Cgil: sono 350mila i baby-lavoratori

02/11/2000

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Giovedì 2 Novembre 2000
italia – lavoro
Cgil: sono 350mila i baby-lavoratori

ROMA In Italia ci sono 350mila baby-lavoratori. Al Sud, ma anche al Centro e al Nord: bambini che non vanno a scuola e che lavorano tutto il giorno oppure che la mattina vanno a scuola e, nel pomeriggio, lavorano.

A lanciare un nuovo allarme sullo sfruttamento minorile è il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati. Ben 350mila piccoli lavoratori sono stati "scovati" nel corso di un’inchiesta, condotta dalla Cgil, durata due anni, che ha coinvolto decine di esperti e ricercatori e che racconta le storie di oltre 600 bambini impiegati illegalmente nel nostro Paese.

I risultati dell’inchiesta sono stati raccolti in un volume che sarà presentato la prossima settimana e del quale il leader della Cgil ha scritto l’introduzione.

Quello del lavoro minorile — scrive Cofferati — «è un fenomeno che sta mutando la sua fisionomia e che incontriamo non solo al Sud, ma anche al Centro e al Nord d’Italia».

«In quest’ultima realtà — insiste — è l’ignoranza, non il bisogno, a fare da leva. Si tratta di modelli culturali da combattere: l’autonomia economica dalla famiglia estesa anche ai bambini; l’idea che il lavoro sia meglio della scuola». «Nell’uno come nell’altro caso c’è una corrispondenza visibile tra il fenomeno del lavoro minorile illegale e quello del lavoro nero — sostiene Cofferati. È quasi un automatismo: laddove le condizioni socioeconomiche favoriscono lo sviluppo di un’economia sommersa, laddove spesso i bambini non completano l’iter scolastico o c’è il lavoro minorile o c’è la delinquenza minorile».