Cgil: scioperiamo uniti sui contratti; Cisl e Uil: vedremo

12/09/2002




        (Del 12/9/2002 Sezione: Economia Pag. 8)
        Cgil: scioperiamo uniti sui contratti.
        Cisl e Uil: vedremo
        Cresce lo scontro sugli aumenti programmati. Pensioni d´anzianità, allarme per la fuga

        ROMA
        Sui contratti del pubblico impiego la Cgil lancia un appello a Cisl e Uil per uno sciopero unitario contro il governo. I sindacati di Pezzotta e Angeletti prendono tempo, ma non escludono a priori la possibilità di una protesta a sostegno del rinnovo contrattuale, dopo il previsto incontro con l´Aran, l´agenzia contrattuale del governo per il comparto pubblico. Intanto, il ministro della Funzione Pubblica Frattini critica la Cgil, e ribadisce che il governo si atterrà agli accordi di febbraio: non è prevista alcuna revisione del tasso di inflazione programmata. Nei prossimi giorni la Cgil chiederà alle altre organizzazioni sindacali di concordare le «necessarie iniziative di lotta per sbloccare la situazione» dei rinnovi contrattuali nel pubblico impiego, spiega il segretario confederale della Cgil, Gian Paolo Patta, che giudica «gravi» le dichiarazioni del ministro per la Funzione Pubblica, Franco Frattini, secondo il quale sul tasso d’inflazione programmato per il 2003 (1,4%) non ci sono margini di trattativa. «I lavoratori – sostiene Patta – perderebbero in questo modo, nel biennio 2002/2003 redditi per 2,220 miliardi di euro (4300 miliardi delle vecchie lire). Un taglio delle retribuzioni reali che si aggiunge a quelli operati sul fiscal drag». Interlocutoria, ma non negativa, la replica di Cisl e Uil. «Non escludiamo lo sciopero, se la situazione rimane questa e se non si avviano le trattative – dichiara Antonio Foccillo, segretario confederale e responsabile Uil per il pubblico impiego – ma dipende molto dal governo». E se la convocazione tardasse, cosa fareste davanti a una richiesta della Cgil? «La prossima settimana ci sarà una riunione con le categorie e decideremo», è la replica. Più cauto Rino Tarelli, segretario generale della Fps-Cisl. «Siamo ancora in trattativa, aspettiamo la convocazione e poi valuteremo le risposte del governo: o ci capiamo o rompiamo, e a quel punto lo sciopero diventa uno strumento logico. Mentre tratto – sottolinea ? non proclamo scioperi». Tuttavia, nel merito, Tarelli critica duramente il governo: rispetto alle intese di febbraio «sono cambiati alcuni termini e condizioni fondamentali: non vogliamo rincorrere l’inflazione ma è inevitabile tenerne conto per i rinnovi. I continui richiami alla coerenza rivolti ai sindacati sono forzati e privi di senso». «Credo che proporre uno sciopero, come fa la Cgil, perché il governo intende applicare gli accordi in vigore, sia quantomeno sorprendente», replica il ministro Frattini. «Il governo – afferma – ha rispettato e continuerà a rispettare l’accordo del luglio 1993 e quello del febbraio 2002», e per quanto riguarda il tasso d’inflazione programmata, «non lo stabilisce né può modificarlo il ministro della Funzione pubblica; lo ha stabilito il governo, secondo indicatori e criteri ragionevoli e tenendo conto delle dinamiche in Europa». Intanto, al ministero del Welfare si studiano misure per limitare la «fuga» dei lavoratori aventi diritto verso le pensioni di anzianità. Tra le ipotesi – nessuna «punitiva» – si lavora per attuare la certificazione dei diritti acquisiti contenuta nella delega in Parlamento, che dovrebbe rassicurare contro il rischio di futuri tagli. Si progetta di incentivare la prosecuzione dell’attività lavorativa con forti sconti contributivi: si parla di uno sconto contributivo di 10 punti, di cui 1,5 a favore del datore di lavoro, che finirebbero piuttosto in busta paga. Infine, si pensa di consentire il cumulo totale tra reddito da lavoro e pensione di anzianità solo a chi rinvii di due anni il pensionamento anticipato.

        r. gi.