Cgil, proposta sull’articolo 18

26/02/2003

ItaliaOggi (Primo Piano)
Numero
048, pag. 3 del 26/2/2003
di Gaetano Pedullà



Reintegro o risarcimento anche nelle pmi.

Cgil, proposta sull’articolo 18

Estendere l’articolo 18 anche alle piccole imprese, ma con una clausola di salvaguardia: il lavoratore potrà optare per un risarcimento monetario da calcolare sulla base del danno reale subito. È questa la proposta votata a maggioranza dal direttivo della Cgil, in risposta al referendum promosso da Verdi e Rifondazione comunista. Una proposta (affidata a una legge di iniziativa popolare) che ha subito suscitato le reazioni contrarie delle piccole imprese, dei commercianti e dei comitati per il No organizzati dagli economisti Renato Brunetta e Franco Cazzola. Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, forte dei dati positivi sul numero degli iscritti al sindacato (arrivati alla quota record di 5.460.532), ha spiegato la linea della sua organizzazione rispetto all’estensione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori (obbligo di reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa) anche alle imprese con meno di 16 dipendenti. Il risarcimento monetario per i lavoratori delle pmi, secondo la Cgil, non andrà più calcolato sulla base delle 15 mensilità, ma dovrà tenere conto del danno reale subito dal dipendente licenziato. E varrà anche come atto di rinuncia alla facoltà di proporre appello. La Cgil, inoltre, propone che nel calcolare la soglia dei 15 dipendenti si considerino anche i lavoratori con contratto a termine, i parasubordinati e i collaboratori. E proprio per questi ultimi, il sindacato di Epifani ha proposto altre due leggi di iniziativa popolare: una per estendere le tutele dei lavoratori ai co.co.co. e l’altra per accelerare i tempi dei processi del lavoro. Le tre proposte, supportate da oltre 5 milioni di firme, saranno consegnate il 10 marzo al presidente del senato, Marcello Pera. Ma dal fronte delle imprese arriva subito un secco no all’iniziativa della Cgil. ´La proposta di riforma di Epifani non è altro che un sì al referendum travestito, che impone alle piccole imprese un danno insostenibile: scegliere tra reintegra obbligata o uno sproporzionato risarcimento faraonico’. Secco no alla proposta della Cgil anche da Confcommercio. Proprio nel corso del tour per il ´No day’ contro il quesito referendario, il presidente dell’organizzazione dei commercianti, Sergio Billè, ha respinto l’iniziativa. ´Seppure con qualche distinguo’, ha detto Billè, ´la proposta ricalca quella referendaria e non sposta il problema di fondo, che è quello di non caricare di ulteriori oneri proprio quel settore di imprese che oggi produce il maggior numero di posti di lavoro’.