Cgil: Sacconi interpreta male lavoro a chiamata

14/07/2004



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LAVORO: CGIL, SACCONI INTERPRETA MALE LAVORO A CHIAMATA


13 Luglio 2004 13:27 ROMA (ANSA)

(ANSA) – ROMA, 13 LUG – La Cgil contro il sottosegretario al Welfare Maurizio Sacconi che, a suo avviso, avalla una interpretazione illegale del lavoro intermittente, introdotto dalla legge Biagi, pur di non ammettere il fallimento della legge stessa. Questo il duro giudizio della Cgil espresso in una nota congiunta da Claudio Treves, responsabile del mercato del lavoro, e Carmelo Caravella, segretario nazionale della Filcams. "A questo non si era ancora arrivati – affermano – un membro del governo che avalla un’interpretazione illegale pur di non ammettere il fallimento della legge da lui stesso voluta". Il sottosegretario Sacconi, partendo da un quesito posto dalla Fipe-Confcommercio (Federazione italiana pubblici esercizi), interpreta l’art. 37 del decreto legislativo 276/03 in modo da ritenere che "il lavoro intermittente per periodi predeterminati della settimana, del mese o dell’anno" non richieda necessariamente "una preventiva autorizzazione da parte della contrattazione collettiva". In realtà, sottolinea la Cgil, in quell’articolo non c’é una sorta di esenzione dall’autorizzazione per il lavoro a chiamata ma solo "il diritto alla corresponsione dell’indennità di disponibilità". Rimane valido il principio generale per cui è nel contratto nazionale che devono essere individuate "le esigenze di carattere temporaneo" che giustificano il lavoro a chiamata. (ANSA).