Cgil, quei dati misteriosi

04/01/2006
    martedì 3 gennaio 2006

      Pagina 8

      CAPITALE/LAVORO

        Cgil, quei dati misteriosi

          Polemiche per il mese di ritardo sui risultati congressuali. Corso Italia: tutto in regola

            ANTONIO SCIOTTO

              Congresso Cgil, dati cercasi. Si sono già concluse da quasi un mese le consultazioni di base, quelle nei luoghi di lavoro, ma ancora non c’è traccia dei risultati delle votazioni. Se le ultime urne si sono chiuse infatti il 10 dicembre, sembrava che la confederazione di Corso d’Italia fosse pronta a pubblicare lo scrutinio il 13 dello stesso mese. Data che, magari per comprensibili motivi organizzativi, è stata rinviata al 18. Ma anche in questo caso – e qui lo scivolamento diventa eccessivo – la pubblicazione è saltata. Nel frattempo, passate anche le feste, siamo in piena «seconda fase» del congresso, ovvero le assise territoriali (le camere del lavoro, dal 9 gennaio le regioni), ma i dati provenienti dai posti di lavoro restano comunque (almeno fino a oggi) un mistero. Sul rinvio si moltiplicano dunque le voci e le critiche, anche se dalla sede nazionale del sindacato rassicurano: tutto è regolare, ed è stata proprio l’esigenza di trasparenza e ufficialità a fare slittare i risultati al nuovo anno. Già nella serata di oggi – è la previsione del presidente della commissione di garanzia congressuale nazionale, Raffaele Minelli – i dati potrebbero essere pronti.

                Ma dietro le quinte, si scopre che proprio sui tempi c’è stato più di uno scontro all’interno della confederazione, e tra le diverse categorie. In particolare, sembra a che a ritardare la pubblicazione dei dati siano state principalmente le province del Sud. In tutto una decina, da cui le cifre non sarebbero confluite con la dovuta solerzia. I più arrabbiati per il ritardo sono i sostenitori delle tesi a firma del leader Fiom, che al Nord avrebbero superato abbondantemente il 20% delle preferenze (il 25% in Veneto, il 28% in Emilia, il 30% in Piemonte), successi non ancora pubblicizzabili per attendere le cifre della sola Napoli: nel capoluogo campano, di solito meno sindacalizzato di città più classicamente operaie del Nord, avrebbero partecipato in percentuale più iscritti di Milano e Bologna, consegnando un quadro politico nettamente opposto. Un entusiasmo per il voto che adesso alimenta i sospetti.

                  Giù, al contrario, sarebbe andata la tesi alternativa presentata da «Lavoro e società», portando la percentuale dell’area in questione dal passato 20% a circa la metà dei consensi. Un ridisegno degli equilibri interni al sindacato che già arroventa le discussioni, e che diverrà ancora più hard quando si entrerà nel vivo del Congressone, alla terza fase: i congressi nazionali di categoria, e, soprattutto, il congresso generale di inizio marzo a Rimini.

                    In ogni caso, come già anticipato, tra questa sera e domani dovrebbero essere pubblicati i risultati delle assemblee sui luoghi di lavoro: «Abbiamo fissato la riunione di verifica per domani sera (oggi per chi legge, ndr) – spiega il presidente della commissione di garanzia nazionale – E siamo arrivati a questo punto, oltre Capodanno, proprio perché volevamo lavorare soltanto sui dati ufficiali, evitando che accadesse come negli anni passati, quando circolavano i numeri ufficiosi delle camere del lavoro. Al contrario – conclude Minelli – in questa occasione disponiamo di cifre validate, quelle uscite dalle commissioni di garanzia di prima istanza, dove sono presenti i rappresentanti di tutte e tre le tesi che si confrontano».