare rotta� il 18%. Per la prima volta dal 1986 queste assise poggiano su un documento unitario (a tesi). Sulle politiche contrattuali (tesi 8) � stata presentata una proposta alternativa da Gianni Rinaldini, Giorgio Cremaschi e altri esponenti della sinistra che ha raccolto il 15% dei consensi. Sulla tesi 9 (la rappresentanza) una proposta � stata presentata anche da Giampaolo Patta (10%), il quale per� ha stretto un patto con il segretario generale. Al momento la nuova minoranza non � formalizzata, ma i firmatari chiedono di non ignorare il nuovo pluralismo. �I pluralismi in Cgil sono molti�, per Epifani, che al congresso della Fiom ha bruscamente richiamato l’organizzazione dei meccanici (�Non ci siete solo voi�). Insomma, spazio a tutti, ma � il momento che anche la pi� conflittuale delle categorie torni nei ranghi. �Per la Cgil non esiste pi� il primato di un’idea della cittadinanza fondata solo sul lavoro, ma un po’ prima e un po’ dopo di questa c’� una cittadinanza pi� vasta, che la comprende�. La Cgil che ha in mente Epifani �� un grande meticcio� che affacciato al suo secondo secolo di vita ha davanti la difficile scommessa di misurarsi con un mondo nuovo e restare coerente con gli ideali di giovent�.