“Cgil” Quell’ abbraccio radical-riformista

04/03/2006
    sabato 4 marzo 2006

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    L’analisi

      Quell’ abbraccio radical-riformista

        Bruno Ugolini

          Non � solo l’abbraccio tra Romano Prodi e Guglielmo Epifani quello che sigilla il Congresso della Cgil giunto alle sue ultime battute. E’ l’abbraccio tra l’uomo che fra un mese – come si augura la presidente di turno, Carla Cantone – sar� il leader di un nuovo governo e l’intera platea dei delegati. Un abbraccio radical riformista visto che qui, nel grande salone della Fiera di Rimini, a battere le mani sono proprio tutti. Quelli che si considerano radicali, magari pi� a sinistra del segretario generale e quelli che si considerano portatori di un saldo riformismo. Battono le mani i metalmeccanici di Gianni Rinaldini e gli studiosi dell’Ires guidati da Agostino Megale. Anche se poi, nei commenti, negli interventi, esprimono magari opinioni diverse. Ma tutti sono d’accordo sul fatto che siamo di fronte ad un Paese da rifare e che il primo obiettivo � superare il governo di centrodestra. E’ il match di aprile. E poi si vedr�. Non per quanto riguarda gli aggettivi (governo amico? governo agnostico?). Il problema, come sempre, sar� di contenuti e su questo si giudicheranno i futuri governanti.

            Un antipasto lo ha consegnato il capo dell’Unione. Non � giunto al congresso in visita di cortesia e non si � presentato come una specie di venditore di tappeti. Non ha fatto promesse mirabolanti, onde strappare facili consensi. La Cgil lo aveva accolto con una raffica d’interventi, culminati con le parole di Paolo Nerozzi che tratteggiava un sindacato non conformista, magari un po’ disobbediente come suggeriva Vittorio Foa. Era un mirino puntato su tutte quelle leggi che hanno toccato gangli vitali del Paese: la scuola, il mercato del lavoro, l’emigrazione, la scelta tra pace e guerra. Romano Prodi non ha detto: cancelliamo tutto, come se fosse un mago con tanto di bacchetta magica. Ha delineato un processo di governo che dovrebbe portare a risultati di cambiamento. Non slogan ma ragionamenti, un mutamento di rotta. Con una significativa puntualizzazione. Il centrosinistra, a sua volta, non si aspetta un sindacato "amico", ossequiente. Ha bisogno, semmai, di un interlocutore "forte, esigente, responsabile ed autonomo".

              La nuova concertazione del centrosinistra sar� fatta su queste basi. Solo la Cgil parteciper� a tale dialogo costruttivo? A leggere molti dei giornali di ieri parrebbe di s�, visto che dipingono gli interventi di Savino Pezzotta e Luigi Angeletti come discorsi di antagonisti irriducibili della Cgil. Lo stesso Epifani protagonista odierno dell’abbraccio con Prodi. E allora, per conseguenza, sia Pezzotta cheAngeletti sarebbero contro Prodi. Eppure il primo � stato tentato d’accettare la candidatura per la Margherita nelle prossime elezioni e il secondo sostiene, con la Uil, l’elezione tra i Diesse di Giorgio Benvenuto e Pietro Larizza. Anche per questo crediamo che quei giornali abbiano preso un abbaglio e abbiano confuso una giustificabile affermazione di autonomia con un’ostilit� nei confronti di chi vuole salvare il Paese. E di chi aiuta in questa non disdicevole operazione.