“Cgil” Rispetto sì, uniti no

03/03/2006
    venerd� 3 marzo 2006

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      CGIL. PEZZOTTA E ANGELETTI PARLANO AL CONGRESSO E GELANO EPIFANI

        Di Ettore Colombo

          Rispetto s�, uniti no. Addio pax sindacale

            Niente patto di legislatura con il governo amico, divisi sulla riforma contrat tuale, uniti solo contro la guerra in Iraq

              Rimini. Angeletti strappa il sorriso alla coppia Cremaschi-Rinaldini. Pezzotta preferisce soffermarsi sulle ragioni di fondo di un impegno ideale comune, pi� che sui profondi motivi di divisione che impediscono una piattaforma comune sulla riforma dei contratti. Ma i due leader di Cisl e Uil al XV congresso della Cgil, non hanno affatto risposto positivamente all’offerta di Epifani di un �accordo di legislatura� per affrontare i problemi del paese con il nuovo governo (quello amico, ovvio). Con modi affabili e cortesi, hanno declinato l’invito. In nome di una rigorosa concezione della loro autonomia ma anche perch� non vogliono legarsi mani e piedi in via preventiva a nessuno. Ma con forti differenze. La Uil chiede molto di pi�, in termini di aumento del potere d’acquisto dei salari reali e pensa che �i lavoratori non abbiano nulla da scambiare�. La Cisl chiede qualcosa di diverso, un’equa redistribuzione delle risorse, a partire dalla produttivit�. In teoria, entrambe vorrebbero nuove regole e nuovi assetti contrattuali ma in realt� sono divise anche tra di loro e mentre la Cisl insiste sulla necessit� di riformare da posizioni unitarie gli assetti contrattuali, la Uil non ci crede pi�. Atteggiamento che, di fatto e con un lungo giro, fa “il gioco” della Cgil. Angeletti va sul palco per esporre un no secco e rotondo a ogni ipotesi di patto sociale tra le forze produttive: �Un patto presuppone uno scambio, ci penser�, ma penso non abbiamo nulla da scambiare�.

                Il credito rispetto a cui �i lavoratori devono essere risarciti� sono i 200 miliardi di evasione fiscale. A mettere di buon umore il popolo della Cgil � anche un altro punto, sollevato da Angeletti: sulla contrattazione la riforma va fatta e servono nuove regole, ma visto che non riusciamo a trovarle, tanto vale andare avanti senza, dice. Seppellendo definitivamente gli accordi del ’93, che giudica solo �una micidiale macchina che garantisce la perdita del potere d’acquisto dei salari� e gelando anche lui Confindustria. Di fatto � una sponda alla posizione appena espressa dalla segretaria confederale Cgil Carla Cantone, braccio destro di Epifani, che ripete, certo, �cerchiamo una posizione comune�, ma intima anche di �non porre veti�. Angeletti soprattutto chiede di ridurre le tasse ai lavoratori, prima che alle imprese, riferendosi al programma dell’Unione, e invoca un contratto nazionale che difenda �l’invarianza del salario reale� (netto, sottolinea, facendo felice Cremaschi e la Fiom che spingono per una politica di aumenti salariali). Infine, un altro spunto che va in direzione delle richieste della Cgil, anche se a modo suo: far votare anche i lavoratori che non sono iscritti al sindacato alle elezioni delle Rsu, sugli accordi. Per la Cgil che chiede referendum a gog�, � miele anche se rischia l’amaro: Angeletti vuole fare incetta di voti tra i non sindacalizzati. Tocca a Pezzotta, che subito dice �Non sono d’accordo con Angeletti� (sui contratti) e ribadisce che �Bisogna andare avanti a insistere per trovare una posizione comune�, poi boccia ogni idea di regolamentazione della rappresentanza. A Epifani un invito: �su certe questioni bisogna osare molto di pi� senza confondere la pazienza, che � una virt�, con l’immobilismo, che � un vizio�. Parla davanti a una platea freddina, Pezzotta: riconosce arrabbiature e ruvidezze del passato che per� sono figlie del rispetto e della franchezza, dice, ma il popolo cigiellino lo applaude convinto solo quando dedica parte del suo intervento al comune no alla guerra in Iraq, la comune adesione al movimento per la pace, ai problemi dell’Africa, alla costruzione di un vero sindacato europeo. Quando invece deve affrontare i due grandi temi che dividono c’� solo molto rispetto n� Pezzotta si tira indietro. Il tono � soft, c’� anche sincera emozione, oltre che schiettezza: �Il sindacato non ha governi amici perch� soltanto amico di se stesso. E chiunque sar� chiamato a governare deve fin d’ora sapere che trover� un sindacato responsabile ma non remissivo�. Anche la Cisl ha bocciato senz’appello l’operato del governo e guarda alla nuova fase che si apre, ma ad Epifani spiega che il patto fiscale � troppo poco e che senza riforma degli assetti contrattuali, forte redistribuzione della produttivit� a livello decentrato in testa, non si affronta davvero la svolta che serve a un paese ma �tenendo assieme questione fiscale e crescita e operando una revisione profonda delle relazioni sindacali e del modello contrattuale�. Pezzotta, infine, seppellisce l’unit� sindacale e parla di �pluralismo non indifferente�. I tre sindacati italiani si rispettano, ma la pensano diversamente su quasi tutto e se la Cgil ha nell’Unione il suo migliore interlocutore, Cisl e Uil sono pi� lontane. Anche tra di loro, per�. Il che, in questa fase, non fa altro che rafforzare la centralit� della Cgil. Almeno fino al voto del 9 aprile. Dopo, si vedr�.