Cgil: «Subito una nuova sanatoria»

18/05/2005
    mercoledì 18 maggio 2005

      Cgil: «Subito una nuova sanatoria»
      Immigrazione: seguiamo Zapatero, riapriamo la regolarizzazione

        Maristella Iervasi
        Roma

        NUOVI DIRITTI Una sanatoria per 500mila migranti sul modello Zapatero; una nuova legge sull’immigrazione «perchè la xenofoba Bossi-Fini è da cancellare e la Turco-Napolitano è superata»; un permesso di soggiorno per ricerca occupazione; la chiusura dei Centri di permanenza temporanea e una vertenza nazionale sul lavoro che metta al centro della contrattazione anche le discriminazioni nei luoghi di lavoro. Queste in sintesi le battaglie-proposte del sindacato Cgil per il lavoro ed i diritti delle frontiere dell’immigrazione (slogan dei lavori della terza Conferenza nazionale Cgil che si chiude oggi al Palalottomatica di Roma con le conclusioni del segretario Guglielmo Epifani). E come i Ds, anche il primo sindacato italiano punta ad avere immigrati-dirigenti (il 7-8% dei tesserati sono stranieri).

          Con il centrodestra il sindacato ha aperto una vertenza già da tempo. «Ma il ministro Pisanu continua ad ignorarci», sottolinea Piero Soldini, responsabile immigrazione del sindacato. Così ecco il pacchetto-proposte Cgil per tamponare l’emergenza migranti. E che sarà utile anche all’Unione per il programma di governo.

            Dal Palalottomatica arriva l’allerta per i bambini sfruttati. «In Italia ci sono 480-500mila bambini tra i 7 ed i 14 anni che vengono impiegati illegalmente nel mondo del lavoro (410mila italiani, il resto stranieri)», sottolinea Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil. Che spiega: due anni fa i minori sfruttati erano 350 mila, «secondo una nostra stima ora questo dato è cresciuto e risente dell’abbandono scolastico che fra i minori italiani è del 20% (sull’intera popolazione scolastica) e che sale al 30% tra gli immigrati».

              Riaprire la regolarizzazione per 500mila persone, come è stato fatto in Spagna. A lanciare la proposta (il ministro Pisanu ha detto nei giorni scorsi che non ci sarà nessuna sanatoria) è stato Soldini in apertura dei lavori. «L’ultimo decreto di quest’anno – ha spiegato – ha messo in luce ancora di più il fallimento delle politiche del governo: a fronte di 79.500 posti per extra europei (veri) e 79.500 posti per neo europei (finti) si sono prodotte circa 350.000 domande, forse anche di più. Ma il governo, come sempre, tiene nascosti i numeri». Secondo il responsabile immigrazione della Cgil nazionale, il 90% delle autorizzazioni all’ingresso riguardano persone che lavorano in Italia da tanti anni. E lo dimostra il fatto che la richiesta è stata presentata dal datore di lavoro con un contratto già firmato. «Se il governo non riapre la regolarizzazione vuol dire che non ha a cuore la lotta al lavoro nero. E si mette al servizio dell’economia illecita». E ancora: una battaglia in Italia e in Europa per rivendicare l’istituzione di un permesso di soggiorno per ricerca occupazione. «È l’architrave – si legge nella relazione di Soldini – di un’altra politica per l’immigrazione aperta e legale».

                La Cgil rilancia (assieme a numerose associazioni) la campagna popolare per la ratifica della Convenzione Onu sui diritti dei migranti e quella sull’estensione della cittadinanza europea a tutti coloro che vivono e risiedono nell’Ue. Intanto ieri è stato illustrato il III rapporto Ires-Cgil: «Immigrazione e sindacato: lavoro, discriminazione, rappresentanza». Ad illustrarlo alla stampa Agostino Megale. Risultato: si respira ancora nel nostro paese un clima diffuso di ostilità verso gli immigrati nei rapporti sul lavoro. E le donne migranti diventano «vittime» di una sorta di doppia discriminazione.