Cgil pronta a tutto per il lavoro Più iscritti nonostante la crisi

25/02/2013

I dati sugli iscritti alla Cgil come «lo spaccato del Paese»: in Alto Adige cresce l`occupazione e le tessere aumentano, in Calabria e fra i co.co.pro non confermati a causa della riforma Fornero il lavoro si perde e la Cgil perde iscritti. A due giorni dalle elezioni, Susanna Camusso non può però esimersi dal parlare di elezioni. Lo fa chiedendo al governo che uscirà dalle elezioni di «aprire un tavolo sul lavoro» sottolineando l`importanza del fatto che «due organizzazioni importanti come Confindustria e Cgil mettono al centro delle loro richieste proprio la creazione di lavoro, la vera emergenza del Paese». Niente patti («parola inquinata, come riforma, in cui si mette dentro tutto e diventa il fine a prescindere dal contenuto»), ma un tavolo («che invochiamo a prescindere») senza escludere la possibilità di un accordo storico «come quello del `93»: «Ce ne saranno le condizioni?», si chiede Camusso. Davanti alle previsioni della Commissione europea che per il 2014 vedono un ulteriore aumento della disoccupazione in Italia, il segretario della Cgil ribadisce: «Noi sosterremo la nostra piattaforma, il Piano del lavoro, qualunque governo ci sarà. Se avremo ascolto cercheremo di discutere le soluzioni per produrre lavoro. E se non ci sarà ascolto, continueremo a mobilitarci, come abbiamo fatto in questi anni». Se la priorità è «partire dal rifinanziamento degli ammortizzatori sociali», l`unica indicazione temporale è quella dei «primi cento giorni di governo per abolire l`articolo 8 di Sacconi» che permette di derogare dai contratti nazionali, mentre tornare all`articolo 18 pre-Fornero «non è una emergenza perché la vera emergenza è affrontare le chiusure e i licenziamenti che non dipendono dalle discriminazioni, ma dalla crisi». Susanna Camusso non è voluta entrare nel merito della campagna elettorale, perché «bisogna essere molto rispettosi del voto. Le discussioni le faremo quando saranno noti i voti e la composizione del Parlamento.Non facciamo ragionamenti su cose che dovrà fare il presidente delle Repubblica». Ha comunque ricordato che «votare è importante», che (riferendosi a Grillo) «c`è aria di scioglimento dei sindacati, l`idea che le parti sociali siano inutili» e che «l`appartenenza politica degli iscritti Cgil soprattutto al Nord sorprenderebbe molti».

COMMERCIO PRIMA CATEGORIA

Alcune sorprese ci sono anche nei dati degli iscritti Cgil a fine dicembre 2012. I 5 milioni 712 mila con la tessera in tasca aumentano di 27 mila rispetto alla chiusura del 2011 con un milione di nuovi iscritti e un turn over del 20 per cento: 2 milioni e 716 mila sono lavoratori attivi (47,43%), 2 milioni 996 milia sono i pensionati dello Spi (che calano di 1.278 rispetto al 2011). «Nonostante l`impressione che avevamo di pagare la crisi, la Cgil tiene per la capacità di governare le crisi e grazie alla rete sul territorio che riesce a rispondere alle richieste di tutele individuali», sottolinea contento il segretario confederale Vincenzo Scudiere. Per la prima volta la categoria più rappresentante è la Filcams del commercio e servizi (432mi- la, più 8%), quella che affronta «la frammentazione del lavoro con poche tutele, un lavoro povero che la Cgil rappresenta con orgoglio», ricorda Camusso, smentendo «la propaganda» che vuole il sindacato come difensore dei soli tutelati. Se la funzione pubblica (Fp) rimane seconda (davanti alla Fiom, in leggero calo), aumentando gli iscritti «per l`allargamento della sanità privata», il balzo più grande lo fa il Nidil (nuove identità del lavoro) ma con la triste constatazione che il 70 per cento dei sui 70mila iscritti a dicembre era disoccupata. La categoria più in difficoltà si conferma l`edilizia con la Fillea che perde 5mila iscritti a causa della mancanza di ammortizzatori e del fallimento di tante fra le piccolissime imprese che caraterizzano il settore. A conferma del calo delle retribuzioni e dell`incidenza sui salari della cassa integrazione, la quota dell`i per cento che ogni iscritto paga è calata in media da 80 a 70 euro. Camusso chiude con un augurio: «Che questa sia l`ultima conferenza stampa sui dati degli iscritti». Vorrebbe dire che finalmente la certificazione prevista dall`accordo del 28 giugno 2011 sarebbe diventata realtà. Per farlo serve un accordo fra sindacati e con Confindustria. O una legge dal nuovo Parlamento: «La discussione è aperta, ci auguriamo che si traduca in un accordo, basandosi sull`esempio del settore pubblico e dando applicazione all`articolo 39 della Costituzione. Non perché senza accordo il Parlamento non possa legiferare, ma perché un`intesa può favorire la legge», spiega Camusso.