Cgil, Rinaldini contro Epifani

18/07/2005
    sabato 16 luglio 2005

    ITALIA LAVORO pagina 18

    LA STAGIONE DEI CONTRATTI • Su politiche salariali e rappresentanza si apre lo scontro congressuale

      Cgil, Rinaldini contro Epifani

        Il conflitto interno alla confederazione rischia di allungare i tempi delle trattative dei meccanici

          ROMA • Tempi molto duri per chi sperava in una soluzione in tempi normali della vertenza contrattuale dei metalmeccanici. Lo spostamento a settembre della data in cui riprendere il negoziato è solo un pallido riflesso di una situazione di stallo molto più profonda di quanto non appaia e sarà necessario attendere ancora molti mesi prima che sia possibile avviare una fase effettivamente costruttiva di questa vertenza. Il tema di questo negoziato è entrato infatti pienamente nella discussione avviata all’interno della Cgil in vista del prossimo congresso ed è molto difficile che se ne esca prima della celebrazione dell’assise, prevista solo alla fine di febbraio del prossimo anno. È molto probabile che lo slittamento duri più della semplice pausa estiva, per protrarsi poi per tutto l’inverno.

          A far precipitare la situazione è stato ieri Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, nel corso di una riunione del movimento « Rete 28 aprile » , guidato dal segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, su posizione di contestazione alla maggioranza di Guglielmo Epifani. In questa occasione ha preannunciato che presenterà in vista della discussione congressuale due tesi alternative a quelle della maggioranza, una sulle politiche contrattuali, un’altra sui temi della democrazia e della rappresentatività.

          Un colpo duro per Epifani che ha lavorato a lungo in questi mesi per avere un congresso quanto più unitario possibile. In apparenza si potrebbe anche affermare che non è successo nulla di irreparabile, perché il segretario generale non voleva documenti generali alternativi al suo. E l’unico che aveva fatto sapere di voler presentare tesi alternative era stato Giorgio Cremaschi. Rinaldini ha detto solo che presenterà non un documento generale alternativo, in quanto tale, composto da varie tesi su diversi argomenti, ma, appunto, solo alcune tesi difformi.

          Ma l’autorevolezza della persona, Rinaldini è il segretario dei metalmeccanici, il fatto che la Fiom è sindacato più rappresentativo della Cgil anche se non il più numeroso, e soprattutto la centralità degli argomenti indicati su cui esisterebbe un dissenso nei confronti del segretario generale, fanno lievitare la rilevanza della presa di posizione. Al punto che perfino Cremaschi, di fronte a questa posizione di Rinaldini, avrebbe manifestato la volontà di limitarsi ad appoggiare quelle tesi difformi piuttosto che presentare tesi generali diverse da quelle di Epifani.

          A questo punto appare evidente che si è aperto un confronto duro dentro la Cgil sulla politica contrattuale. Finalmente, potrà commentare qualcuno, e in effetti era a tutti evidente che nella confederazione esistessero tesi differenti su questi problemi, tali che non potevano non venire alla luce. Affrontarli di petto significherà fare chiarezza una volta per tutte, ammesso, e purtroppo non concesso, che si arrivi davvero a stabilire una politica contrattuale che sia almeno praticabile. Certo, il negoziato difficilmente potrà uscire dalle secche in cui si è impantanato, perché dietro lo stop imposto alle trattative c’era proprio un diverso atteggiamento della Fiom, più rigido di quello degli altri sindacati del settore.

            Il problema sono le conseguenze di questo irrigidimento delle posizioni. Savino Pezzotta ha detto che aspetterà fino al 15 settembre la definizione di una posizione unitaria sulla riforma del modello contrattuale, e componenti essenziali della Cgil sono d’accordo sull’opportunità di fare in fretta. Ma forse i tempi si allungheranno, perché quegli stessi temi sono ora parti integranti del dibattito congressuale della Cgil.