Cgil: un patto con Confindustria

17/05/2004


SABATO 15 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 29 – Economia
 
 
La protesta del pubblico impiego sarà anche contro la riforma delle pensioni.
Rinaldini, mano tesa a Fim e Uilm
Cgil: un patto con Confindustria
Epifani apre a Montezemolo e minaccia lo sciopero generale

DAL NOSTRO INVIATO
RICCARDO DE GENNARO


    Chianciano – Lotta senza quartiere al governo che, se continuerà a chiudere le porte al sindacato, dovrà fare i conti anche con un nuovo sciopero generale; ricerca di un terreno comune con Confindustria per individuare le linee di una nuova politica industriale che consenta all´Italia di uscire dalla stagnazione. Dopo aver formalmente inaugurato la "stagione delle convergenze" con Cisl e Uil, il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, apre anche agli industriali, perchè «nello spazio pubblico – teorizza – non ci sono muri che dividono, ma soltanto presenze e posizioni autonome».
    Nell´intervento che conclude l´assemblea dei delegati di Chianciano, Epifani annuncia in primo luogo che lo sciopero nazionale del pubblico impiego, in programma venerdì, avrà tra i suoi obiettivi, oltre alla chiusura dei contratti, anche lo stop alla delega previdenziale dopo il ricorso del governo al voto di fiducia, «un atto di grande arroganza e, insieme, di estrema debolezza». Se poi il governo continuerà a rispondere negativamente alle proposte dei sindacati non è escluso un nuovo sciopero generale, che prenderebbe le mosse anche dall´eventuale giudizio negativo sul prossimo Dpef.
    Quanto al patto con Confindustria, la Cgil – definita da Epifani «una forza serena, matura, determinata» – propone un approccio graduale. Dapprima è necessario verificare le aperture ai sindacati di Luca Montezemolo in occasione del suo discorso di investitura nell´assemblea della Confindustria il 26 maggio. Poi, in caso di conferma di queste aperture, Cgil, Cisl e Uil proporranno l´avvio di «un confronto ravvicinato» con gli industriali per un «aggiornamento» del documento strategico su innovazione, infrastrutture e Mezzogiorno messo a punto l´anno scorso con Viale Astronomia, ma «rimasto lettera morta per colpa del presidente D´Amato, che non si è mai attivato con il governo sui quei punti». Epifani – che è contrario all´idea del governo di trasformare in prestiti gli incentivi alle imprese – auspica idee condivise e un´analisi comune. «Il resto verrà dopo», dice Epifani, che esce da Chianciano rafforzato.
    È un trionfo, però, anche per il leader della Fiom, Gianni Rinaldini, che ha condotto in porto con successo la vertenza di Melfi (da ieri i lavoratori votano l´intesa). Il nuovo clima unitario lo spinge, dopo quattro anni di accordi separati, a tendere la mano a Fim e Uilm: «Se il loro sì al referendum a Melfi è un sì all´idea di referendum di mandato di chiusura delle intese, allora è possibile aprire insieme un percorso nuovo e diverso». Nel frattempo, Rinaldini lancia l´allarme per Mirafiori: «Con 800 auto e 16mila dipendenti va alla chiusura». Rinaldini teme «una raffica di lavoratori messi fuori» e lo «spezzatino» della Fiat. «Non è più stagione nè di piattaforme nè di contratti separati – dice a Rinaldini il leader dei moderati della Cgil, Agostino Megale – il grande messaggio di questa assemblea è lavorare per rendere più forte l´unità sindacale».