Cgil: stop alle lobby; «tetto» per i manager

12/11/2007
    sabato 10 novembre 2007

      Pagina 2 – Economia

        COMPENSI

          Cgil: stop alle lobby
          «tetto» per i manager

            «La riformulazione ci sarà, ma senza la bollinatura di Salvi e Villone non se ne parla proprio». Così Cesare Salvi spiega lo stato dell’arte dell’emendamento sul «tetto» ai maxi-stipendi di manager e dirigenti pubblici. Anche Villone, l’altro firmatario della proposta, parla di «qualche limatura, ma l’impianto dovrà restare, altrimenti niente voto». Stando a indiscrezioni si starebbe lavorando su due modifiche al testo attuale, che già esclude dal «tetto» di 270mila euro lordi annui gli artisti e le prestazioni professionali della Rai. La prima modifica punterebbe ad escludere dalla norma i presidenti (solo loro, non altri memebri della presidenza) delle Authority. Trattandosi di organismi indipendenti dal governo, non sembra opportuno far rientrare questi casi nelle 25 deroghe (già previste dal testo) a discrezione dell’esecutivo.

            Altro tema da studiare è una norma transitoria, che consenta l’abbassamento dei compensi senza incorrere in possibili ricorsi. Si studia un «taglio» graduale per chi sfora la soglia. Ma proprio sulla gradualità potrebbero sorgere intoppi in sede di riscrittura: c’è chi parla solo di pochi mesi di transitorietà, chi di anni. Sta di fatto che l’idea di indebolire il tetto non è piaciuta al sindacato. «Sarebbe gravissimo se, sotto le pressioni delle lobbies, la maggioranza dovesse fare marcia indietro sull’articolo che fissa il limite alle retribuzioni dei dirigenti e manager pubblici – ha dichiarato ieri il segretario confederale della Cgil Paolo Nerozzi – Il tetto alle retribuzioni è un segno di equità e di una finanziaria di redistribuzione». La riformulazione arriverà la prossima settimana, ma dai piani alti della Rai sono tornate le bordate. Parlando a Tg24 il direttore generale dell’emittente pubblica Claudio Cappon ha ribadito il suo no. ad una norma «che penalizzerebbe il servizio pubblico». «Un amministratore unico lo si troverebbe sul mercato a 270 mila euro?», si è chiesto. Ma forse neanche un consulente legale o finanziario si troverebbero tanto facilmente: con questo argomento via la Rai e via tutti. Addio tetto.

          b. di g.