Cgil, sciopero generale a difesa dell´articolo 18

05/03/2010


Sacconi: "Non temo l´incostituzionalità". Fiat, possibile stop in tutta Europa

ROMA – Lo sciopero generale proclamato dalla Cgil per venerdì prossimo, 12 marzo, è destinato a diventare la prima mobilitazione a difesa dell´articolo 18. A proporlo è stata ieri la minoranza della confederazione ma ne hanno parlato anche i segretari confederali Fulvio Fammoni e Susanna Camusso. L´approvazione del "collegato lavoro" contenente la contrasta norma sul ricorso all´arbitrato in alternativa al giudice nelle controversie (licenziamenti compresi) tra imprenditore e dipendente, sembra aver riportato indietro le lancette dell´orologio. Si è tornati al 2002 con la Cgil in piazza da sola e con i toni delle polemica in progressiva ascesa. Otto anni dopo, tuttavia, si registra una Confindustria sostanzialmente defilata: ha parlato solo il vice presidente Alberto Bombassei per dire che gli industriali condividono il provvedimento anche perché ridurrà i tempi delle cause di lavoro.
Lo scontro è soprattutto tra Cgil e governo. Durissimo ieri il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: «Facciano ricorso alla Corte costituzionale, non lo temo per nulla». E poi: «Solo la malafede o l´ignoranza del Pd o della Cgil possono ipotizzare che queste norme riguardino l´articolo 18. Governo, Cisl, Uil e tutte le organizzazioni dei datori di lavoro ancora una volta la pensano diversamente». Insomma «i soliti noti», per il ministro. Replica di Guglielmo Epifani, segretario della Cgil: «Potrei dire che anche Sacconi è il solito noto, ma è una battuta da avanspettacolo, mentre bisogna ragionare sul merito».
Raffaele Bonanni (Cisl) e Luigi Angeletti (Uil) hanno ribadito che solo la contrattazione aprirà le porte all´arbitrato. Dunque nessun pericolo per i diritti dei lavoratori. Una tesi che ha portato il segretario della Fiom Giorgio Cremaschi a sostenere: «L´attacco del governo avviene con la totale complicità di Cisl e Uil».
L´unità sindacale per ora regge l´urto della complessa vertenza sullo stabilimento Fiat di Termini Imerese. Oggi ci sarà un nuovo incontro tecnico. Ma sarà «interlocutorio» ha fatto sapere il ministro dello Sviluppo, Claudio Scajola. E allora Fiom, Fim e Uilm si preparano a proclamare uno sciopero in tutti gli stabilimenti europei del gruppo prima del 21 aprile, quando l´ad Sergio Marchionne presenterà il piano industriale.