“Cgil” Sindacati d’accordo: «Berlusconi è stato un fallimento»

03/03/2006
    venerd� 3 marzo 2006

    Pagina 8 – Congresso Cgil

      Sindacati d’accordo: �Berlusconi � stato un fallimento�

        Pezzotta e Angeletti al congresso Cgil
        Posizioni lontane sui �nuovi� contratti

          di Felicia Masocco
          inviata a Rimini

            BOCCIATO Non esistono �governi amici�, ma su quello uscente il giudizio � senza appello, �� fortemente negativo� dice Savino Pezzotta, senza distinguo di alcun tipo. E prima di lui Luigi Angeletti aveva individuato negli inquilini di Palazzo Chigi gli autori di un �disastro�. Al congresso della Cgil si chiude una stagione sindacale, il governo � bocciato anche da chi l’aveva riconosciuto come un interlocutore. Gli occhi sono puntati su quello che verr�, i leader di Cisl e Uil hanno molto da chiedere.

              Coerente con la propria vocazione concertativa, Pezzotta si dice disponibile al confronto e riconosce nel �patto fiscale� proposto da Epifani molte �assonanze� con il patto di legislatura lanciato dalla Cisl all’ultimo congresso. Un patto da farsi qualsivoglia sia l’esito delle urne e questa � una prima differenza con la Cgil che invece propone di farlo col governo che ci sta. La seconda differenza � che per via Po l’accordo deve contenere anche la riforma contrattuale. E qui le convergenze cessano. Non solo con la Cgil che ha chiesto alle altre due confederazioni �la pazienza per ricercare posizioni unitarie� prima di aprire la trattativa con gli industriali. Ma anche con la Uil che ieri con il segretario generale ha preso atto che se non c’� una posizione comune �meglio lasciar perdere�. Dunque la Uil, dopo l’Ugl, va ad ingrossare le fila di chi non � disposto alle barricate per avere ora e subito la riforma del modello contrattuale.

                La giornata ha dunque smentito gli annunci della vigilia che volevano la replica della rottura che si consum� quattro anni fa proprio a Rimini. Se � vero che sul merito Pezzotta non � arretrato di un passo circa la necessit� di rivedere gli accordi del ’93 �inadatti alle nuove sfide del lavoro e della produzione�, � altrettanto vero che a differenza di altre occasioni anche recenti ha abbandonato i toni ultimativi. �Sono d’accordo ad approfondire i temi posti da Epifani – ha detto – ma con molta chiarezza e non confondendo la pazienza, che � una virt�, con l’immobilismo, che � un vizio�. Insomma, la Cisl vuole cambiare ma sa che non pu� andare da sola a trattare con gli industriali. La loro proposta �non ci piace – chiarisce Pezzotta -. Noi non abbiamo mai pensato al superamento del contratto nazionale�. Il risultato � che quella riforma, che da mesi sembra sia dietro l’angolo, si allontana lasciando la Confindustria pi� isolata.

                  L’esito del dibattito � accolto con favore dalla Cgil �sul contratto registriamo diversit� – riconosce la segretaria confederale Carla Cantone – ma � importante che sia stato colto il significato della nostra disponibilit� a discutere per ricercare una posizione comune e che non si pu� chiedere solo alla Cgil di cambiare�. Il confronto riprender� dopo le elezioni.
                  Intanto le diverse anime cigielline dibattono. I termini per la presentazione delle liste per l’elezione del direttivo scadono oggi alle 13. Sarebbe in dirittura d’arrivo un accordo. Per evitare liste separate verrebbero assegnati 120 posti alla maggioranza, 23 a Patta e 18 a Rinaldini.

                    Oggi intanto interverr� lo stesso Rinaldini che sui contratti ha presentato una tesi alternativa a quella di Epifani. Ieri ha detto la sua il segretario della Filcams Ivano Corraini il quale ritiene che �un nuovo modello contrattuale sia indispensabile� marcando una differenza con quanto pensa la maggioranza dell’organizzazione ribadito dalla stessa Cantone. �Confindustria pensa di tamponare le crisi con nuovi modelli contrattuali – ha attaccato la sindacalista-. Noi non siamo disponibili ad accettare l’idea che globalizzazione e delocalizzazione si governino riducendo diritti e salari. Capisco la delusione di Bombassei, ma non mi adeguo�.
                    Tornando alla proposta da avanzare al nuovo governo, l’ipotesi di un patto non convince Luigi Angeletti �perch� – spiega -presuppone uno scambio�. �Noi non abbiamo nulla da scambiare: abbiamo un credito, i lavoratori devono essere risarciti�. Le risposte del centrosinistra arriveranno questa mattina con l’intervento di Romano Prodi.