Cgil, sciopero il 25 giugno contro i tagli del governo

10/06/2010

Lo sciopero generale della Cgil era stato annunciato, ieri è arrivata la proclamazioneda parte del Direttivo che lo ha approvato all’unanimità. Si farà il 25 giugno, la novità sta nel fatto che i lavoratori pubblici si fermeranno l’intera giornata mentre quelli privati per almeno quattro ore. Manifestazioni si terranno in tutta Italia. NON SI PUÒ STAR FERMI Il sindacato di Corso d’Italia resta convinto che la manovra sia «iniqua e sbagliata», fortemente sbilanciata su una parte del paese a cui verranno chiesti pesanti sacrifici. E, se non basta, rischia di non servire alla ripresa, anzi di deprimerla ulteriormente. Particolarmente penalizzato è il lavoro pubblico, la scuola, la sanità: loro scenderanno in piazza a Roma sabato prossimo.
Lo sciopero matura in un crescendo di polemiche. Durissime quelle della Cisl che da giorni arringa Epifani e il suo sindacato «che non ha mai spostato una virgola», «la sua politica è da Grecia»,ha affermato Raffaele Bonanni. Contrario anche il segretario della Uil, Luigi Angeletti. Contraria, ovviamente la Confindustria. «Io non lo farei. Se fossi Guglielmo Epifani non l’avrei proclamato. Ma non sono il segretario della Cgil», ha detto la presidente Emma Marcegaglia, premettendo che «la Cgil è libera di proclamare scioperi come e quando vuole. Ma – ha aggiunto – io credo che se questa manovra ha un difetto, è che i tagli dovrebbero essere ancora di più». La Cgil procede per la sua strada, convinta che non si può restare a guardare di fronte ai tagli al lavoro, ai servizi. Non stanno infatti a guardare i sindacati di tutta Europa che manifestano e scioperano in questi giorni contro il giro di vite dei governi. Lo fanno in Germania, in Francia, in Spagna. Non solo in Grecia. Non si può restare fermi mentre il peso «ricade tutto sulle spalle di chi lavora», come dice lo slogan per sabato.
LA SINISTRA IN PIAZZA
Alla manifestazione romana ci sarà anche il Pd. Ieri il segretario Pierluigi Bersani ha visto Epifani nel giro di incontri con le parti sociali per una valutazione sulla manovra. Condividono il giudizio, «è depressiva», non porta nulla alla crescita e toglie ai redditi medio-bassi. Per questo motivo i Democratici, che hanno promosso una loro manifestazione per il 19 giugno, sabato saranno in piazza con il sindacato. «Il partito democratico, che ha il lavoro come contenuto centrale della sua iniziativa politica» è sempre al fianco delle mobilitazioni sindacali che presentano proposte per lo sviluppo e la tutela dell’occupazione », spiega l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. «Il nostro auspicio – aggiunge- è che le iniziative siano sempre unitarie, ma nell’attuale contingenza questo appare un obiettivo irrealistico. Si tratta dunque di partecipare alle singole iniziative portando le nostre proposte e sottolineando gli elementi di convergenza sui contenuti. Questo vale per lo sciopero dichiarato dalla Cgil, come per le iniziative decise da Cisl e Uil». Parole che sono anche una risposta all’Idv che ha accusato il Pd di non avere una linea chiara su come schierarsi. «Noi abbiamo deciso di appoggiare senza se e senza ma lo sciopero della Cgil e anche quello dei magistrati », dice Antonio Di Pietro. Sostegno alle iniziative cigielline da Rifondazione comunista che, con Paolo Ferrero, chiede «a tutte le forze dell’ opposizione di fare una manifestazione unitaria, invece ognuno si ritaglia i suoi spazietti di piccolo cabotaggio, cosa che non serve a nulla».A fianco del sindacato anche Sinistra Ecologia Libertà che oggi tiene a Roma la sua iniziativa. Alle 17.30 in piazza del Pantheon. Concluderà il portavoce Nichi Vendola.