“Cgil” Sindacati divisi sui contratti

04/03/2006
    venerd� 3 marzo 2006

    Pagina/Economia

    Sindacati divisi sui contratti, riforma al palo

    DALL’INVIATO
    Giusy Franzese

      Rimini. – Il clima � cordiale. I toni sono amicali. Dal �care compagne, cari compagni� ripetuti pi� volte da Luigi Angeletti, al �ringrazio di cuore Guglielmo� incipit dell’intervento di Savino Pezzotta. Ma la sostanza � cruda: sulla riforma dei modelli contrattuali Cisl e Uil sono in disaccordo con la Cgil di Epifani. Le posizioni sono lontanissime. Cos� distanti che il leader della Uil, il primo tra i due a prendere la parola davanti ai 1.200 delegati della Cgil riuniti nel loro quindicesimo congresso, ritiene inutili i tentativi di avvicinamento. Basta tavoli, basta trattative: �Per quale motivo dobbiamo continuare a discutere se abbiamo gi� detto tutto, e in buona fede? Lasciamo perdere. Senza drammi�. Non per questo Angeletti rinuncia a ribadire la posizione della Uil sull’argomento: �Per noi il modello del ’93 non c’� pi�. � stato ottimo quando bisognava disinflazionare i salari. Adesso � una micidiale macchina che garantisce la perdita del potere d’acquisto�. La soluzione? Il contratto nazionale deve rimanere �perch� � l’unico in grado di difendere l’invarianza del salario reale, inteso come salario netto, e deve valere da Bolzano a Caltanissetta�, ma per effettuare una vera redistribuzione della ricchezza, l’attenzione si deve spostare sul potenziamento del contratto di secondo livello.

        La pensa cos� anche il numero uno della Cisl. Epifani? �La sua � una posizione troppo timida e prudente�. Il modello del ’93 � datato: �Se per rinnovare i contratti ci vogliono tredici mesi per i metalmeccanici e 24 mesi per il pubblico impiego vuol dire che qualcosa non funziona. Ma nessuno – chiarisce – vuole mettere in alternativa contrattazione nazionale e decentrata�. Per la Cisl � necessaria �una diversa articolazione, con pi� spazio e pi� protagonismo alla prima linea sindacale�, i delegati di fabbrica. In base al principio che �la produttivit� va contrattata e distribuita a livello di azienda e territorio�. A differenza di Angeletti, per�, Pezzotta non demorde. E annuncia che continuer� a �insistere� per trovare un’intesa con la Cgil. �Quello che non riusciamo a fare per virt�, riusciremo a farlo per necessit�. Anche perch� – secondo lui – altrimenti diventa difficile portare avanti la proposta avanzata l’altro giorno da Epifani sul nuovo patto fiscale. �� un’esigenza che sicuramente c’� concorda il segretario generale della Cisl, �ma ci appare complicato affrontare la questione fiscale senza produrre cambiamenti nel modello contrattuale che nel suo essere � il primo strumento di redistribuzione del reddito�.

        A parte la questione dei contratti, Pezzotta dice di �condividere in larga parte l’analisi di Guglielmo sulle difficolt� del Paese che arretra�. E il giudizio della Cisl sulla legislatura che si sta chiudendo �� fortemente negativo�. Detto questo precisa, lanciando una frecciatina all’Epifani schierato con l’Unione: �Non accetto la logica del governo amico. Dopo le elezioni, chiunque sar� chiamato a governare, deve sapere che si trover� un sindacato responsabile ma non remissivo�. �Non si pu� chiedere alla sola Cgil di cambiare posizione. Sui contratti, dopo le elezioni, bisogna riaprire un confronto franco e leale�, replica la segretaria confederale della Cgil Carla Cantone. Tuttavia anche nel sindacato di Corso Italia iniziano a venire alla luce le prime crepe sulla questione del modello contrattuale. Non tutti sono sulla posizione di immobilismo di Epifani.

        Non lo � Ivano Corraini, segretario generale della Filcams-Cgil (lavoratori commercio e turismo). �L’esperienza fatta sulla base dell’accordo del ’93 – ha detto nel suo intervento – ci dice che � stato sacrificato il secondo livello. Un nuovo modello contrattuale � indispensabile�.