Cgil: sui contratti a termine subito risposte da Confindustria

19/04/2001

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La Cgil: sui contratti a termine
subito risposte da Confindustria

Mentre il ministro Bersani dimezza lo sciopero dei ferrovieri in programma sabato prossimo

RICCARDO DE GENNARO


Roma – «Non abbiamo alcuna intenzione di fare il replay del 5 marzo». La Cgil chiede alla Confindustria di dire – prima dell’incontro di domani – se accetta le sue condizioni per il ritorno al tavolo della trattativa sui contratti a termine. «Siccome ci ha invitato a tornare al tavolo vogliamo sapere – dice il segretario confederale Giuseppe Casadio – se è cambiato qualcosa dal 5 marzo, perché in caso contrario non ci muoveremo dalla nostra sede: sarebbe assolutamente inutile». Sentendosi inascoltata, il 5 marzo la delegazione della Cgil, guidata da Sergio Cofferati, decise di abbandonare il tavolo del confronto.
In teoria, l’incontro di domani dovrebbe servire per la ripresa del dialogo tra le parti sociali sui contratti a tempo determinato, dopo la denuncia da parte della stessa Cgil di un accordo «domenicale» raggiunto da Cisl, Uil e Confindustria ai fini di un «avviso comune» da sottoporre al prossimo governo per il recepimento della direttiva europea. Ieri, però, la Cgil ha inviato una nota a viale dell’Astronomia e alle altre organizzazioni imprenditoriali nella quale dice di constatare che «la vostra comunicazione dello scorso 12 aprile non contiene alcun riscontro positivo alla nostra, inoltratavi il giorno precedente, con cui vi abbiamo proposto una precisa agenda di argomenti da affrontare in un prossimo eventuale incontro: la mancanza di vostre più esplicite comunicazioni nelle prossime ore, sarà da noi intesa come indisponibilità al confronto».
La Cgil non lo dice, ma è chiaro che – per fare saltare i piani di Cisl, Uil e Confindustria – conta sulla spaccatura del fronte imprenditoriale, in larga parte escluso dall’intesa sotterranea a tre. Che cosa accadrà domani? L’incontro salterà, oppure la Confindustria deciderà – come ha ripetuto spesso in passato il suo presidente – di andare avanti comunque con chi ci sta? Il rischio, tuttavia, è che a non starci, ora, non sia soltanto la Cgil, ma anche alcune organizzazioni imprenditoriali, come la Confcommercio, la Fabi (banche), la Lega Coop, una o più confederazioni dell’artigianato. «A questo punto sarebbe meglio far slittare tutto a dopo le elezioni per non far precipitare le cose», propone il presidente della Confesercenti, Marco Venturi. Mentre Cisl e Uil manifestano irritazione per l’atteggiamento della Cgil e fanno capire che sono prontissime a firmare un accordo separato, la Confindustria per ora tace: la risposta potrebbe arrivare nella giornata di oggi.
Sempre sul fronte sindacale, il ministro dei Trasporti, Pier Luigi Bersani, ha intanto ordinato la riduzione degli scioperi delle ferrovie e dei marittimi proclamati da Ucs (capistazione) e Fisast e previsti dalle 21 di sabato prossimo alle 21 di domenica: come nel caso di un precedente sciopero dei ferrovieri dell’Orsa, il ministro ha disposto con un’ordinanza l’anticipo della ripresa del servizio alle 14,30 di domenica.